NELL’ARGENTINA DI MILEI OGGI IL GOLPE È CONTRO LA MEMORIA! – IL GOVERNO NON SOLO NON COMMEMORA L’ANNIVERSARIO DEL COLPO DI STATO CHE NEL 1976 AVEVA DATO INIZIO ALLA DITTATURA MILITARE DI VIDELA, MA TAGLIA I FONDI AI CENTRI SUI CRIMINI DEL REGIME – MILEI DIFFONDE UN VIDEO PER RIVISITARE QUANTO ACCADUTO IN QUEGLI ANNI E METTE IN DISCUSSIONE LE POLITICHE DELLA MEMORIA PROMOSSE DAL 2003, RITENENDO CHE OFFRANO UNA "VISIONE DISTORTA" DEL PASSATO – VIDEO
Día de la Memoria por la Verdad y la Justicia Completa. Porque solo una sociedad que mira su pasado con libertad puede aprender de él y evitar repetir sus tragedias.
A 50 años del inicio del 24 de marzo de 1976, la Casa Rosada presenta dos testimonios que ayudarán a comprender… pic.twitter.com/icsjrHZLNR
— Casa Rosada (@CasaRosada) March 24, 2026
Estratti da ilfattoquotidiano.it
ARGENTINA MANIFESTAZIONE DEI PARENTI DELLE VITTIME DELLA DITTATURA 3
Nella marcia che ogni anno attraversa Buenos Aires il 24 marzo, anniversario del colpo di Stato che nel 1976 aveva dato inizio alla dittatura civico-militare di Jorge Rafael Videla, c’è uno striscione con i volti e i nomi di 30mila desaparecidos.
Sono le persone scomparse a causa dei militari e per cui ancora oggi le abuelas e le madres de Plaza de Mayo chiedono giustizia.
Nell’Argentina del presidente di destra Javier Milei, questo incessante lavoro per ottenere la verità è messo a rischio. A cinquant’anni dal golpe, la memoria storica è “sotto attacco”, spiega a a Ilfattoquotidiano.it Marcela Perelman, direttrice delle attività di ricerca del Centro de Estudios Legales y Sociales (CELS)…”Il governo taglia i fondi ai centri sui crimini del regime”
A 50 ANNI DAL GOLPE, MILEI SPINGE PER UNA "MEMORIA COMPLETA" E RIAPRE IL DIBATTITO SULLA DITTATURA
javier milei alla prima riunione del board of peace
Il governo del presidente argentino Javier Milei ha diffuso martedì un video istituzionale in occasione del 50° anniversario del colpo di Stato del 1976 che diede inizio alla dittatura militare.
Il video, pubblicato sui canali ufficiali dell'Esecutivo, solleva la necessità di rivisitare quanto accaduto in quegli anni e mette in discussione le politiche della memoria promosse dal 2003, ritenendo che offrano una "visione distorta" del passato.
ARGENTINA MANIFESTAZIONE DEI PARENTI DELLE VITTIME DELLA DITTATURA
Intitolato "Le vittime che volevano nascondere", il video sostiene che la narrazione dominante ha lasciato fuori migliaia di persone colpite dalla violenza politica degli anni Settanta. Secondo il messaggio ufficiale, "migliaia di vittime delle azioni di gruppi statali, para-statali e guerriglieri-terroristi sono state ignorate, emarginate e messe a tacere", e quindi insiste sull'idea di una "memoria completa".
La registrazione, della durata di oltre un'ora, comprende due testimonianze, presentate come esempi di storie che non avrebbero avuto spazio nelle narrazioni ufficiali negli anni successivi alla dittatura. In entrambi i casi, il messaggio si concentra sulla necessità di "raccontare la vera storia" e di promuovere una prospettiva che, secondo i protagonisti, permetterebbe di progredire verso la riconciliazione nazionale.
javier milei dopo la vittoria alle elezioni di meta mandato 2
Il governo accusa il kirchnerismo (il movimento politico di due ex presidenti e coniugi, Néstor Kirchner e Cristina Fernández de Kirchner che hanno governato in totale per oltre un decennio) di avere utilizzato le risorse pubbliche per "imporre una narrazione" sul recente passato a fini politici.
Il video sottolinea che l'obiettivo di questo nuovo approccio è offrire alla società tutti gli elementi necessari per comprendere il contesto di violenza prima e dopo il colpo di Stato militare.
L'uscita del materiale coincide con una giornata di forte mobilitazione sociale in Argentina. Il 24 marzo, migliaia di persone partecipano a marce in tutto il Paese con lo slogan "memoria, verità e giustizia", per ripudiare i crimini contro l'umanità commessi dalla dittatura tra il 1976 e il 1983.
A Buenos Aires, la manifestazione principale si svolge in Plaza de Mayo, davanti alla Casa Rosada, dove organizzazioni per i diritti umani come le Nonne di Plaza de Mayo e altri gruppi rinnovano le loro richieste per le 30mila persone scomparse durante il regime militare.
javier milei dopo la vittoria alle elezioni di meta mandato 3
condanne ufficiali argentina - desaparecidos