UN PARTITO NEL SARKOFAGO – MENTRE SARKOZY PREPARA IL SUO RITORNO À LA DE GAULLE, AUTO-GOL DEL SUO PARTITO: FALSE FATTURE PER OLTRTEPASSARE I LIMITI LEGALI DI SPESA PER LA CAMPAGNA ELETTORALE 2012

1. FRANCIA, NEOGOLLISTI NELLA BUFERA
M.Mou. per "il Sole 24 Ore"

La destra francese è in piena crisi. A poco più di 24 ore dalla chiusura delle urne delle elezioni europee, che hanno sancito il trionfo del Front National di Marine Le Pen, il presidente dell'Ump, il partito conservatore dell'ex presidente Nicolas Sarkozy, si è dimesso. Travolto dallo scandalo della falsificazione delle spese elettorali della campagna presidenziale del 2012. Quella in cui Sarkozy è stato battuto dal socialista François Hollande.

Per poter capire la vicenda, va ricordato che la legge francese prevede un tetto di spesa pari a 22,5 milioni per ognuno dei due candidati che vanno al ballottaggio. In caso di superamento di quella soglia (i conti vengono passati al setaccio da un'apposita commissione) sono previste sanzioni e comunque si perde il diritto al rimborso, totale o parziale.

Come d'altronde è accaduto proprio a Sarkozy. Secondo la commissione, l'ex presidente aveva sfondato il tetto di circa 400 mila euro e quindi ha perso il diritto al rimborso di 10,6 milioni. Tant'è che lo stesso Sarkozy si è impegnato personalmente in una sottoscrizione straordinaria presso i simpatizzanti del partito che ha consentito di raccogliere circa 11 milioni e coprire il buco.

Tutto sembrava risolto. Ma il 27 febbraio scorso, il settimanale Le Point ha accusato il presidente del partito Jean-François Copé - che aveva preso le redini dell'Ump nel giugno scorso dopo un lungo braccio di ferro con l'ex premier François Fillon - di aver favorito la società Bygmalion, di alcuni suoi amici, alla quale è stata affidata l'organizzazione di tutti gli eventi della campagna: una settantina, per oltre 20 milioni. Le Point accennava anche a una possibile sovrafatturazione dei meeting e su questa base la magistratura ha aperto un'inchiesta.

Una decina di giorni fa, il quotidiano Libération ha scritto che alcuni degli eventi erano inesistenti, denunciando un giro di fatture false. La situazione è però precipitata lunedì, quando l'avvocato di Bygmalion e il responsabile degli eventi della campagna di Sarkozy hanno ammesso che molte fatture sono state intestate al partito e non al candidato, per evitare che ci fosse appunto uno sfondamento del tetto delle spese. Una truffa, insomma. Dalle dimensioni colossali: 11 milioni, anche se qualcuno azzarda cifre ancora superiori.

Sarkozy ha fatto sapere che lui non si è mai occupato degli aspetti logistici e che trova insopportabile il fatto di essere coinvolto in una simile vicenda. Preoccupato dall'ennesima ombra che minaccia il suo rientro sulla scena politica per le presidenziali del 2017. Anche Copé, a quel tempo segretario del partito, ha cercato di difendersi fino all'ultimo sostenendo di non saperne nulla. Ma la sua posizione, resa ancora più fragile dalla sconfitta elettorale, è diventata indifendibile e ha dovuto arrendersi di fronte agli attacchi degli avversari interni.

La guida del partito è stata affidata a tre ex premier (appunto Fillon, Alain Juppé e Jean-Pierre Raffarin), in attesa del congresso straordinario che dovrebbe svolgersi in ottobre. Si tratta ovviamente di altra acqua per il mulino della Le Pen, che ieri mattina ha accusato Sarkozy di aver «barato», ha parlato di «situazione grave per la democrazia» e sottolineato che le rivelazioni «mettono in causa la regolarità del primo turno delle presidenziali del 2012», dove lei è arrivata in terza posizione.

Ne ha approfittato per ribadire la richiesta di dimissioni del Governo, di elezioni anticipate, di una moratoria del processo di integrazione europeo, di un immediato congelamento del negoziato di adesione della Turchia e di quello sul trattato di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti.

A Hollande ha inoltre chiesto la nazionalizzazione di Alstom, la cui attività nel settore dell'energia dovrebbe essere ceduta agli americani di General Electric o ai tedeschi di Siemens. Ha infine annunciato che in caso di vittoria alle presidenziali del 2017 indirà entro sei mesi un referendum sull'uscita dall'Unione europea. Sei mesi da utilizzare per trattare con Bruxelles un ampio recupero di sovranità nazionale.

2. A PARIGI COPÉ SI DIMETTE E SARKOZY PREPARA IL SUO RITORNO À LA DE GAULLE
David Carretta per "il Foglio"

Bruxelles. Fino a domenica, l'Ump era il principale partito d'opposizione in Francia, opposizione anche alla cavalcata di Marine Le Pen s'intende, poi ieri è imploso per una serie di scandali legati alla gestione del suo presidente, Jean-François Copé e alla campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy del 2012.

