gasparri barachini

NOMINE-RAI/1 - CADUTO GASPARRI, PASSA BARACHINI (EX MEDIASET) A CAPO DELLA VIGILANZA RAI. PARAGONE: ''SPERO NON SIA AL SERVIZIO DEL BISCIONE'' - IL PD LITIGA SUI NOMI E RIPIEGA SULLA CONFERMA DELL'INVISIBILE RITA BORIONI IN CDA (FORZA ITALIA SI ACCODA) - ALLA PRESIDENZA SI RIAFFACCIA LA LEGHISTA BIANCHI CLERICI, GIÀ IN CDA 10 ANNI FA - AL COPASIR ANDRÀ GUERINI, LE GIUNTE PER LE ELEZIONI E AUTORIZZAZIONI DELLA CAMERA A GIACHETTI E DELMASTRO (FDI)

 

  1. RAI: PARAGONE, SPERO BARACHINI NON A SERVIZIO MEDIASET

ALBERTO BARACHINI

 (ANSA) - "Voglio sperare che il nuovo presidente della Commissione di Vigilanza sia per il rispetto di una Rai imparziale, di una Rai al servizio dei cittadini e non sia al servizio di Mediaset". Lo ha detto il capogruppo di M5S, in commissione Vigilanza, Gianluigi Paragone subito dopo l'elezione di Alberto Barachini alla presidenze della bicamerale. Il movimento 5 stelle ha votato scheda bianca nelle tre votazioni di questa mattina.

 

  1. PD DIVISO SU SCELTA, VOTA RITA BORIONI PER CDA

 (ANSA) - Rita Borioni, consigliere uscente, è il nome che il Pd ha scelto di votare per il nuovo cda della Rai. Lo si apprende da fonti Dem, in vista della votazione in Parlamento. La scelta è stata oggetto di discussione fino all'ultimo nel gruppo dirigente Pd: il confronto era tra chi, come Andrea Marcucci e Matteo Orfini, sosteneva Borioni, e chi, come il segretario Maurizio Martina, caldeggiava un nome più tecnico e meno caratterizzato come vicino al Pd. Tra le ipotesi, quella del giornalista Giorgio Balzoni ma soprattutto in extremis si era affacciata l'idea del giornalista Giovanni Minoli, che è stata bocciata.

gianluigi paragone

 

  1. FI SENATO VOTA RITA BORIONI PER CDA

 (ANSA) - Il gruppo di Forza Italia del Senato voterà la Rita Borioni come componente del Consiglio di amministrazione della Rai. Si tratta della candidata sostenuta dal Pd. Come si apprende da fonti parlamentari è questa l'indicazione del gruppo.

 

 

  1. PRESIDENZA RAI A BIANCHI CLERICI BERLUSCONI SI PRENDE LA VIGILANZA

RITA BORIONI

Giovanna Vitale per la Repubblica

 

L' accordone politico è chiuso. A prezzo di feroci litigate e altrettanti malumori, per la presidenza della Vigilanza Rai il senatore forzista Alberto Barachini, ex giornalista Mediaset e fedelissimo di Berlusconi, l' ha spuntata su Maurizio Gasparri, che dovrà accontentarsi della giunta per le elezioni di Palazzo Madama. Al Copasir, il comitato sui servizi segreti, si insedierà invece l' ex vicesegretario dem Lorenzo Guerini, mentre a guidare le due giunte per le elezioni e le autorizzazioni della Camera andranno rispettivamente il pd Roberto Giachetti (insidiato però da Leu, che rivendica la poltrona) e Andrea Delmastro di Fdi.

 

RITA BORIONI

È lo schema d' intesa raggiunto tra la maggioranza gialloverde e le forze di opposizione dopo settimane di colloqui, incontri segreti, telefonate e veti incrociati, durante le quali il banco ha rischiato più volte di saltare. Frutto di un negoziato che non riguardava soltanto gli organismi di garanzia parlamentare, ma anche il cda Rai, i membri laici del Csm, della giustizia tributaria, amministrativa, nonché l' elezione del giudice della Consulta mancante. Sullo sfondo, peraltro, dell' ancor più complessa trattativa tra Lega e Cinquestelle sui vertici delle principali aziende di Stato: da Cassa Depositi e Prestiti alle Ferrovie, passando per la Rai. Che dovrebbe essere presieduta dall' ex parlamentare leghista Giovanna Bianchi Clerici.

RITA BORIONI

 

Una designazione, quest' ultima, destinata però a slittare: molto dipenderà da quando i grillini scioglieranno il nodo del direttore generale. Ai nomi finora in pista - il country manager di Google Italia Fabio Vaccarono e l' ex direttore di La7 Fabrizio Salini - in queste ore ne è spuntato un altro, pare ancora più gradito a Luigi Di Maio. Si tratta di Andrea Cardamone, classe 1964, ad della banca online Widiba, magnificata più volte dal capo politico del M5S anche in tv, in ottimi rapporti pure con Casaleggio.

Giovanna Bianchi Clerici

 

Intanto stamattina si procederà con l' elezione dei presidenti delle bicamerali e dei 4 componenti del cda Rai. Si comincia con la Vigilanza, sbloccata ieri dopo un pranzo ad Arcore tra Berlusconi e Fedele Confalonieri. Da lì è arrivato l' ordine di sacrificare Gasparri per Barachini: a pesare non tanto il veto del M5S sull' ex ministro delle Comunicazioni, quanto la voglia di rinnovamento del Cavaliere, anche a dispetto del " partito Mediasiat" schierato tutto con Gasparri. Una poltrona sulla quale l' ex premier avrebbe visto bene anche Giorgio Mulé, ma Salvini ha alzato un muro invalicabile.

 

GIAMPAOLO ROSSI jpeg

Subito dopo toccherà al Copasir ( con Guerini presidente) e poi, nel pomeriggio, alle giunte di Camera e Senato. Un po' di suspense potrebbe giusto arrivare dalla votazione sui quattro membri del cda Rai che spettano a Camera e Senato. La suddivisione tra partiti prevede che, avendo Fi la Vigilanza, uno vada alla Lega, uno al M5S, uno al Pd e l' altro a FdI. Il nome dei grillini sarà quello di Beatrice Coletti, già produttore esecutivo di Mtv Italia, prima classificata fra gli iscritti alla piattaforma Rousseau.

 

LORENZO GUERINI

Fratelli d' Italia darà invece indicazioni per Giampaolo Rossi, esperto di comunicazione, consulente digitale per la Rai e professore alla Link Campus, l' università più amata dai grillini, da cui provengono diversi ministri. Chi è ancora diviso, ma non è una novità, è il Pd: i senatori, il capogruppo Andrea Marcucci in testa, vorrebbero la conferma dell' uscente Rita Borioni, fedelissima del presidente dem Matteo Orfini; i deputati preferirebbero invece Michele Santoro, nome che metterebbe in difficoltà il M5S, oppure Mauro Felicori, che ha ben figurato alla Reggia di Caserta. Un nodo che probabilmente verrà sciolto solo nel segreto dell' urna.

 

E non finisce qui. Entro la settimana, forse venerdì, il consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi per discutere sui due membri del cda Rai indicati dal Mef, ovvero il futuro presidente e il dg. Ma le spine spuntano anche qui. La Lega vorrebbe Bianchi Clerici alla guida, ma M5s - nel quale Fico spinge per scelte di alto profilo - insiste per un nome meno connotato politicamente perché « il presidente è sempre stata una figura di garanzia».

GIACHETTI

 

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