veronesi borgonzoni

"NESSUN LEGHISTA È ADATTO ALLA CULTURA" - SANDRO VERONESI STRONCA L'IPOTESI LUCIA BORGONZONI, QUELLA DEL "NON LEGGO UN LIBRO DA TRE ANNI", COME SOTTOSEGRETARIA ALLA CULTURA: "MA SI POTREBBE ANCHE INGOIARE UN ROSPETTO, VISTO CHE IL GOVERNO DRAGHI È L'ULTIMA SPERANZA PRIMA DELL'ABISSO" - LA VERA PAURA DELLO SCRITTORE È GIANCARLO GIORGETTI ALLO SVILUPPO ECONOMICO: "AL MOMENTO È UN RUOLO CRUCIALE..."

Giada Tommei per www.mowmag.com

 

sandro veronesi 5

In vista delle nomine dei sottosegretari dell’attuale governo Draghi, affiora papabile il nome di Lucia Borgonzoni alla Cultura. Un incarico, questo, che sancirebbe il ritorno della senatrice della Lega a un ruolo già ricoperto durante il precedente governo Conte e per il quale non è certo sembrata particolarmente appropriata. Nel corso del 2020, alcune sue dichiarazioni (se non gaffe) hanno destato un certo scalpore sottolineando la sua inadeguatezza ad una carica che richiama un ruolo notevole: tutelare e promuovere l’immenso patrimonio culturale del nostro paese.

 

Sandro Veronesi

“Whatever it takes/ad ogni costo”, recita una ormai citatissima frase dell’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi: sì, ma è davvero così necessario includere ancora una volta Borgonzoni?

 

Lo abbiamo chiesto a Sandro Veronesi, scrittore toscano acclamato e pluripremiato che sulla questione si è detto guardingo, ma più preoccupato da chi ricopre la carica di ministro dello Sviluppo Economico.

 

sandro veronesi foto di bacco

“Non leggo da tre anni” sono le parole di Lucia Borgonzoni che più echeggiano nella nostra mente. Certo è che, associarle a una figura che ha ricoperto un ruolo importante all’interno del ministero della cultura e che pare candidata a fare il bis, fa un poco strano.

L’eventuale nomina della Borgonzoni alla Cultura non si basa certo sui suoi pregi, anzi: che non ne sia particolarmente adatta è ormai ben chiaro. Tuttavia, attualmente, le questioni da giudicare di questo Governo di emergenza sono altre: ci sono fiumi di denaro, che non ci sono mai stati e che non ci saranno mai più, da destinare ai giusti comparti per favorire la ripartenza del paese. Cultura compresa, che tra teatri, musei, editoria e patrimonio archeologico sta accelerando il suo processo di morte. Il requisito fondamentale è dunque saper utilizzare questa somma: non vedo come la presenza di un qualsiasi sottosegretario alla cultura possa danneggiare il tutto. Soprattutto una figura come la Borgonzoni che, mi spiace per lei, a livello politico ha ben poco peso.

 

lucia borgonzoni

Non c’è molto da temere, dunque.

Il governo Draghi è l’ultima speranza prima di precipitare nell’abisso e certo non è scevro da difetti: ciò che è importante, adesso, è tranquillizzare l’Europa su come riusciremo degnamente ad investire il denaro a noi rivolto. Dobbiamo provare al mondo che non lo sprecheremo in benefici elettorali: se ci riusciamo, il nostro guadagno produrrà un risultato effettivo, applicabile dunque a tutti i settori volti alla ripresa, e della sana credibilità. Se il Presidente del Consiglio, il MISE e tutti i ministeri lavorano bene, la Borgonzoni in sé alla Cultura non può fare molto danno, così come non può farlo l’ultimo dei leghisti: non dimentichiamoci poi, che a capo del ministero in questione abbiamo un personaggio qualificato come Dario Franceschini.

 

LUCIA BORGONZONI

Il problema del sottosegretariato alla cultura è quindi la presenza della Lega, più che della Borgognoni stessa?

Non credo si sia mai sentito un esponente della Lega parlare di cultura come una delle leve fondamentali del nostro paese: è per questo che forse non sarebbe il caso di far ricoprire questo ruolo ad un membro di tale partito. In condizioni normali sembrerebbe una provocazione, in questo caso è un “rospetto” da mandar giù. Per questo, se questa è la ragion politica da seguire adesso, direi che possiamo pazientare. Personalmente, preoccupa di più la presenza del ministro leghista Giancarlo Giorgetti al Mise, che al momento è cruciale.

 

giancarlo giorgetti

È anche vero che tutto ciò che sta accadendo sottolinea ancora una volta come l’argomento “cultura” sia spesso considerato meno importante, al punto che ci si può persino permettere di sbagliare il sottosegretario.

In questo momento non si tratta di indirizzare la cultura verso determinati obbiettivi: si tratta di farla ripartire al 100%, quasi da zero. Con il Covid, questo settore è stato messo in ginocchio: a ciò si aggiunge il peso zero che l’industria culturale ha in Italia, mai completamente assecondata e supportata. Il che è alquanto assurdo, se si pensa che per abbondanza di materiale il nostro patrimonio artistico produrrebbe ricchezza, identità e posti di lavoro in larga quantità. Sulla rinascita culturale, fondamentale è la scelta strategica che verrà fatta in ambito politico: una scelta che, comunque, non farà il sottosegretario. Ecco perché non mi preoccupo più di tanto.

 

LUCIA BORGONZONI CON LA MASCHERINA

Molti però ne fanno una questione di rammarico, o di principio. La Borgognoni non ha certo dato molto sfoggio di cultura personale, soprattutto durante una clamorosa gaffe che la vide confinare l’Emilia-Romagna al Trentino…

Attualmente, non farei una questione di principio su niente. Certo, associare Borgognoni e cultura è quasi un ossimoro. Il punto è che se vengono sbagliate le nomine degli uomini e delle, purtroppo, poche donne nei punti chiave del Governo è un bel guaio: un sottosegretario alla cultura sbagliato o nominato per compiacere una forza politica che al momento deve sostenere la maggioranza, è un male sopportabile. Ovviamente, sempre che in cambio ci sia dal Governo un’azione energetica e doverosa volta alla rinascita. Se qualcosa non funziona, non sarà per colpa della Borgonzoni qualora dovesse essere nominata: dall’altro lato, se il tutto funziona bene non sarà la sua presenza ad impedire una buona riuscita. Sia chiaro che, quando ci sarà un gruppo di parlamentari eletto dal popolo tramite elezioni sarò il primo a esporre rimostranze se qualcuno di non idoneo dovesse ricoprire un incarico culturale; durante un Governo di emergenza, tuttavia, quando intorno a noi c’è una simile crisi parlare di principi non mi pare il caso. Sottolineerebbe semplicemente di non aver compreso la nostra attuale disperata situazione.

 

lucia borgonzoni

Può darsi quindi che la Borgonzoni sia stata troppo stigmatizzata?

Diciamo che attualmente non mi metterei a far questioni. Almeno non adesso, e lo dico nei riguardi di un settore che chiaramente mi interessa molto. Non è certo gradevole che la Borgonzoni si fregi di una nomina per lei abbastanza inadeguata e di fatto spero, nel caso questa accada, che si impegni ben poco. Non mi metterei comunque a commentare prima che non abbia effettivamente iniziato ad agire in modo da creare una qualche magagna. Se così fosse, sarà giusto intervenire con un qualsiasi tipo di stigmatizzazione. Ma finché non lo fa…

 

matteo salvini a bibbiano con lucia borgonzoni 2

Per cui non è preoccupato?

Non particolarmente. È una questione di credibilità internazionale: se non fa danno, non lasciamo che ci siano polemiche ad enfatizzarlo. Al momento, basta che si pensi ad utilizzare bene il denaro rivolto alla ripresa economica e dunque anche alla cultura. Per il resto, non è che si può subito esser perfetti: diciamo che se la macchina governativa funzionerà bene, la Borgonzoni è un rospo che per ora (e dico solo per ora) si può ingoiare. C’è un baratro sotto i nostri piedi: il fatto che la Borgonzoni possa godere di un titolo che forse non merita, è un conto che possiamo regolare un’altra volta.

LUCIA BORGONZONIlucia borgonzoni foto di bacco (5)Sandro Veronesi lucia borgonzoni matteo salvini 1lucia borgonzoni matteo salvinilucia borgonzoni foto di bacco (3)lucia borgonzoni senatrice foto di baccolucia borgonzoni foto di bacco (1)lucia borgonzoni sottosegretario ai beni culturali foto di bacco (1)LUCIA BORGONZONI CON MAGLIETTA PARLIAMO DI BIBBIANO AL SENATOLUCIA BORGONZONI CON MAGLIETTA PARLIAMO DI BIBBIANO AL SENATOlucia borgonzoni con maglietta parliamo di bibbiano al senato 2lucia borgonzoni e matteo salviniLUCIA BORGONZONILUCIA BORGONZONIMATTEO SALVINI E LUCIA BORGONZONI AL NOVEMBER PORC DI POLESINE PARMENSELUCIA BORGONZONI SYLVESTER STALLONELUCIA BORGONZONI E MATTEO SALVINI AL MARElucia borgonzoni matteo salvinimatteo salvini lucia borgonzoni 1LUCIA BORGONZONIlucia borgonzoni con barboncinolucia borgonzoni giovane lucia borgonzoni giovaneSandro Veronesisandro veronesi 2Sandro Veronesisandro veronesi

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…