Dimissioni di Copé (che si è difeso in televisione ieri sera dicendo di aver saputo tutto soltanto pochi giorni fa e di non avere "jamais, jamais, jamais" mentito sulla questione), triumvirato di saggi per una leadership collettiva, congresso straordinario in ottobre: l'affaire Bygmalion - dal nome della società fondata dagli uomini di Copé, che ha sovrafatturato una serie di servizi all'Ump per un ammontare di oltre 10 milioni di euro - è un altro colpo per una Quinta Repubblica, le cui fondamenta sono scosse dall'immobilismo di François Hollande e dal trionfo di Marine Le Pen.

Malmenati alle elezioni europee, dove hanno ottenuto il peggior risultato della loro storia, i socialisti ironizzano sullo scandalo "Big Millions". Sarkozy "dovrà dare spiegazioni sulle accuse di cui è oggetto", ha detto la portavoce dei socialisti all'Assemblea nazionale, Annick Lepetit.

Ma, come nella crisi fatale della Quarta Repubblica superata soltanto grazie al ritorno del generale De Gaulle, Sarkozy appare come l'unico leader in grado di salvare la destra e la Francia. Svelato dal Point, rilanciato da Libération, lo scandalo Bygmalion appare come una brutta storia che ruota tutta attorno a Copé, già accusato di aver rubato la leadership del partito all'ex premier François Fillon a suon di brogli nelle primarie dell'Ump del 2012. Bygmalion è una società di comunicazione e servizi alla politica cofondata da Bastien Millot, assistente parlamentare di Copé nel 1995, suo capogabinetto in diversi ministeri e uomo di fiducia per alcuni anni a France Télévision.

Anche l'altro cofondatore Guy Alves ha seguito Copé in numerosi ministeri. Dalla fondazione nel 2008 - quando Copé conquista la presidenza del gruppo all'Assemblea nazionale, prima di impossessarsi della presidenza del partito - Bygmalion diventa l'agenzia di eventi di riferimento dell'Ump, con a libro paga Jérôme Lavrilleux, braccio destro di Copé e direttore aggiunto della campagna presidenziale di Sarkozy.

Secondo il Point, in cinque anni ha prodotto fatture per diversi milioni di euro per eventi che non ci sono mai stati. Secondo Libération, il conto per il solo 2012 - anno delle presidenziali - ammonta a 20 milioni, con alcune fatture della campagna di Sarkozy finite nel bilancio ordinario dell'Ump. Sotto il fuoco di critiche del suo campo politico, Copé inizialmente si era difeso sostenendo che era tutto falso.

Poi ha annunciato che avrebbe aperto la cassaforte con le ricevute soltanto dopo l'adozione di una legge sulla trasparenza assoluta di partiti e media. La tregua elettorale dentro l'Ump è finita domenica notte, dopo i cinque punti di distacco inflitti dal Front national. Sotto pressione per rassegnare le dimissioni, Copé ha scelto il "Muoia Sansone con tutti i Filistei".

L'avvocato di Bygmalion, Patrick Maisonneuve, è andato in televisione a dire che "lo scandalo Bygmalion è lo scandalo dei conti della campagna" Sarkozy. L'Ump avrebbe imposto all'agenzia di emettere false fatture e vere fatture perché i limiti di legge per la spesa di Sarkozy erano già stati superati. Anche Lavrilleux ha parlato di "irregolarità" nel finanziamento della campagna elettorale 2012. Giudici e polizia hanno avviato un'inchiesta e perquisito la sede dell'Ump. Ma la resa dei conti si è rivelata politicamente mortale: Copé ieri è stato messo al muro da sarkozisti e anti-sarkozisti, che hanno imposto le sue dimissioni.

Vista la grandiosità della campagna 2012, pochi dubitano che Sarkozy abbia superato i 22 milioni di tetto imposto dalla legge. Del resto, il Consiglio costituzionale ha bocciato in parte i conti della campagna, costringendo l'Ump a lanciare un "Sarkothon" per coprire il buco. Ma quasi tutti dentro l'Ump sospettano la creazione di un fondo nero per preparare la candidatura presidenziale di Copé nel 2017. "Non posso crederti", ha detto la sarkozista Nathalie Kosciusko-Morizet. "Dov'è la verità", ha chiesto l'anti Sarko e anti Copé, François Fillon.

L'ex primo ministro, insieme ad Alain Juppé e Jean-Pierre Raffarin, farà parte del triumvirato di elefanti leggeri che guiderà l'Ump fino al Congresso. "Abbiamo poche settimane per salvare l'Ump dal disastro", ha detto Fillon. Sarkozy prepara il suo ritorno alla De Gaulle. L'ex presidente ha già rinnegato il suo partito: nell'intervento sull'Europa pubblicato la scorsa settimana dal Point, che costituisce un programma per salvare la Francia da Le Pen, non ha mai citato l'Ump.

 

CARLA BRUNI E NICOLAS SARKOZY ASSAD CON LA MOGLIE A CENA CON SARKOZY CARLA BRUNI jean francois copefci10 romano prodi francois fillonfrancois fillonSARKOZY E ALAIN JUPPE LE PEN OYBTPO kUvG U wv x LaStampa it Home Page Jean Pierre Raffarin

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