carlo nordio raffaele piccirillo

PRESTO, PORTATE UNO SPRITZ A NORDIO PER CALMARLO – IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ATTACCA IL MAGISTRATO DI CASSAZIONE, RAFFAELE PICCIRILLO, “COLPEVOLE” DI AVERE SOTTOLINEATO GLI ERRORI DEL GUARDASIGILLI SUL CASO ALMASRI: “CHE UN MAGISTRATO IN SERVIZIO SI PERMETTA DI CENSURARE SU UN GIORNALE LE COSE CHE HO FATTO, IN QUALSIASI PAESE AL MONDO AVREBBERO CHIAMATO GLI INFERMIERI. POTREBBE ESSERE OGGETTO DI VALUTAZIONE” – IL PD: “IL MODELLO DI GIUSTIZIA DI NORDIO È QUELLO DI TRUMP: SOTTOMISSIONE DELLA MAGISTRATURA AL POTERE POLITICO E PROVVEDIMENTI CONTRO CHI DISUBBIDISCE” – ANCHE IL MAL-DESTRO VICEPRESIDENTE DEL CSM, FABIO PINELLI, PRENDE LE DISTANZE DAL MINISTRO…

1. NORDIO CONTRO IL MAGISTRATO PICCIRILLO DOPO L’INTERVISTA A REPUBBLICA: “MI HA CENSURATO PER ALMASRI”

Estratto dell’articolo da www.repubblica.it

 

CARLO NORDIO AL SENATO - FOTO LAPRESSE

"L'altro giorno un magistrato in servizio si è permesso di indicare su un giornale tutti gli errori fatti dal ministro nel caso Almasri. Che un magistrato si permetta di censurare su un giornale le cose che ho fatto, in qualsiasi paese al mondo avrebbero chiamato gli infermieri. Potrebbe essere oggetto di valutazione".

 

Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla IV edizione di "Parlate di Mafia". Tutto nasce dall’intervista al magistrato di Cassazione, Raffaele Piccirillo, pubblicata su Repubblica.

 

Raffaele Piccirillo

"I magistrati - aggiunge - sono convinti di godere di una impunità tale da poter dire quello che vogliono. Questo rimane fino a che non faremo una riforma perché non c'è sanzione di fronte a esondazioni improprie".

 

Pronta la replica di Giovanni Zaccaro, segretario di AreaDg: “Il ministro Nordio approfitta di un dibattito sulla mafia per intimidire i magistrati che osano criticare il suo operato – commenta -. Ha calato la maschera: il suo modello è Trump che licenzia i magistrati che indagano i suoi amici. Per fortuna in Italia c'è ancora la Costituzione che ha consentito alla magistratura di non farsi intimidire dal terrorismo, dalle mafie e dai poteri economici e mediatici. Non sarà per questo che il Ministro la vuole riformare?”.

 

 

[…]

 

LA DIFESA DI ALMASRI BY CARLO NORDIO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Stop al Guardsigilli arriva anche dal vicepresidente del Csm Fabio Pinelli che dichiara: “Non è mia abitudine commentare le interviste del ministro Nordio, il quale esercita il proprio diritto costituzionalmente garantito di libertà di manifestazione del proprio pensiero o comunque di critica politica, sostenuto peraltro dall'alto ruolo istituzionale che egli ricopre.

 

Mi limito a rilevare che, nell'esperienza acquisita quale presidente della sezione disciplinare del Csm, l'attività da essa compiuta si è caratterizzata, grazie alla serietà e competenza di ciascun componente, dall'analisi rigorosa degli atti e dalla applicazione dei principi di diritto, senza alcuna influenza sulle decisioni prese legata all'eventuale appartenenza a gruppi associativi o a presunte camere di compensazione, a cui allude il ministro Nordio".

 

FABIO PINELLI, VICEPRESIDENTE DEL CSM, E CARLO NORDIO

Il capogruppo dei senatori del Pd, Francesco Boccia, commenta: “Siamo sinceramente allibiti dalle parole di Nordio, che continua a non dire la verità e il cui modello di giustizia, evidentemente, è quello di Trump: sottomissione della magistratura al potere politico e provvedimenti contro chi disubbidisce. Del resto il senso della riforma che martedì sarà votata al Senato è proprio quello: questa destra vuole che un potere autonomo come la magistratura risponda al potere esecutivo”.

 

Parlando poi della riforma della giustizia, Nordio spiega: "Quello che fa paura non è tanto la separazione delle carriere che in effetti in gran parte esiste.

 

CARLO NORDIO IN VERSIONE BARMAN

È la seconda e la terza parte della riforma, cioè la composizione, la costruzione del Consiglio superiore della magistratura attraverso il sorteggio e soprattutto l'istituzione dell'alta Corte di giustizia assolutamente indipendente e svincolata dalla giustizia domestica del Consiglio superiore della magistratura attuale essendo appunto indipendente, ma renderà indipendente gli stessi magistrati perché i magistrati di oggi sono indipendenti ed è giusto che lo siano, e che lo rimangano, dal potere politico, perché il potere politico non può farci nulla".

 

Il ministro prosegue: "Non hanno paura e giustamente non devono averla del governo, del parlamento, ma hanno una paura folle, tremano come foglie davanti alle correnti perché sono le correnti che li hanno in mano. Le correnti stanno al Consiglio superiore della magistratura come i partiti stanno al governo o al parlamento".

