frana niscemi nello musumeci

NISCEMI, NON SIAMO SCEMI! SI MUOVE LA PROCURA CHE INDAGA PER DISASTRO COLPOSO. NEL MIRINO COMUNE E REGIONE SICILIANA CHE SAPEVA DELLA FRANA DA TEMPO- NEI GUAI ANCHE IL MINISTRO NELLO MUSUMECI (RAS DEI VOTI DI FDI SULL'ISOLA) CHE HA SCARICATO LA COLPA SUI SINDACI CHE NON AVREBBERO “MAI SEGNALATO” URGENZE QUANDO LUI ERA GOVERNATORE, DAL 2017 AL 2022 - UNA RELAZIONE DEL 2019 DEL GENIO CIVILE, SOTTO LA PRESIDENZA DELL’ATTUALE MINISTRO, DENUNCIAVA: “IL VERSANTE SI MUOVE”. LE NOVE ORDINANZE DI ALLERTA DISATTESE – BONELLI ATTACCA MUSUMECI: “COME PUÒ UN MINISTRO GUIDARE UN’INDAGINE SULLE RESPONSABILITÀ DELLE FRANE QUANDO LUI DA PRESIDENTE DELLA REGIONE NON È INTERVENUTO. MUSUMECI INDAGHERÀ SU SÉ STESSO?”

 

Antonio Fraschilla per repubblica.it - Estratti

 

La Regione Sicilia sapeva della frana di Niscemi da tempo e traballa la tesi del ministro Nello Musumeci, che ha denunciato come la colpa sia dei sindaci che non avrebbero «mai segnalato» urgenze quando lui era governatore, dal 2017 al 2022: «Io sono arrivato 20 anni dopo la prima frana e dal Comune non sono arrivate richieste di intervento», ha detto. La Regione invece sapeva, eccome.

 

nello musumeci

Non solo la protezione civile aveva emesso ben nove ordinanze dal 1997, anno del primo fenomeno di «scollamento». Ma anche nel 2019 gli uffici del Genio civile che fa capo all’assessorato regionale Infrastrutture avevano scritto una relazione geologica che descriveva i movimenti del terreno. Peccato però che solo nel marzo 2022 viene aggiornato dalla presidenza della regione (allora guidata ancora da Musumeci) il piano di assetto idrogeologico che descrive la frana attiva.

 

Una documentazione corposa, quella che lega la Regione alla frana di Niscemi, che Repubblica è in grado di ricostruire e già all’attenzione della procura di Gela guidata da Salvatore Vella, che ha aperto un fascicolo per disastro colposo: al momento l’idea dei pm è che quanto accaduto a Niscemi non è conseguenza di un evento “naturale” puntuale ma di qualcosa che era annunciata e che vi sia stata inerzia a livello locale, cioè in Comune, ma anche nei corridoi della Regione.

MUSUMECI E NISCEMI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

In particolare in queste ore, nel pieno della polemica politica seguita anche alle parole del ministro Musumeci contro i sindaci, è saltata fuori la relazione del Genio civile di Caltanissetta datata luglio 2019 allegata alla richiesta di realizzare subito un bypass per una via di fuga del paese. Si legge nel documento: «I versanti sono interessati da dissesti localizzati che vanno dal crollo di blocchi di argille a frane vere e proprie di varie dimensioni. Le incisioni favoriscono il formarsi di frane di dimensioni sempre maggiori».

 

E ancora: «Il dissesto che ha determinato la chiusura del traffico veicolare sulla strada provinciale tuttora attivo, si è determinato a seguito dell’evoluzione di una intensa erosione…come detto il fenomeno è attivo e non può essere esclusa una ulteriore evoluzione con coinvolgimento delle aree a monte della strada». 

 

(...)

meme nello musumeci matteo salvini

Ma la cosa incredibile è che altri uffici della Regione sapevano bene quello che stava accadendo a Niscemi e da diversi anni, anche precedenti al 2019. Dopo la frana del 12 ottobre del 1997, la protezione civile regionale ha emanato nove ordinanze per individuare «gli interventi urgenti volti a fronteggiare le situazioni di emergenza conseguenti al disseto idrogeologico verificatori nel Comune di Niscemi».

 

Vennero stanziati anche i soldi, 10 milioni di euro. Soldi mai spesi nonostante una gara aggiudicata a un gruppo di imprese nel 2009, poi revocata nel 2013 perché i lavori non erano mai iniziati e infine dieci anni dopo, nel 2023, rimessa in vita con un atto di interpello.

 

Come è stato possibile che anche questi allarmi siano rimasti nei cassetti? Su questo si concentrerà l’indagine della procura che sta acquisendo questi documenti e verificando eventuali responsabilità non solo tra gli amministratori e tecnici del Comune, ma anche della Regione.

 

la frana di niscemi

Angelo Bonelli, deputato di Avs, chiede alla premier Meloni di non consentire a Musumeci alcuna verifica su quanto accaduto, come annunciato dallo stesso ministro: «Come può un ministro guidare un’indagine sulle responsabilità delle frane quando lui da presidente della Regione non è intervenuto. Musumeci indagherà su sé stesso?»

 

massimiliano conti sindaco di niscemiNISCEMI - LA ZONA ROSSA la frana di niscemila frana di niscemila frana di niscemi

nello musumecinello musumeci

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...