OLIMPIATEVELA ‘NDER CULO - NAZIONE CORROTTA, CAPITALE INFETTA: TRAVAGLIO DI PANZA PER PESCANTE E GIANNI LETTA (I DUE CAPOCCIA DEL COMITATO OLIMPICO) - PESCANTE, AI VERTICI DEL CONI AI TEMPI DI ITALIA 90, È PASSATO ALLA STORIA PER “LA RISTRUTTURAZIONE DELL’OLIMPICO, COSTATA QUANTO TRE STADI NUOVI” (206 MLD DI LIRE) - LETTA: CHI MEGLIO DI LUI PER GARANTIRE LA NON-TRASPARENZA NEGLI APPALTI OLIMPICI?…

Marco Travaglio per il "Fatto quotidiano"

Ci sono diversi modi per ricordare il ventennale di Mani Pulite. I partiti commemorano l'anniversario offrendo ogni giorno qualche ladro alle manette (ieri è toccato all'Umbria). Il Comune di Firenze discute di una via da dedicare a Bottino Craxi. Il Tribunale di Torino condanna a 16 anni due potentissimi dirigenti dell'Eternit. E il governo Monti decide che l'Italia, per com'è messa, non può permettersi le Olimpiadi a Roma nel 2020: uno scherzetto da 5 miliardi, destinati, secondo le prassi italiote, a diventare 15 o 20.

Se ne riparlerà un'altra volta, se e quando avremo una classe dirigente capace e onesta. Cioè chissà quando. Quest'anno niente Carnevale: si passa subito alla Quaresima. Finalmente una decisione saggia e sobria, tanto più meritoria quanto possenti erano le pressioni del partito trasversale del magnamagna (cioè di tutti i grandi partiti e delle retrostanti cricche).

Forse, fra qualche mese o anno, salteranno fuori le intercettazioni di questo o quel magnager o prenditore con questo o quel politico per garantirsi, fra una risata e un furto, appalti milionari, magari da affidare alla Protezione civile con la scusa dell'urgenza e da assegnare, come ai bei tempi dei bertoladri, a trattativa privata, brevi manu, senza controlli della Corte dei Conti, tutto in famiglia, in cambio di favori, mazzette, massaggi alla cervicale e anche un po' più in giù.

I protagonisti della politica e dell'impresa sono sempre gli stessi. Quelli che hanno scavato un debito pubblico da 2 mila miliardi di euro. Quelli che hanno portato i costi dell'alta velocità ferroviaria al record europeo (da 20,3 a 96,4 milioni a km, a seconda delle tratte, contro i 10,2 della Francia e i 9,8 della Spagna). Quelli che ancora tre anni fa moltiplicavano la spesa per il G8 fantasma della Maddalena (poi spostato all'Aquila): dal preventivo di 295 milioni al conto finale di 476 (e meno male che scattarono le manette, altrimenti si sarebbe arrivati a 594 milioni).

Quelli che rubavano pure sulle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia (solo per il Parco della musica a Firenze, i costi lievitarono dagli iniziali 80 milioni a 236). Il grande protettore del sistema Bertolaso era Gianni Letta. Bene, sapete chi è il presidente onorario del Comitato promotore di Roma 2020, a braccetto col sindaco Alemanno, quello che non distingue la neve dalla pioggia? Gianni Letta. Il presidente effettivo invece è un altro giovine virgulto della politica e dello sport: Mario Pescante.

Letta e Pescante, due nomi due garanzie. Letta, nel 1980, incassò 1 miliardo e mezzo di lire dai fondi neri dell'Iri e nel 1993 confessò a Di Pietro di aver pagato una mazzetta Fininvest di 70 milioni di lire al segretario del Psdi Antonio Cariglia ("La somma fu da me introdotta in una busta e consegnata tramite fattorino"): si salvò per amnistia. Poi sponsorizzò galantuomini come Guarguaglini, Pollari, Bisignani e naturalmente Bertolaso. Chi meglio di lui per garantire trasparenza negli appalti olimpici?

L'ottimo Pescante, nato ad Avezzano come Letta, fu ai vertici del Coni ai tempi dei mondiali di Italia 90 e delle spese folli per gli stadi: memorabile la ristrutturazione dell'Olimpico di Roma, costata quanto due o tre stadi nuovi (preventivo 80 miliardi, spesa finale 206). Poi nel dovette dimettersi da presidente del Coni per lo scandalo del doping nel calcio: il pm Guariniello scoprì che il cosiddetto "laboratorio antidoping" dell'Acquacetosa cercava tutto fuorché il doping: le provette con le urine degli atleti venivano gettate anzichè analizzate.

Il laboratorio truffa fu chiuso dal Comitato olimpico internazionale e l'antidoping affidato a laboratori esteri, che guardacaso scoprirono un sacco di italiani dopati. Già vicino ai Ds, Pescante si riciclò prontamente come deputato di An e sottosegretario allo Sport, poi vicepresidente del Cio e numero uno delle Olimpiadi di Roma 2020. Che, per fortuna, resteranno un sogno. Anzi, un incubo.

 

MARCO TRAVAGLIO 5al40 mario pescanteGIANNI LETTA pzpers18 sindaco gianni alemannoRaffaele Guariniello

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO