harrington

(NON) SCOPARE COSTA! IL GENERALE AMERICANO DELLA BASE DI VICENZA CACCIATO DALL’ESERCITO PER UNA TRESCA SOLO VIA MESSAGGIO CON LA MOGLIE ITALIANA DI UN SOLDATO. NIENTE SELFIE NUDI, MAI UN INCONTRO: MA IL FLIRT BASTA PER COMPROMETTERE IL SUO ONORE (QUI I MESSAGGI) - GLI ALTRI SOLDATI MINACCIANO LA DONNA: ‘NEL '500 TI AVREMMO BRUCIATA’

Andrea Pasqualetto per www.corriere.it

 

 

Prima trasferito, poi sospeso, ora degradato e licenziato, cioè messo a riposo. La brillante carriera del generale Harrington si è bruscamente interrotta a 52 anni. «Il suo comportamento è stato dissoluto e immorale», ha concluso l’autorità militare degli Stati Uniti.

harrington 3

 

«Ho sbagliato, spero che altri possano imparare ed evitare il mio errore», ha riconosciuto lui, ormai ex comandante di stanza a Vicenza dell’Us Army Africa, la base Usa dove vivono e lavorano circa 4 mila uomini dell’esercito a stelle e strisce. Non l’ultimo arrivato: si tratta del generale americano più alto in grado presente in Italia, al quale fanno capo i 37 comandi della Penisola. Cos’ha dunque fatto di così grave Joseph Harrington per subire una caduta tanto rovinosa? Tutto è legato alla chat di Facebook. Il comandante ha infatti iniziato a conversare via Messenger con chi non doveva: la moglie di un soldato suo sottoposto.

 

I messaggi

La cosa era nata come amicizia nel marzo dello scorso anno. Un paio di messaggi al giorno, poi cinque, poi dieci. Parlavano delle loro famiglie, di scuola, del tempo, anche di fede. Preso da noia lui ha cominciato a cambiare registro e i messaggi si sono fatti via via più audaci. «Hottie», dolcezza. «Hmmmm. Tempting!», mi tenti. «Do you come with me in Florida?», vieni con me in Florida? “No good nice kiss?... Only lips!!!”, niente baci, solo sulle labbra. “You can be my other wife”, puoi essere l’altra mia moglie.

 

Un po’ giocava, un po’ osava, sempre sul filo dell’allusione, del detto non detto che per un militare nella sua posizione era come giocare con il fuoco. Le scriveva da Vicenza ma anche dal Marocco, dal Malawi e dai vari Paesi dove andava in missione. Inviava di giorno e di notte, senza però chiedere appuntamenti. E infatti non c’è mai stato un incontro, un contatto fisico. Solo parole. «Promettimi che le nostre conversazioni resteranno sempre fra di noi», le ricordava prudentemente di tanto in tanto. Un azzardo, considerato che lei non ha mai cancellato nulla.

 

HARRINGTON

L’intervento del Pentagono

Venuta a conoscenza della relazione, la Divisione investigativa del Pentagono ha voluto vederci chiaro. Il colonnello ispettore generale a Washington dell’esercito Usa ha così sentito sulla vicenda la giovane moglie italiana del soldato. Deposizione con tanto di giuramento e subito secretata per la delicatezza del caso. Oggi spunta il verbale di quell’interrogatorio.

 

«Ho conosciuto Harrington su Facebook dopo che lui mi ha chiesto l’amicizia», ha dichiarato la donna. «Ho capito solo più avanti chi era, nella palestra della base, quando me l’ha detto il mio allenatore di boxe. All’inizio chattavamo come due amici chiacchieroni e annoiati... Con lui sono stata chiara: la relazione escludeva sesso o nudità di qualsiasi tipo».

 

La deposizione: «Mi lusingava»

Ha detto di essersi sentita lusingata delle attenzioni del generale: «Uomo affascinante, intelligente e curioso. Era una cosa psicologica... ma ho sbagliato a confidarmi troppo, lo facevo soprattutto quando bisticciavo con mio marito e mi sentivo un po’ sola». Dice che dopo tre mesi ha notato in Harrington qualcosa di strano: «Era diventato di colpo distaccato. Avevo saputo poi che aveva raccontato tutto alla moglie, mentre a me aveva chiesto di tacere con mio marito. Mi sono sentita scaricata e umiliata per essermi confidata con lui».

 

E così, prima che la cosa esplodesse in famiglia, lei ha confessato la relazione al coniuge soldato. Il quale non l’ha presa molto bene, naturalmente. «Era arrabbiato con me e preoccupato per il suo lavoro. Pensava comunque che il comportamento del generale fosse stato scorretto».

 

«Quella donna è da bruciare»

base Usa vicenza

Alla fine dell’interrogatorio lei ha deciso di mettere a disposizione dell’ispettore le chiavi di accesso al suo profilo Facebook, perché leggesse la chat. Gli investigatori dell’Us Army hanno contato 1.158 messaggi in quasi quattro mesi, dal 12 febbraio al 3 giugno. Nel frattempo alla base Usa è divampata in un sito online una campagna contro la moglie del soldato e a difesa del loro generale. «Se fosse successo 500 anni fa ti avremmo bruciato su un palo». «Quella donna è veleno». «Spero che un giorno il karma le si ritorcerà contro».

 

La denuncia per spionaggio

Contro di lei è scattata anche una denuncia per l’articolo 262 del Codice penale, che prevede fra l’altro lo spionaggio, da parte del Directorate of emergency services, l’organo che gestisce le emergenze delle basi Usa. «Counter internal threat», minaccia interna, hanno scritto. Il motivo?

 

La donna, alla quale è ora impedito di entrare nella cittadella americana, avrebbe scattato foto all’interno della caserma e le avrebbe postate su Facebook. «Ma sono immagini di una strada dove ho rischiato un incidente, io chiedevo solo che mettessero un dosso rallentatore», si è difesa. La denuncia è del 12 febbraio. Il pm di Vicenza, Orietta Canova, ha già chiesto l’archiviazione dell’indagine «per lieve entità del fatto».

 

Il generale: «Ho sbagliato»

Quanto alla vicenda del flirt, gli ispettori del Pentagono sono stati inflessibili: il responsabile è il generale. Nessun crimine ma è inaccettabile per un alto ufficiale - scrivono nel rapporto finale - «lo scambio di messaggi civettuoli con il coniuge di un soldato arruolato». A Harrington non è rimasto che alzare le mani: «Anche se si trattava solo di amicizia, ho sbagliato a entrare in una conversazione privata con la moglie di un soldato». Si è scusato e ha tolto l’uniforme.

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?