dalai grillo

UNO VALE BEPPE - OGGI IL VOTO ON LINE SUL “NON STATUTO” DEL M5S: SI RITORNA A GRILLO LEADER MAXIMO E ADDIO ORIZZONTALITA’, CI SARANNO UN COMITATO DEI PROBIVIRI E UNO DI APPELLO. TENSIONE PER LE INTERVISTE ANTI-DI MAIO E DI BATTISTA DI ROBERTA LOMBARDI, POI LA FOTO “RIPARATRICE”

Patricia Tagliaferri  per “il Giornale

 

beppe grillo davide casaleggio beppe grillo davide casaleggio

Troppe divisioni. La via d'uscita per i Cinque Stelle è dire addio al vecchio motto «uno vale uno» e raccogliersi intorno all'unico capo. Il voto via web di oggi sul «non statuto» del movimento ratificherà la svolta, con Beppe come il Marchese del Grillo: «Io sono io, e voi...». E poi addio orizzontalità, ci sarà un comitato dei probiviri e uno d'appello.

 

Nonostante gli sforzi del M5S di apparire unito, le contrapposizioni ci sono ed è difficile nasconderle. Anzi, c'è chi a lavare in famiglia i panni sporchi neppure ci prova. In quella che sembra ormai diventata una lotta tra correnti, uno scontro ormai non più sottotraccia tra le varie anime del Movimento, chi ha qualcosa da dire lo dice senza più nascondersi. Roberta Lombardi, per esempio, reduce dall'organizzazione della due giorno palermitana, non perde occasione per prendere le distanze dalle «nuove leve» grilline.

beppe grillo palermo  3beppe grillo palermo 3

 

Lo ha fatto di nuovo, platealmente, al termine della kermesse pentastellata. «Io e quelli della prima ora badiamo alla sostanza, al lavoro di squadra. Chi è arrivato dopo spesso ha fatto prevalere la comunicazione alla sostanza», ha confidato al Corriere e a Repubblica.

 

Tanto per rimarcare la differenza tra vecchi e nuovi grillini, tra quelli della prima ora come lei, Ruocco, Taverna e Fico, arrivati prima della vittoria di Parma del 2012, e quelli che si sono aggiunti in corsa e che ora ambiscono a diventare leader, come Di Battista e Di Maio: «Sono bravi a comunicare ed è giusto che vadano in Tv, ma non hanno un ruolo politico».

BEPPE GRILLO E VIRGINIA RAGGIBEPPE GRILLO E VIRGINIA RAGGI

 

L'immagine di un Movimento più che mai spaccato al suo interno è servita. Per buona pace di Davide Casaleggio e Beppe Grillo, che invece vorrebbero che il M5s continuasse ad apparire unito come quando c'era ancora Gianroberto a fare da padre nobile. Per questo l'intervista della Lombardi non è passata inosservata e ieri lo staff della comunicazione, su input dallo stesso Davide, sarebbe intervenuto per aggiustare il tiro postando a tarda notte sul profilo Facebook di Grillo una foto «riparatrice» che ritrae la deputata abbracciata a Di Battista e Di Maio con tanto di scritta:

ROBERTA LOMBARDI - FABIO MASSIMO CASTALDO - VIRGINIA RAGGI - PAOLA TAVERNA - GIANLUCA PERILLIROBERTA LOMBARDI - FABIO MASSIMO CASTALDO - VIRGINIA RAGGI - PAOLA TAVERNA - GIANLUCA PERILLI

 

«All'interno del Movimento non ci sono correnti. Siamo una squadra e l'importante per noi sono i cittadini, il programma. Siamo uniti per trasformare il paese in una #Italia5stelle. Interviste e titoli fasulli non ci divideranno».

 

Una squadra con un leader, Grillo, tornato capo politico a tutti gli effetti, non proprio accudente con la sindaca di Roma in difficoltà. A Virginia Raggi ha ribadito che finora ha avuto l'appoggio necessario, ma adesso è arrivato il momento di fare da sola e di prendersi la responsabilità delle sue scelte. Dalla fiducia all'assessore all'Ambiente Paola Muraro alla nomina del nuovo assessore al Bilancio, che dovrebbe arrivare in settimana e che salvo sorprese dovrebbe essere il magistrato contabile Salvatore Tutino.

roberta lombardi contestataroberta lombardi contestata

 

Lei, la sindaca, alla prova dei sui primi 100 giorni di governo in Campidoglio, rivendica la sua autonomia («Sulla giunta decidiamo a Roma»), ma in realtà è sempre più sola. Con l'ultimatum di Grillo a ricordarle che al prossimo errore è fuori e che un eventuale fallimento sarà solo suo, non del Movimento, e con la Lombardi che prende le distanze: «Il Movimento e la sindaca di Roma viaggiano su binari paralleli».

VITO CRIMI E ROBERTA LOMBARDIVITO CRIMI E ROBERTA LOMBARDI

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)