nicola zingaretti meme

PRENDI QUESTA MANO, ZINGA – "LIBERO" SI CIMENTA SUL "MISTERO" BANALE DI ZINGARETTI, CHE NON NE AZZECCA UNA EPPURE FA CRESCERE IL PD NEI SONDAGGI: “DOMINA IL SUO PARTITO COME UN SAGACE AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO, TRIANGOLA A FASI ALTERNE CON I DUE INQUILINI PIÙ TEMIBILI: L'AMLETICO ORLANDO E L'UBIQUO FRANCESCHINI. LA SUA TENTAZIONE È RIPORTARE LE LANCETTE ALL'ESTATE SCORSA E CAPITALIZZARE IL VANTAGGIO NELLE URNE, USANDO I SOLDI DEL MES COME…”

 

 

Alessandro Giuli per “Libero quotidiano”

 

nicola zingaretti

Nicola Zingaretti è un mistero banale. Come ogni mistero, tuttavia, merita comunque di essere investigato. La domanda di partenza è: che ci fa uno come lui alla guida del Partito democratico e della Regione Lazio? Risposta abbastanza semplice: l' uomo di potere; è nato per questo, anche se fa di tutto (con successo) per smentire l' immagine del leader saldo, consapevole e sicuro di sé. Guai a fidarsi delle apparenze da burocrate novecentesco di retrovia.

 

NICOLA ZINGARETTI

Certo, oggi Zingaretti è divenuto anche oggetto di spietati motteggi perché nell' arco di poche settimane ha sfoderato alcune delle migliori perle impolitiche nell' èra angosciosa del Coronavirus. A cominciare dall' arcinoto spettacolo virale (alla lettera) del 27 febbraio scorso, quando si è lasciato contagiare dal Sars-Cov-2 a Milano pur di farsi immortalare a un aperitivo sui Navigli con i giovani del suo partito per celebrare la riapertura dei locali meneghini in nome del #milanononsiferma Ed era soltanto l' inizio.

nicola zingaretti all'aperitivo dei giovani pd a milano

 

Sono seguite altre delizie comunicative, le ultime delle quali meritano una speciale menzione. Da ultimo, c' è la normativa stabilita dalla Regione Lazio sulla riapertura delle strutture dopo il lockdown, in cui viene espressamente consentito l' ingresso nelle piscine a patto di farsi rilevare la temperatura corporea (sopra i 37.5 gradi si resta fuori) e di non orinare nell' acqua; e fin qui nulla di strano, ma il bello arriva subito dopo: fra le pratiche interdette c' è anche quella di "sputare".

NICOLA ZINGARETTI DOPO IL CONTAGIO DA CORONAVIRUS

 

Dal che si comprende che o Zingaretti e i suoi consulenti medico-sanitari non hanno mai nuotato in una piscina o immersi nel mare, sicché danno per scontato che il bagnante debba semmai ingurgitare acqua fino all' annegamento; oppure che nel loro incongruo cinismo - "muoiano pure, purché non sputino acqua virale" - ignorano i princìpi basilari della sanificazione al cloro di ogni piscina, per non dire del processo naturale di diluizione dei liquidi. Insomma un capolavoro. Per coerenza logica, attendiamo adesso con trepidazione l' ordinanza regionale che obblighi i cittadini a trattenere il respiro nei luoghi chiusi.

nicola zingaretti mascherina

 

nicola zingaretti giuseppe conte

Ma fortunatamente per i luoghi chiusi ci sono le mascherine, e qui arriviamo a un' altra vetta d' involontaria goffaggine. Perché il segretario, con l' afa già arieggiante fra noi, ha da poco invitato la popolazione a considerare la triste necessità di bardarsi con il noto dispositivo con un' alta dose di filosofia estetica oltreché di senso civico. Ecco le sue parole: «Spero che la mascherina, oltre a essere un presidio per la sicurezza, diventi la moda dell' estate. Sarebbe un bel segnale se s' investisse la creatività italiana.

