NON PRIVATECI DELLA NOSTRA PRIVACY! - MELONI TIRA DRITTO SUL DECRETO LEGISLATIVO CHE AMPLIA I POTERI DI POLIZIA SUL RICONOSCIMENTO FACCIALE BASATO SULL’IA E SE NE FREGA DEI DUBBI MOSSI DALLA COMMISSIONE EUROPEA E PURE DELLE PERPLESSITA’ DEGLI ALLEATI - IN PARLAMENTO FRATELLI D’ITALIA "PIEGA" FORZA ITALIA CHE VOLEVA AFFIDARE LE AUTORIZZAZIONI SUL RICONOSCIMENTO A UN GIUDICE TERZO. IL PARTITO DELLA DUCETTA HA SCELTO LA FORMULA GENERICA DEL “MAGISTRATO” PER EVITARE UN COINVOLGIMENTO DEI PM NEL MECCANISMO - L’UE AVEVA RICORDATO CHE LA NORMATIVA COMUNITARIA VIETA L'IDENTIFICAZIONE BIOMETRICA IN TEMPO REALE NEGLI SPAZI PUBBLICI...
Estratto dall’articolo di Serena Riformato per "la Repubblica"
Lo scontro, in sintesi: Forza Italia voleva affidare le autorizzazioni sul riconoscimento facciale nelle attività di polizia a un giudice terzo, il gip. Come del resto chiede l'Ue. Il governo – per mano dei meloniani – ha voluto la formula più vaga di "magistrato". Così da non escludere che il meccanismo possa rimanere in mano al pm, ovvero a una delle parti. È la storia di una mediazione garantista tentata dagli azzurri e respinta dall'esecutivo.
Il dettaglio, la cronologia. Montecitorio, ore 13.30. La Commissione Politiche Ue è chiamata a esprimere un parere sul decreto legislativo che regolamenta l'uso dell'identificazione biometrica – la telecamera ti riprende e cerca nel suo archivio un'identità corrispondente – nelle indagini. È l'ultimo parere necessario per portare oggi il testo in Cdm. [...]
La relatrice di FI Cristina Rossello propone un parere favorevole con delle osservazioni. È più morbido di quello presentato la settimana scorsa, eppure ai colleghi di FdI – mossi dalle indicazioni di Palazzo Chigi – non basta.
Prima ancora che la seduta inizi, i deputati meloniani Antonio Giordano e Lucrezia Mantovani prendono da parte la relatrice forzista. La portano in una stanza separata. Dopo mezz'ora di discussione, il parere di Rossello viene modificato. In un punto particolarmente delicato. Riguarda l'articolo 8, uno dei più controversi. Prevede che le forze dell'ordine possano farsi autorizzare l'uso del riconoscimento facciale in tempo reale dal pm.
L'AI act, il regolamento Ue che il provvedimento dovrebbe recepire, invece, dà indicazioni più caute: la decisione «dev'essere adottata da un'autorità giudiziaria o da un'autorità amministrativa indipendente». Per questo, prima di essere ritoccato, il parere dalla forzista – di cui Repubblica ha preso visione – chiedeva al governo di dare il potere autorizzativo «al giudice per le indagini preliminari, avente caratteristiche di maggiore terzietà rispetto al pm». Tutto cancellato, dopo il confronto con i meloniani.
Via il gip, rimane «magistrato». E se, come probabile, la versione oggi in Cdm dovesse ricalcare questa definizione, il riconoscimento facciale resterebbe in capo ai procuratori.
Quando i deputati di maggioranza rientrano in seduta, gli viene negato più tempo per studiare il nuovo parere e lasciano il centrodestra a votarsi il testo "ammorbidito" da soli.[...]
E in effetti, il parere approvato ieri in commissione Politiche Ue segna un passo indietro rispetto a quello limato e vidimato dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, dopo una lunga trattativa di FI – capitanata dal capogruppo Enrico Costa, dal relatore Paolo Emilio Russo e dal viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto – con Palazzo Chigi. Anche quel testo chiedeva esplicitamente all'esecutivo di affidare l'identificazione biometrica a «un giudice competente anziché al procuratore» (e specificava che il riconoscimento facciale può avere solo valore indiziario). [...]
Riconoscimento facciale polizia italiana
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RICONOSCIMENTO FACCIALE - DATI BIOMETRICI
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RICONOSCIMENTO FACCIALE - DATI BIOMETRICI
Riconoscimento facciale polizia italiana