 

carlo nordio alla camera - foto lapresse

Nordio sostiene che il Csm sia "il riflesso delle correnti. Se non sei iscritto a una corrente non hai nessuna possibilità non dico di carriera, ma neanche di essere ascoltato.

 

Se tu invece ha in una corrente di queste il tuo padrino, il tuo protettore, anche quando finisci davanti alla sezione disciplinare c'è una stanza di compensazione, perché ne arrivano sempre quattro insieme, è difficile che ne arriva uno da solo, così Tizio protegge il suo, Caio anche".

 

 

2. CASO ALMASRI, PICCIRILLO: “ECCO GLI ERRORI DEI MAGISTRATI E DEL MINISTERO DI NORDIO”

Estratto dell'articolo di Giuliano Foschini per "La Repubblica"

 

Raffaele Piccirillo

Raffaele Piccirillo, magistrato di Cassazione, è stato dal 2017 sino all’insediamento del governo Meloni, nei ruoli chiave del ministero della Giustizia: direttore generale della giustizia penale per tre anni, poi capo del dipartimento degli Affari di giustizia. Infine capo di gabinetto. Insomma, era l’uomo che avrebbe gestito il caso Almasri se fosse accaduto qualche anno fa.

 

Dottor Piccirillo, ma l’Italia davvero non poteva che restituire il generale accusato di omicidi e stupri alla Libia?

“Al contrario, credo che non vi fossero valide ragioni giuridiche per non convalidare l’arresto e non consegnarlo alla Corte penale internazionale”.

 

Chi ha sbagliato?

"Credo che si sia data una lettura gravemente lacunosa delle norme rilevanti in questa materia. L’arresto, disposto sulla base non della solita red notice (l’allerta inserita nella banca dati di Interpol) ma di un mandato di arresto completo, regolarmente comunicato sia tramite Interpol sia attraverso i canali diplomatici era convalidabile senza attendere alcuna iniziativa ministeriale, naturalmente dopo aver convocato l’arrestato e avergli consentito di difendersi: cosa che, singolarmente, non è stata fatta. A quel punto, volendo applicare la norma che si applica in materia di estradizione, il ministro avrebbe avuto dieci giorni per chiedere, o meno, il mantenimento della misura, assumendosi la responsabilità di questa scelta”.

 

Il ministro poteva rilevare quei vizi e rimediare, in qualche maniera?

carlo nordio e il caso almasri

“Si tratta di cooperazione cosiddetta verticale. Gli Stati che hanno aderito allo Statuto di Roma (il trattato istitutivo della Corte penale internazionale aperto alla firma nel 1998), sottoscrivendolo e ratificandolo, hanno ceduto parte della propria sovranità giurisdizionale alla Corte che, diversamente da quanto accade in Italia e in altri paesi, non procede in assenza o in contumacia.

 

Per questo omettere la consegna significa bloccare il processo. In questo contesto gli obblighi di cooperazione sono più stringenti di quelli che valgono tra paesi posti sullo stesso livello, perché la Corte, non disponendo di forze di polizia, ha bisogno delle autorità degli Stati come delle proprie braccia e gambe per operare. In questo contesto è paradossale che la Corte d’appello e la Procura generale di Roma abbiano ritenuto necessario attendere una sorta di nulla osta del ministro che le norme non prevedono e che non è necessario neppure nella cooperazione di minor livello.

 

ALMAASTRICHT - MEME BY EMILIANO CARLI

La stessa Autorità giudiziaria, per espressa previsione dello statuto, della legge di ratifica e della legge di cooperazione con la Corte del 2012, non può sindacare i gravi indizi e le esigenze cautelari che stanno alla base del mandato di arresto della Corte”.

 

Poteva farlo, quindi, il ministro?

“No. E non poteva nemmeno mettere in dubbio la giurisdizione della Corte che – laddove fosse stata messa in discussione dall’arrestato – avrebbe dovuto essere stabilita dalla stessa Corte penale internazionale. In buona sostanza, le giustificazioni offerte in occasione dell’informativa del ministro Nordio al Parlamento del febbraio scorso sono prive di fondamento giuridico. Del resto, nella tradizionale materia estradizionale, non si è mai visto un ministro che intercetta il provvedimento straniero prima di trasmetterlo all’Autorità giudiziaria per valutarne la legittimità.

GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY MANNELLI SUL FATTO QUOTIDIANO

 

Tecnicamente cosa poteva fare?

"Volendo assecondare la prospettiva giuridica errata delle autorità giudiziarie romane, il ministro avrebbe potuto sanare il ritenuto difetto di legittimazione. In realtà, l’unico spazio espressamente attribuito dallo Statuto e dalla legge al ministro attiene alla decisione finale di consegna che viene dopo la valutazione della Corte d’appello di Roma ed è anche questa strettamente vincolata.

 

C’è chi autorevolmente ritiene che la peculiarità dei crimini trattati dalla Corte penale internazionale (genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità) e la posizione della Corte sono tali da escludere finanche l’ostacolo delle immunità funzionali, che comunque non riguardano Almasri che non è un capo di Stato o di governo. Abbiamo fallito in un caso, tutto sommato, semplice”. [...]

 

 

Almasri Osama Najeen.

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