NITTONAPALM TROMBA IL “TRIO MERAVIGLIAO” MARA-CALDORO-CESARO: E’ IL NUOVO COORDINATORE DEL PDL CAMPANO - LA DECISIONE DI BERLUSCONI SPIAZZA LA TRIADE, CHE DOPO COSENTINO PUNTAVA A FAR FUORI ANCHE L’EX MINISTRO DELLA GIUSTIZIA - GIGGINO ’A PURPETTA E’ L’UOMO SU CUI ALFANO PUNTA PER RIPORTARE ALL’OVILE I VOTI DEI COSENTINIANI IN LIBERA USCITA…

1-PDL:NOMINE COORDINATORI, NITTO PALMA-COSTA-GIRLANDA-BIAVA
(Ansa) - L'Ufficio stampa del Popolo della Liberta' comunica che il presidente del partito Silvio Berlusconi, d'intesa con il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano, 'ha nominato il senatore Nitto Palma, attuale commissario regionale, nuovo coordinatore regionale della Campania, l'on. Enrico Costa nuovo coordinatore regionale del Piemonte e l'on. Rocco Girlanda nuovo coordinatore regionale dell'Umbria. Il segretario politico, inoltre, ha nominato l'on. Francesco Biava responsabile del Coordinamento nazionale per la campagna elettorale in Emilia Romagna e il sen. Luigi Grillo responsabile della Consulta nazionale Infrastrutture e Lavori Pubblici'.

 

2-LA STRANA TRIADE CHE LOTTA PER LA CAMPANIA
Fabrizio Roncone per il "Corriere della Sera"

Piazza Bovio, numero civico 22, palazzina B: ascensore, terzo piano, sede campana del Pdl.
Corridoi deserti, luci al neon, porte chiuse.
Un usciere magro, anziano, alza la testa lentamente. «Dottò, accà nuncestanisciune...».
Sta succedendo tutto fuori.

La scena politica, esplosiva, è questa: l'esclusione dalle liste di Nicola Cosentino ha scosso il partito, il controllo quasi militare di tessere e consenso esercitato per anni da Nick 'o mericano non era una metafora, adesso capi e capetti avvertono come una sensazione di vuoto e non è casuale che, risucchiata in un vortice di rancori e di vendette, di minacce e di improbabili rassicurazioni, la campagna elettorale, di fatto, non sia ancora cominciata.

Su questa scena tre personaggi paiono essere diventati molto attivi - sia pure in modo diverso - nelle ultime ore: il presidente della Regione Stefano Caldoro, l'ex ministro Mara Carfagna, l'ex presidente della Provincia Luigi Cesaro detto Giggino a' purpetta.
Caldoro si muove felpato. L'altro giorno, con un'intervista rilasciata al Corriere, ha provato a diffondere ottimismo: «Cosentino non aveva tanti voti. Nessuno può essere una macchina elettorale». Ma gli hanno creduto in pochi.

Tutti sanno che Nick' o' mericano aveva allestito un sistema di potere ramificato e trasversale, che da Casal di Principe era riuscito ad arrivare fino a Palazzo Grazioli (domenica notte, Nick fu capace di chiudersi in una stanza con il Cavaliere e di pretendere un posto al Senato alzando, addirittura, la voce): molti osservatori giudicano perciò assai ardua l'impresa di trasformare, nel volgere di poche settimane, un partito «potente» in un partito «di opinione», pulito e rigoroso (è l'identikit che Caldoro adora fornire anche di se stesso), un partito in grado di apprezzare una politica distante dai processi e dalla camorra.

È questo il motivo che suggerisce prudenza a Luigi Cesaro, il quale rischia di diventare il nuovo «re degli impresentabili» della Campania (le sue disavventure cominciano già negli anni Ottanta, quando si becca cinque anni di carcere per collusione con il clan di Raffaele Cutolo: poi l'assoluzione in Appello per insufficienza di prove). Comunque Cesaro quel che doveva fare, l'ha fatto. Mentre il suo socio (politico) Cosentino stava lì a cercare di convincere Berlusconi, raccontano che Giggino a' purpetta si sia seduto davanti ad Angelino Alfano promettendo fedeltà assoluta e mollando quindi Nick al suo destino.

Un tradimento calcolato. Sa che un bel po' dei voti controllati da Cosentino possono diventare suoi, e per questo telefona, incontra, riunisce: ma sempre con la sua proverbiale riservatezza (anche se ieri al Corriere del Mezzogiorno ha detto: «Se sono in lista lo devo a Nicola, lui è un leone. Tra noi solo qualche incomprensione») e il celebre eloquio tutt'altro che fluido («Abbiamo un pobblema impottante»).

Sicura e felice d'essere sulle prime pagine dei giornali locali senza più incorrere nel furore di Nick o' mericano, c'è poi Mara Carfagna. È di ieri la notizia che, insoddisfatta per il numero di candidati provenienti dalla provincia di Salerno, la sua, ha promosso una raccolta di firme per sfiduciare il commissario Francesco Nitto Palma, commissario regionale.

Nitto Palma è un ex magistrato che sa essere freddo, lucido, elegante. «Spiegherò tutto in conferenza stampa». Gli rimproverano d'essersi fatto condizionare da Cosentino nella compilazione delle liste, e di essersi battuto per la sua candidatura fino all'ultimo. Mandato qui da Alfano, se lo sono ritrovato che faceva asse con Verdini. «Insolenze. Io sono fedele al partito, non alle persone».

Nick o' mericano, intanto, legge e gongola. Vedere il suo partito nel frullatore lo diverte ai limiti dell'eccitazione. Il fatto che anche nella relazione 2012 della Dia venga definito «garante degli equilibri criminali» non gli modifica lo stato d'animo. Finisce di ragionare con i suoi avvocati su come possa evitare di finire a Poggioreale, e subito torna a lanciare messaggi. A Cesaro, sugli appalti dei fratelli. Al Cavaliere, sulla vicenda di Noemi Letizia.
Nick sa un sacco di cose.
Nick ripete sempre che «nessuno può uscire dalla sua storia».
Il film preferito di Nick è Il Padrino (visto dodici volte).

 

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