giusy vitale

DACCI OGGI LA NOSTRA RETATA QUOTIDIANA - 85 ARRESTI A PALERMO PER MAFIA: IN CARCERE ANCHE LA COLLABORATRICE DI GIUSTIZIA GIUSY VITALE – I CLAN AVEVANO FATTO UN PATTO LA GESTIONE DEI TRAFFICI DI DROGA E LA SPARTIZIONE DEI GUADAGNI – I MAFIOSI AVEVANO RAPPORTI CON IL BOSS FRANCESCO NANIA, CHE NONOSTANTE FOSSE IN CARCERE RIUSCIVA A COMUNICARE CON L'ESTERNO GRAZIE A UN AGENTE DI POLIZIA PENITENZIARIA-TALPA, CHE COLLABORAVA IN CAMBIO DI CIBO, VESTITI E BENZINA - I RAPPORTI CON I POLITICI LOCALI

 

Mafia: blitz nel Palermitano, 85 misure cautelari  

giusy vitale 2

(ANSA) - PALERMO, 05 LUG - I carabinieri del Comando provinciale di Palermo e la Direzione Investigativa Antimafia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 85 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga, reati in materia di armi, estorsione e corruzione.

 

Sono 63 le persone che sono state portate in carcere, 18 agli arresti domiciliari e 4 sottoposte a obblighi di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria. L'operazione, che si è svolta nella provincia di Palermo e in altre regioni italiane, è stata coordinata dalla Dda. (ANSA).

 

I carabinieri, col supporto di unità cinofile, del nucleo elicotteri e dello squadrone cacciatori di Sicilia, hanno eseguito 70 provvedimenti cautelari tra Palermo, Trapani, Latina, Napoli, Roma e Nuoro. Tra le misure emesse 3 sono per associazione mafiosa e una per concorso esterno in associazione mafiosa.

 

giusy vitale 5

Disarticolate inoltre 5 organizzazioni di trafficanti di stupefacenti i cui componenti sono accusati di produzione e traffico di marijuana cocaina e hashish, ma anche di reati in materia di armi e contro la pubblica amministrazione come la corruzione di un agente della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere Pagliarelli di Palermo.

 

La Direzione Investigativa Antimafia, invece, nelle province di Palermo, Trapani, Roma, Milano, Reggio Calabria e Cagliari, ha arrestato quattordici persone: dieci sono finite in carcere e quattro agli arresti domiciliari e ne ha sottoposta una all'obbligo di dimora nel comune di residenza e di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

Le accuse sono, a vario titolo, di associazione finalizzata alla coltivazione, alla produzione e al traffico illeciti di sostanze stupefacenti. L'inchiesta nasce da accertamenti avviati dai carabinieri della Compagnia di Partinico nel novembre 2017 su Ottavio Lo Cricchio, imprenditore del settore vinicolo, e Michele Vitale, esponente della famiglia mafiosa dei Vitale, storici capi del mandamento mafioso di Partinico.

 

Mafia: arrestata collaboratrice giustizia Vitale

FRANCESCO NANIA

 (ANSA) - PALERMO, 05 LUG - La notizia della sua collaborazione con la giustizia scosse Cosa nostra. Oggi Giusy Vitale, sorella dei capi del mandamento mafioso di Partinico Leonardo e Vito, torna in carcere nell'ambito dell'indagine che ha portato all'emissione di 85 misure cautelari. Passata alla guida del clan dopo la detenzione dei fratelli Leonardo e Vito, poi divenuta collaboratrice di giustizia, per i pm sarebbe al centro di un grosso traffico di droga. Con lei sono stati arrestati anche la sorella Antonina e il nipote Michele Casarrubia.

