casino saint vincent aldo spinelli

“NON DOVEVO PATTEGGIARE PER LE ACCUSE DI CORRUZIONE, I FINANZIAMENTI A TOTI ERANO REGOLARI, ORA CHIEDO LA GRAZIA A MATTARELLA” – PARLA ALDO SPINELLI, EX PATRON DI GENOA E LIVORNO E REUCCIO DEI TERMINAL PORTUALI, TRAVOLTO DAL CICLONE GIUDIZIARIO CHE HA SPAZZATO LA REGIONE LIGURIA E L’EX GOVERNATORE TOTI: “IL PATTEGGIAMENTO? L’HO FATTO PER SALVARE MIO FIGLIO. HO 63 ANNI DI PORTO, CONOSCO IL MONDO... MI HANNO FATTO STARE ZITTO" – E POI CRAXI CHE GLI CHIESE DI CEDERE AGUILERA, IL LIVORNO ACQUISTATO “PERCHÉ ME L’HANNO CHIESTO GLI ARMATORI ISRAELIANI” E IL VIZIO DEL CASINO’: “MI HANNO ACCUSATO DI CORRUZIONE PER AVER CAMBIATO 85 MILA EURO IN FICHES ALLUNGANDONE 2 MILA AL FUNZIONARIO. SONO BELINATE…”

 

Andrea Pasqualetto per corriere.it - Estratti

 

«Vedi lì, ero con Bagnasco, gli altri due sono Tettamanzi e Bertone, dai fammi una foto anche con i cardinali che ce li ho nel cuore». «E una con il Genoa, la mia vita. Ho pianto quindici giorni quando ho mollato». 

casino saint vincent aldo spinelli

«Quello è Ciampi che mi dà la mano all’intervallo e abbiamo perso 2-1, non si dà mai la mano prima della fine». 

 

È il solito Aldo Spinelli, vulcanico, furbo e un po’ naif. Ti scruta dalle sue sorridenti fessure mentre va da un angolo all’altro di questo ufficio che sa di porto, di calcio e di chiesa.

 

Fondatore di uno dei gruppi di logistica portuale più importanti d’Italia, patron del Genoa champagne della semifinale Uefa, Spinelli è «Sciò Aldo» per gli amici e Spino per i nemici, amato dalla gente e odiato dai concorrenti dei terminal dove ha trascorso 63 dei suoi 86 anni diventandone il reuccio («Ma il più potente è il comandante di Ginevra (Aponte di Msc, ndr )». 

 

aldo spinelli a piazzapulita 5

Di tanto in tanto bussa qualcuno: «Scusi Presidente...». 

«Posso Presidente?...». Per i dipendenti, un migliaio, rimane il Presidente anche se non lo è più da quando è stato travolto dal ciclone giudiziario che ha spazzato la Liguria. Era il maggio del 2024 e Spinelli finì agli arresti domiciliari con l’allora governatore Giovanni Toti mentre all’ex Presidente dell’autorità portuale Paolo Signorini toccò il carcere.

 

Avevano tutti patteggiato, compreso lui: 3 anni e 2 mesi per i quali ha chiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali in una casa di riposo. L’accusa parlava di corruzione, di finanziamenti ai comitati elettorali di Toti, di soggiorni a Montecarlo e casinò pagati a Signorini in cambio di favori riguardanti il porto. 

 

Giusto? 

«Per niente, i finanziamenti erano regolari, così regolari che ora chiedo la grazia a Mattarella». 

 

aldo spinelli

Scherza? 

«No no, ho qui la lettera». 

Ci fa vedere una ventina di fogli e foglietti scritti a mano: «Caro Presidente, le scrivo queste poche righe della mia vita... ho fatto solo del bene... 

Lei è l’unica persona che può far valere la giustizia... Comm. 

Aldo Spinelli, nato a Palmi il 4 gennaio 1940». 

 

Lei ha fatto ricorso alla Corte europea e ora chiede la grazia. Perché ha patteggiato allora? 

