RUBARE PER VIVERE - CON IL PAESE IN GINOCCHIO CALANO GLI OMICIDI E LE VIOLENZE SESSUALI E AUMENTANO FURTI, RAPINE IN CASA, TRUFFE E FRODI INFORMATICHE - I NUOVI MALFATTORI SONO I DISPERATI STRITOLATI DALLA DISOCCUPAZIONE - ANCHE I NUOVI USURAI NON VENGONO DAL CRIMINE ORGANIZZATO MA SONO I VICINI DI CASA CHE PRESTANO A STROZZO I LORO RISPARMI - ECONOMIA POST-BELLICA: TORNA IL CONTRABBANDO DI SIGARETTE, ALCOLICI, E VESTITI…

Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

La criminalità al tempo della crisi fa balzare in classifica i piccoli reati. Calano gli omicidi e le violenze sessuali, si impenna il numero delle rapine in abitazione, dei furti e dei borseggi. E sale il numero delle denunce per usura, spia di un disagio sociale che ha raggiunto livelli di emergenza. La fotografia scattata come ogni anno dal Viminale - con i dati semestrali aggiornati al giugno scorso - fa emergere una tendenza drammatica che rispecchia la difficile fase economica che il nostro Paese sta vivendo.

La risposta delle forze dell'ordine si dimostra all'altezza della minaccia con un notevole aumento del numero delle persone denunciate. E con un andamento totale che rimane uguale a quello dello scorso anno dopo l'impennata che si era avuta tra il 2010 e il 2011. Ma a spaventare è la qualità dei delitti commessi che documenta - secondo gli analisti - come siano in costante crescita i casi di chi è costretto a rubare per vivere.

SEMPRE PIÙ LADRI E SCIPPATORI
Un indicatore importante per valutare l'andamento delinquenziale è quello legato alle rapine. Ebbene nei primi sei mesi del 2012 ad aumentare sono state quelle in abitazione: 1.677 a fronte delle 1.333 dello stesso periodo del 2011 con un incremento record del 25,8 per cento. Calano invece in maniera evidente con un meno 22,1 per cento quelle in banca a dimostrazione, dicono gli esperti, che ad entrare in azione non sono criminali specializzati ma soprattutto piccole bande italiane e straniere o addirittura ladri solitari.

Una considerazione che vale ancor di più per i furti. Quelli in abitazione salgono del 17,3 per cento passando da 87.161 casi del 2011 a 102.219; aumentano pure i cosiddetti furti con destrezza con un incremento pari al 10,1 per cento visto che dai 63.835 casi denunciati nel primo semestre dello scorso anno si è arrivati ai 70.297 dello stesso periodo del 2012. E vanno su anche gli scippi che passano da 8.021 a 8.552, segnando un più 6,2 per cento. In linea il dato sulle ricettazioni che segna un incremento del 3,9 per cento.

GIÙ GLI OMICIDI SU LE TRUFFE
Il trend riscontrato negli ultimi mesi in alcune grandi città trova dunque conferma nella lettura dei dati raccolti dalla Direzione centrale della polizia criminale con una diminuzione sensibile di reati gravi come gli omicidi - passati da 495 a 461 - e delle violenze sessuali che diminuiscono sensibilmente: da 2.382 a 2.270. Giù anche i tentati omicidi e i reati di natura sessuale come lo sfruttamento della prostituzione e la pornografia minorile, in calo del 19,5 per cento.

I numeri delle denunce sono ancora alti ma mostrano un'inversione di tendenza che non si rileva invece in altri tipi di delitti. Allarma l'aumento delle truffe e delle frodi informatiche che passano da 52.107 a 55.919 e dicono, ancora una volta, che nei momenti di difficoltà finanziaria la criminalità cerca di ottenere il massimo risultato con il minimo rischio. E infatti non sembra casuale che sia salito il numero delle persone denunciate in stato di libertà e diminuito quello delle arrestate, proprio a dimostrare che l'incidenza più forte è data dai reati minori, quelli che non prevedono la carcerazione obbligatoria.

LA PIAGA DEGLI STROZZINI
L'aumento delle denunce per usura segna un più 3,6 ed «è una buona notizia» come riconosce il presidente della Federazione antiracket italiana Tano Grasso «perché dimostra che c'è voglia di reagire». Ma non bisogna illudersi, «è soltanto una goccia nel mare della disperazione».

Anche perché, in un momento di difficoltà economica che colpisce in maniera particolare i commercianti e gli artigiani «chi denuncia lo fa quando ormai ha perso tutto». L'analisi di Grasso è lucida e impietosa: «Bisogna smetterla con la leggenda che gli usurai danno i soldi agli emarginati oppure a chi è in rovina perché senza garanzie non si assumono alcun rischio. La preda degli usurai sono coloro che hanno un calo del volume di affari». E sbaglia chi crede che gli strozzini siano soltanto esponenti della criminalità organizzata, perché sempre più vasto appare il numero degli insospettabili disposti a prestare soldi a tassi spaventosi.

Il caso di Napoli appare eclatante e non isolato. «In alcuni quartieri - spiega Grasso - i camorristi ti obbligano a prendere denaro in prestito. In questo modo riescono a entrare nella società e completano la loro strategia di accesso alla proprietà. È un fenomeno che si sta diffondendo e che risulta altamente insidioso perché apparentemente nulla è cambiato: stesso negozio, stesso titolare. In realtà il proprietario è diventato di fatto un dipendente e qualcuno è addirittura contento perché ha uno stipendio fisso ed è riuscito a liberarsi dal problema delle banche, dall'insonnia degli assegni in scadenza».

CONTRABBANDO E RACKET
Il fenomeno del contrabbando sembrava ormai esaurito e invece ha avuto un'impennata nel 2012 con un aumento delle denunce pari al 28,9 per cento. Sale evidentemente la richiesta di merce esente da tasse e la criminalità risponde facendo salire l'offerta. Sigarette, alcolici, ma anche vestiti e altri accessori che diventano merce di traffici clandestini e possono essere messi sul mercato a un prezzo notevolmente più basso di quelli venduti regolarmente.

I numeri del Viminale dicono che le estorsioni sono sostanzialmente stabili mentre aumentano i danneggiamenti seguiti da incendio, modalità tipiche di minaccia. «L'aumento delle persone che chiedono aiuto - spiega Grasso - ci fa ben sperare perché dimostra quello che noi diciamo ormai da tempo: chi denuncia si libera realmente e la sua qualità della vita migliora sia perché c'è una rete associativa che lo tutela, sia perché le istituzioni hanno una forte sensibilità. Per questo bisogna proseguire su questa strada di protezione e far uscire allo scoperto chi vive nella paura e nella disperazione».

 

 

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