 

Nel novembre 2018, Casarrubia va a Roma per trattare l'acquisto di un'ingente quantità di cocaina con Consiglio Di Guglielmi, detto Claudio Casamonica, personaggio di vertice dell'omonimo clan romano, successivamente morto per Covid. All'incontro, interamente registrato dagli inquirenti, partecipa tra gli altri anche l'allora collaboratrice di giustizia oggi accusata di aver acquistato cocaina da fornitori calabresi a Milano e Bergamo.

giusy vitale

 

Le conversazioni registrate tra la Vitale e il nipote hanno messo in luce il suo ruolo nel traffico di stupefacenti. "E' assolutamente chiaro come la donna non si sia dissociata dall'ambiente criminale in genere e da Cosa nostra in particolare", scrive il gip. Tra gli episodi che dimostrano che non avrebbe mai rotto il suo legame col clan c'è una sua conversazione col nipote del dicembre 2018 a Roma.

 

Casarrubia, nell'informare la zia delle dinamiche criminali della cosca di Partinico, le riferisce che, a seguito di un furto di marijuana commesso dal cugino Michele Vitale, questi era stato convocato dai vertici della cosca per rendere conto del suo gesto. La donna, per nulla sorpresa, risponde che l'iniziativa è assolutamente fisiologica perché conforme alle regole di Cosa nostra.

 

Mafia: patto tra clan per gestione traffici di droga

 (ANSA) - PALERMO, 05 LUG - Sono 5 le organizzazioni di trafficanti di droga che operavano tra Palermo, la provincia e Trapani scoperte dalla Dda nel corso dell'indagine che ha portato all'emissione di 85 misure cautelari. La necessità di non compromettere i guadagni garantiti dal traffico di stupefacenti su larga scala ha imposto una sorta di pax tra i vari gruppi, tutti legati ai clan mafiosi, per la gestione territoriale dei flussi di droga.

 

Da questa esigenza la definizione di un precario equilibrio caratterizzato da una costante fibrillazione che si è manifestata con numerosi danneggiamenti, spedizioni punitive ed atti incendiari riconducibili all'uno o all'altro gruppo criminale, sempre in procinto di portare lo scontro ad un livello superiore.

operazione antimafia palermo

 

 E' emersa, scrive il gip, "l'immagine di una vera e assai allarmante balcanizzazione degli scenari criminali che consente di presagire futuribili scenari di nuove e forse imminenti guerre di mafia nella provincia palermitana storicamente nota come tra le più attive nell'ambito criminale del traffico di stupefacenti".

 

Un gruppo era diretto da Michele Vitale, della storica famiglia mafiosa di Partinico, un altro aveva al vertice un'altra Vitale, Antonina, sorella della ex pentita Giusy e dei boss Leonardo e Vito, e il figlio Michele Casarrubia. C'erano poi la banda con a capo Nicola Lombardo e Nunzio Cassarà, quella diretta dai fratelli Maurizio e Antonino Primavera e quella capeggiata dai fratelli Gioacchino e Raffaele Guida, Massimo Ferrara e Angelo Cucinella.

 

Le organizzazioni si erano divise la gestione dei fiorenti traffici di droga per la Sicilia occidentale rifornendo stabilmente le piazze di spaccio della provincia di Trapani e di Palermo, dove operavano i referenti del gruppo Guida. In provincia di Palermo il controllo sulle vendite era esercitato dall'organizzazione Casarrubia-Vitale. Gran parte della cocaina arrivava dal basso Lazio tramite i corrieri dei Guida. Altro canale di approvvigionamento era assicurato dalla Campania in accordo con clan camorristici locali i cui interessi venivano rappresentati dai fratelli Visiello, esponenti del clan di Torre Annunziata. L'hashish veniva invece da Palermo.

operazione antimafia palermo3

 

Mafia: agente polizia penitenziaria era talpa boss

 (ANSA) - PALERMO, 05 LUG - Per anni il boss palermitano Francesco Nania sarebbe riuscito a comunicare con l'esterno nonostante fosse detenuto grazie all'aiuto del titolare di un'agenzia immobiliare, Giuseppe Tola, che gli avrebbe messo a disposizione un agente della polizia penitenziaria di Palermo in servizio nel carcere Pagliarelli. Il particolare è emerso dall'indagine che oggi ha portato a 85 misure cautelari.