«Per salvare l’azienda e perché gli avvocati dicevano che se non patteggiavo non archiviavano mio figlio». 

 

(…)

Come è iniziato tutto? 

«Dopo la quinta elementare ho frequentato la prima commerciale ma non l’ho finita. Ho iniziato a lavorare a 12 anni: garzone da un fruttivendolo, poi da un panettiere. Mi sono imbarcato a 17, come mio papà che faceva il nostromo. Poi la sua nave è affondata al largo di New York e non è più tornato. Aveva 42 anni, io 18. Rientrato a Genova ho comprato la piccola ditta di trasporti dove lavoravo. Facevamo rimorchi di letame, poi di legname. Sono stato il primo ad avere i bilici lunghi ed è stato un boom». 

ALDO SPINELLI - CARLO AZEGLIO CIAMPI

 

Lei ha aiutato anche Paolo Signorini e le amiche, soggiorni a Montecarlo, fiches. 

Pagava tutto, perché? 

«Perché loro non potevano permetterselo». 

 

Ma Signorini era il presidente del porto dove lei ha mille interessi

«Dopo la morte di mia moglie (nel 2021) era l’unico amico che poteva portarmi avanti e indietro. Ma non ho avuto niente in cambio». 

 

Pagava anche i partiti, un po’ tutti, il motivo? 

«Loro chiedevano finanziamenti e a me sembrava giusto darglieli, tutto regolare». 

 

In un’intercettazione lei dice: se parlo io viene fuori Hiroshima. Cosa intendeva? 

«Ho 63 anni di porto, conosco il mondo... lascia perdere. Mi hanno fatto stare zitto per il bene della città e del porto». 

 

Aldo Spinelli Toti

Il mese scorso si è scoperto che nell’agosto 2024, quattro giorni dopo aver patteggiato, Spinelli è andato al casinò di Saint-Vincent con una giovane amica, Caterina, la stessa di Montecarlo. Il caso ha voluto che sulla casa da gioco stesse indagando la procura di Aosta. È emerso che Spinelli ha cambiato 85 mila euro in fiches allungandone 2 mila al funzionario. Per il pm è corruzione perché avrebbe potuto cambiarne solo 5 mila. 

 

Cos’è successo? 

«Ma sono belinate, è normale che si dia una mancia a chi ti cambia i soldi, è sempre stato così. Ho pure chiesto se si poteva fare. Poi ho perso quasi tutto, la mia amica ha invece vinto 7 mila euro. Caterina mi accompagna spesso, guida, mi assiste, fa tutto. A 86 anni ho bisogno di assistenza, capisci? Le do 2.000 o 2500 euro ogni volta». 

 

Al casinò subito dopo aver patteggiato, non è un po’ troppo? 

«Sono cresciuto a Saint-Vincent, vado per stare in compagnia, mi piace giocare, ho questo vizio. Lo facevo anche con mia moglie, eravamo due giocatori di casinò, Saint Vincent, Montecarlo, Sanremo. A lei piacevano le macchinette e la roulette, io roulette e adesso i dadi americani, sai quali sono? Non deve mai venire 7». 

PAGO - ALDO SPINELLI MEME BY EMILIANO CARLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA

 

Suo figlio si preoccupa quando parte con Caterina. 

«Quello si preoccupa sempre per me, secondo lui dovrei farmi prete». 

 

Politicamente dove sta? 

«Una volta sono stato eletto in Comune con repubblicani e socialisti ma l’ho fatto solo perché me l’aveva chiesto Lamanna per aiutare La Malfa. In quel periodo avevo ceduto il Genoa ed ero depresso: mi dice candidati e vedrai che ti passa tutto. E così ho fatto». 

 

I socialisti cosa c’entrano? 

«Poco. Una volta mi chiama Craxi da capo del governo: puoi venire da me? Vado a Milano, piazza Duomo, dove aveva l’ufficio. Fa: mi devi dare Aguilera (attaccante del Genoa, ndr ). Craxi era torinista. Borsano (ex patron del Torino ed ex deputato socialista, ndr ) aveva comprato il Torino e voleva Aguilera a tutti i costi e Craxi diceva che era molto importante per le elezioni». 

 

E IO PAGO - MEME BY EMILIANO CARLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA

E lei? 

«Gliel’ho dato ma aspetta: quando ero lì sono arrivati Berlusconi e Confalonieri. Silvio mi dice: cosa ci fai tu qua? E io: quello che fai tu. Andava a trovare Bettino, era di casa. 

Numero uno Berlusconi. Io sono stato sempre democristiano, ho cambiato per lui». 

 

Spinelli il mangia allenatori. Ha esonerato anche i suoi preferiti, Scoglio e Donadoni, come mai? 

«Scoglio perché a Cagliari ha voluto far giocare Tacconi che non era allenato e gliel’avevo detto. Partita persa e l’ho lasciato a casa anche se gli ero affezionato. Donadoni perché faceva giocare uno che rovinava la squadra. Ma era un grande allenatore e una grande persona, mi sono pentito tutta la vita. Ringrazio lui e ringrazio il ds Spartaco Landini che mi ha portato Skuhravy, Aguilera e Branco, che il Signore lo benedica». 

 

Perché lasciò il Genoa? 

«Perché i tifosi chiedevano sempre di più e mi contestavano. A volte non capiscono gli sforzi che fa una società di provincia. Ho dovuto mollare, un dolore infinito, più brutto di quando ho perso mio papà, lui però lo vedevo poco. Poi ho preso il Livorno perché me l’hanno chiesto gli armatori israeliani, maledetto quel giorno: in 20 anni ci ho lasciati 61 milioni e 700 mila lire. Ma Lucarelli e Nicola mi sono rimasti nel cuore». 

MARCO BUCCI - ALDO SPINELLI - GIANLUIGI APONTE - GIOVANNI TOTI

 

È tornato a lavorare? 

«Sì ma senza cariche e senza proprietà che ora è tutta di mio figlio. Al porto posso andare tre giorni alla settimana dalle 10 alle 13, sai, i magistrati. Comunque venerdì alle 17 stacco per il weekend... Dai che andiamo al porto». 

 

L’autista ci porta al vicino terminal, passiamo fra montagne di container. «Guarda che bellezza e questo è niente, ne abbiamo anche di là e a Voltri. Siamo in società con la Hapag-Lloyd. È il più grande armatore tedesco, gli altri me l’hanno fatta pagare». 

Ultima tappa, il famoso yacht di famiglia. Arriviamo al Waterfront, una zona nuova e futurista fronte mare. «In quel palazzo ho comprato l’attico, vengo ad abitare qui, non voglio più ville». Ci fermiamo poco più in là, al molo. Eccolo il Leila, la barca dove Spinelli incontrava imprenditori, armatori e politici, Toti, Bucci, Burlando, Briatore... 

 

Li ha più visti? 

aldo spinelli toti

«Spariti tutti». Ci sono il comandante e un marinaio. Si mangia pasta, si beve acqua: «Sedevano proprio qui anche loro». Spinelli è nostalgico: «Leila, il nome della mia cara moglie, 56 anni di matrimonio più 8 di fidanzamento, grande donna. Quando torno a casa la domenica sera e non la trovo mi viene una cosa che non ti dico. Non è bella la solitudine. Per questo appena posso, il venerdì pomeriggio, parto». 

 

Dove va? 

«Montecarlo». 

MATTEO SALVINI - MARCO BUCCI - ALDO SPINELLI ALDO E ROBERTO SPINELLIaldo spinelli copiaaldo spinelli saverio cecchi flavio briatore giovanni toti aldo spinellialdo spinelli flavio briatore giovanni toti 1aldo spinellitoti sullo yacht di aldo spinelliLO SCONTRINO PER IL CENONE DI CAPODANNO 2021 ALLO SPORTING MONTECARLO - PAGATO DA ALDO SPINELLIALDO SPINELLI IN TRIBUNALE

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...