ALLELUJA! IL NON EXPEDIT DI BERGOGLIO: LA CHIESA DEVE PENSARE AI TEMI SOCIALI, NON A CONVINCERE I POLITICI SU QUELLI ETICI

Paolo Rodari per "la Repubblica"

Non è più tempo di fulmini bioetici. Il Papa offre alle istituzioni italiane un'alleanza sulle emergenze sociali. Un'agenda serrata di misure a sostegno dei ceti più bisognosi e contro l'assenza di futuro delle nuove generazioni. Non più test di cattolicità per gli inquilini dei Palazzi romani. Bensì collaborazione sui temi caldi della crisi attuale. Quello che è in atto è un cambio di strategia, un ritorno alla grande tradizione diplomatica della Santa Sede che fu di tutti i Pontefici della seconda metà del Novecento.

Le due udienze che Francesco ha concesso ieri al premier Enrico Letta e al sindaco di Roma Ignazio Marino hanno evidenziato bene quello che dal 13 marzo scorso, con la chiusura del Conclave, è iniziato di nuovo nei rapporti fra la Chiesa e il mondo della politica e delle istituzioni.

Una tattica diversa, che mostra un primo e principale segno di discontinuità fra Francesco e il suo predecessore Benedetto XVI che quando ricevette in Vaticano Walter Veltroni sindaco di Roma lo redarguì pubblicamente per gli «attacchi insistenti e minacciosi» contro la famiglia tradizionale. Mentre il segretario di Stato Tarcisio Bertone fece lo stesso con il "cattolico adulto" Romano Prodi all'epoca dei Pacs. Un "modus operandi" a cui tutti, Conferenza episcopale italiana in testa, stanno cercando di adeguarsi.

Francesco ha chiesto a Letta lumi intorno alle "principali prove" che l'Italia e l'Unione Europea stanno sostenendo a proposito dell'adozione di misure che creino e tutelino l'occupazione, soprattutto giovanile. E, insieme, anche le preoccupazioni sul Medio Oriente.

Mentre con Marino - giorni fa in piazza San Pietro il sindaco aveva già incontrato il Papa e gli aveva regalato il libro scritto con il comune amico Carlo Maria Martini - ha parlato di fragilità sociale, del disagio delle periferie, «del nostro impegno per una città che offra le stesse opportunità di studio a un bimbo o a una bimba, a prescindere dalla classe sociale a cui appartiene».

Ciò su cui il Papa non si è per nulla soffermato sono i temi cosiddetti "non negoziabili", quei problemi che da tempo vedono contrapposta la Chiesa cattolica alla cultura dominante: aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale. Temi presenti nelle agende politiche di governo e amministrazione comunale, al pari dei temi sociali.

Eppure, nessun accenno. Perché? In Vaticano spiegano: è un problema di strategia. Il Papa preferisce mantenere il riserbo sulle questioni che investono sensibilmente la sfera politica, piuttosto che esprimere con forza il punto di vista della Chiesa arrivando di fatto ad acuire le distanze.

Certo, il cattolico Letta non spaventa la Chiesa in merito. Eppure il Partito democratico, di cui fino a pochi mesi fa egli era vicesegretario, ha idee precise circa la maggior parte di questi temi sensibili. Marino, invece, sulla carta sembrerebbe preoccupare di più.

Era il 2 giungo quando su Avvenire, quotidiano dei vescovi, apparve un appello rivolto a Marino e a Gianni Alemanno, sottoscritto da rappresentanti di associazioni cattoliche romane e nazionali (da Scienza e Vita e dal Forum Famiglie a Retinopera, fino a Rinnovamento nello Spirito e Mcl; ma con le assenze di Azione Cattolica, Acli, Sant'Egidio, Focolarini), nel quale si chiedeva ai due di prendere posizione riguardo alla libertà di scelta educativa per i genitori e alle scuole paritarie, il tema della vita nascente, quello dei registri dei testamenti biologici, e anche sulla tutela della famiglia, con una richiesta di dire se volessero istituire dei registri «per le unioni civili omosessuali».

A questo appello Marino non rispose. Tanto che, pochi giorni dopo l'elezione, fu ancora Avvenire a insistere titolando così: "Campidoglio, rischio-deriva sui valori".
Il Papa e i vescovi italiani la pensano diversamente? Senz'altro no. Ma forse questi ultimi stanno comprendendo soltanto ora, a passi lenti, la nuova strategia papale. Ieri Letta e Marino sono stati ricevuti con le rispettive famiglie. L'abbraccio dato al sindaco di Roma è stato caloroso, quasi inusuale. Tutto è filato liscio. Per ora, niente sembra essere come prima.

 

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