 

L'agente, a cui è stato contestato il reato di corruzione aggravata, ha favorito il boss rendendo possibili scambi di lettere dal carcere e ha rivelato agli indagati informazioni sull'organizzazione della struttura carceraria per ostacolare le attività di indagine e di intercettazione. In cambio avrebbe ricevuto cibo (ricotta, arance, carne di capretto), vestiti (felpe, tute), il lavaggio mensile dell'auto e l'acquisto di carburante a un prezzo inferiore a quello di mercato. (ANSA).

giusy vitale

 

Mafia: inquirenti, legami tra boss e politici locali

(ANSA) - PALERMO, 05 LUG - Legami tra boss e alcuni politici del palermitano, in particolare di Partinico, storica enclave mafiosa, sono emersi dall'inchiesta che ha portato all'emissione di 85 misure cautelari. Una scoperta che nel luglio 2020 aveva già determinato lo scioglimento del Consiglio Comunale di Partinico, disposto su proposta della Compagnia dei Carabinieri proprio per i condizionamenti mafiosi dell'attività amministrativa. Il provvedimento ha riguardato esclusivamente il Consiglio Comunale poiché nel maggio del 2019 il sindaco aveva già rassegnato le dimissioni e la Giunta era decaduta.

 

Mafia: alla guida del clan restano i Vitale, boss storici

(ANSA) - PALERMO, 05 LUG - C'è la famiglia Vitale, nome storico di Cosa nostra, al centro dell'indagine della Dda che oggi ha portato a 85 misure cautelari. Tra i personaggi di spicco Nicola Lombardo, genero dello storico capo-mandamento di Partinico Leonardo Vitale, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa.

 

Lombardo era deputato alla risoluzione di controversie tra privati in virtù del "prestigio criminale" che gli derivava dall' inserimento organico nella famiglia mafiosa di Partinico. Episodio esemplificativo è quello registrato dalle microspie nell'agosto del 2017 quando un cittadino si rivolge a lui tramite un altro mafioso per chiedergli di prendere provvedimenti contro un vigilante di una discoteca di Balestrate che aveva malmenato il figlio, la notte di Ferragosto, procurandogli 30 giorni di prognosi. In un'altra circostanza, è stato documentato l'intervento di Lombardo in una lite tra due imprenditori locali nata dalla violazione degli accordi per la concessione d'uso di alcune macchinette del caffè.

operazione antimafia palermo

 

L'influenza mafiosa sul territorio si è manifestata inoltre in occasione del recupero di un mezzo agricolo rubato a un uomo d'onore e per l'ottenimento di un risarcimento in favore di un agricoltore le cui colture erano state danneggiate dal pascolo di animali condotti da un pastore. Lombardo è stato anche chiamato in causa per l'individuazione dei responsabili di un furto commesso in un negozio gestito da cinesi.

 

Fedelissimo di Lombardo era Nunzio Cassarà che ha mantenuto i rapporti con un altro esponente di vertice del clan, Francesco Nania, poi arrestato nel febbraio 2018. Altro personaggio coinvolto nel blitz, condotto dalla Dia e dai Carabinieri, è Michele Vitale, figlio del capomafia Vito, detto Fardazza, e nipote di Leonardo Vitale.

 

operazione antimafia palermo 2

Il suo clan era capace di coltivare e produrre nella zona di Partinico ingentissime quantità di marijuana e di gestire un vasto traffico di droghe, approvvigionandosi, per la cocaina, dalla 'ndrina dei Pesce di Rosarno (RC) e da un noto narcotrafficante romano che è stato poi catturato in Spagna dove era latitante. Nelle conversazioni con il narcos romano i mafiosi usavano un linguaggio cifrato legato ad acquisti di vini per non farsi scoprire.

 

Nel corso delle indagini - che hanno preso spunto dal tentativo di Vitale di imporre a un imprenditore di affittare dei locali ad operatori economici alcamesi con i quali era in affari- la DIA ha effettuato diversi sequestri di grossi quantitativi di droga. In particolare, il 10 ottobre 2018, nelle campagne di Partinico, è stato scoperto un sito di stoccaggio in cui era in essicazione una gran quantità di marijuana, e subito dopo, in contrada Milioti, una vasta piantagione di circa 3.300 piante di cannabis indica.

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