giancarlo giorgetti - foto lapresse

OPS, MI SI È DIMEZZATO IL PIL – IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA DATO IL VIA LIBERA AL DOCUMENTO DI FINANZA PUBBLICA (L’EX DEF), CHE RIVEDE LE STIME DI CRESCITA PER IL 2025 DA +1,2% A +0,6%, A CAUSA SOPRATTUTTO DELLA GUERRA COMMERCIALE SCATENATA DA TRUMP – PER SALVARE IL BILANCIO, GIORGETTI VUOLE UNA PROROGA DEL PNRR A TUTTI I COSTI: “QUALSIASI MEZZO VA BENE PER ARRIVARE AL FINE, IL TEMA PUÒ ESSERE DECLINATO IN TANTI MODI” – L’OBIETTIVO È UN ALLUNGAMENTO DELLA CONTABILIZZAZIONE DEI PAGAMENTI DEL RECOVERY OLTRE IL 2026, “AL 2027, MAGARI ANCHE AL 2028”, IN MODO DA AVERE ANCORA UN “BOOSTER” PER I CONTI TRABALLANTI... 

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per "La Repubblica"

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.

Il mezzo è un tema secondario. Quello che conta, dice Giancarlo Giorgetti, è che «si arrivi al fine». L’obiettivo di cui parla il ministro dell’Economia al termine del Consiglio dei ministri che dà il via libera al Documento di finanza pubblica (l’ex Def) è «una spalmatura dei pagamenti» del Pnrr.

 

Un allungamento della loro contabilizzazione oltre il 2026, «al 2027, magari anche al 2028», sottolinea durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine della riunione di governo.[…]

 

Il punto è un altro. E cioè prendere atto di quello che definisce uno scopo «ragionevole» per liberare spazio nel bilancio italiano, evitando così un affaticamento dei conti. Spalmare i pagamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza su un numero maggiore di anni rispetto alla tabella di marcia attuale - spiega - «ci aiuterebbe moltissimo sia per le traiettorie» della spesa, «sia eventualmente per il finanziamento per la difesa e per gli indennizzi e i ristori ai settori danneggiati dalla politica dei dazi». Un messaggio che Giorgetti consegna all’Europa, contraria a uno slittamento del Pnrr.

 

PNRR

«Credo - dice il ministro - che debba prendere atto di questa situazione ». Anche perché - aggiunge - «il tema della proroga può essere declinato in tanti modi, qualsiasi mezzo va bene» pur di raggiungere l’obiettivo. Sul tavolo, ricorda, ci sono altre proposte che vanno nella direzione auspicata, a iniziare da quella avanzata da Raffaele Fitto sui fondi di coesione.

 

Il riferimento è alla possibilità, indicata dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, di spostare i progetti del Pnrr in ritardo sulla Coesione, tutelandoli anche se con tempi più lunghi, e liberando allo stesso tempo risorse che possono essere riversate su altri investimenti dello stesso Piano. «C’è la proposta di mettere il 10 per cento sui progetti Step (le tecnologie strategiche ndr)», indica ancora il responsabile di via XX Settembre: «Vedo che in modo surrettizio e laterale poi si arriva al fine», quello di allungare il Recovery oltre la scadenza prevista.

 

giancarlo giorgetti tommaso foti foto lapresse

La questione preme su un quadro macroeconomico complesso, come spiegano i numeri del nuovo Def: la crescita si attesterà quest’anno allo 0,6%, «dimezzata » - annota Giorgetti - rispetto all’ 1,2% indicato a fine settembre nel Piano strutturale di bilancio (Psb). Il contesto è «difficile, ma aggiunge - io sono del partito degli ottimisti».

 

L’incertezza sull’andamento della politica dei dazi rende difficile tracciare un quadro sul medio- lungo periodo. «I piani quinquennali hanno dimostrato storicamente di non funzionare, le opposizioni in Parlamento mi chiedono il 2028, ma già se azzecco il 2025 sono un mago», risponde Giorgetti quando i giornalisti gli chiedono se la crisi dei dazi comporterà un ulteriore taglio della stima del Pil nei prossimi mesi.

 

FINANZIAMENTI EUROPEI

Anche con la flessione della crescita, i conti tengono. Il rapporto deficit/Pil calerà dal 3,3% di quest’anno al 2,8% nel 2026, permettendo all’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione. Il debito, quest’anno al 136,6% rispetto al prodotto interno lordo, inizierà a scendere dal 2027, come indicato nel Psb.

 

 La traiettoria della spesa primaria netta è in linea con gli impegni fissati dal Patto di stabilità: un obiettivo reso più agevole dall’assorbimento della bolla del Superbonus. Altri impegni sono già in calendario.

 

giancarlo giorgetti 1 voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

Sulle spese militari in ambito Nato, Giorgetti rassicura: «Siamo in linea con la richiesta del 2%». Sui progetti per la difesa chiesti dalla Commissione europea, la palla passa al Parlamento. Nessuna scelta nel nuovo Def. «L’aumentare delle spese per la difesa chieste dalla Commissione e dalla Nato - spiega Giorgetti - implicherà di fare delle scelte che in questo momento non si ritiene di adottare e saranno fatte nei tempi prescritti». L’ipotesi è uno scostamento di bilancio da agganciare alla risoluzione al Documento di finanza pubblica che sarà votato dalle Camere entro la fine di aprile. [...]

giorgia meloni e giancarlo giorgetti foto lapresse 1

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...