Bettini e Zingaretti

 

Tanto dobbiamo indossarle, inutile girarci intorno: deve diventare come un foulard, una catenina, un braccialetto perché, fino a che non c' è il vaccino, dobbiamo portare le mascherine». Ha detto proprio così, «la moda dell' estate», come un vecchio stilista in disarmo che già immagina le prossime collezioni gosciste autunno-inverno: il cilicio antibatterico da indossare a messa, guanti antisettici in pelle di sovranista per le serate mondane, l' Amuchina etno-chic aromatizzata ai Tesori d' oriente, genere Via della seta Ma attenzione: questo delle mascherine è forse un eccellente depistaggio per farci dimenticare il cattivo rapporto di Zingaretti con i presìdi sanitari, e cioè la desolante fregatura che la Regione Lazio ha rimediato nel tentativo di approvvigionarsene con i soldi dei contribuenti. Stiamo parlando di 13 milioni e mezzo di euro spesi per una fornitura di mascherine mai arrivate, a fronte di un rimborso (provvisorio?) di appena 1,7 milioni.

dario franceschini e nicola zingaretti alla finestra dell'abbazia di contigliano 5

Un altro capolavoro sul quale la ferocia del circo mediatico-giudiziario, all' opera in Lombardia, si sta tenendo a debita distanza.

 

E torniamo alla domanda iniziale. Ma davvero Nicola Zingaretti è fatto così? No e sì.

BRUNO VESPA E NICOLA ZINGARETTI

La sua apparente faciloneria e le sue incertezze dialettiche nascondono un abilissimo uomo di nomenclatura che sta portando il Pd a ridosso della Lega, quanto a consensi, e che sa gestire il potere anche se finge di essere poco più che il fratello di Montalbano. Zingaretti domina il suo partito come un sagace amministratore di condominio, triangola a fasi alterne con i due inquilini più temibili: l' amletico e (quasi sempre) solidale Andrea Orlando e l' ubiquo e inafferrabile Dario Franceschini.

nicola zingaretti a milano

 

Zingaretti Renzi

Ma sopra tutto il governatore laziale consulta ogni giorno l' oracolo domestico Goffredo Maria Bettini, esemplare archetipico d' intellettuale gramscian-romano che a suo tempo concepì e realizzò le fortune di Francesco Rutelli e Walter Veltroni: nel raccordo anulare non esiste un principato durevole che non si sia avvalso dei suoi consigli. È anche grazie a questa carsica ma potente capacità di sintesi se un partito balcanizzato per vocazione, infiacchito da Bersani, ribaltato da Renzi e quasi funeralizzato da Martina, oggi è tornato a esibire una massa critica più temibile della sua avanguardia.

 

orlando zingaretti

Obiettivo? Il segretario non lo ammetterà a cielo aperto, epperò la sua tentazione è quella di riportare le lancette all' estate scorsa, quando Salvini portò l' Italia sul limitare delle elezioni anticipate in vista dei pieni poteri. Ma stavolta le parti si sono invertite: i pieni poteri se li è presi Giuseppe Conte grazie al Coronavirus e il Pd zingarettiano ha una gran voglia di capitalizzare il vantaggio nelle urne, usando i soldi del Mes come strumento eccezionale di una campagna elettorale priva di agibilità fisica e dunque giocata tutta in diretta Facebook.

 

nicola zingaretti stefano bonaccini

Che non sia solo una fantasticheria stagionale lo dimostra l' allineamento compatto della vecchia guardia renziana rimasta nel partito, a cominciare dal pezzo forte Delrio. Occhio dunque al Pepeete del Pd occhio a sottovalutare Zingaretti, per quanto misteriosa possa sembrare la forza della sua leadership.

nicola zingaretti dario franceschinifranceschini zingarettirenzi zingarettiNICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO

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