COME STA PAPA FRANCESCO? - TRA INCONTRI SALTATI E VIAGGI ANNULLATI SI MOLTIPLICANO LE VOCI ALLARMISTICHE SULLA SALUTE DI BERGOGLIO - DAL VATICANO SPIEGANO CHE LE RICHIESTE SONO TANTE E IL PAPA NON PUÒ FARE TUTTO

Caterina Maniaci per "Libero"

Papa Francesco non si recherà domenica prossima, come era già programmato da tempo, al santuario del Divino Amore, nella periferia romana. «La visita del Papa al santuario-parrocchia del Divino Amore non avrà luogo, al fine di alleggerire gli impegni del Santo Padre nel corso della preparazione all'imminente viaggio in Terra Santa», ha dichiarato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi.

La notizia, di per sé,potrebbe essere catalogata come un semplice cambio della fitta e impegnativa agenda papale. Il fatto è che non si tratta della prima volta, nell'arco di pochi mesi, che Francesco annulla qualche impegno prestabilito. Il 28 febbraio scorso non è andato in visita presso il Seminario maggiore di Roma, a causa di un po' di febbre, come è stato puntualmente comunicato dalla sala stampa vaticana.

Il 5 dicembre scorso, poi, è saltato l'incontro in Vaticano fra il Pontefice e il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, assieme a una delegazione dell' Expo 2015: «Il Papa dopo l'udienza generale in piazza San Pietro e il saluto ai fedeli,durato quasi tre ore, ha manifestato la sua stanchezza e quindi il desiderio di rinviare questo incontro dopo il periodo natalizio », aveva spiegato il portavoce del Vaticano.

Certamente i ritmi dettati dagli impegni, e anche dallo stile stesso di Francesco, che privilegia il contatto continuo coni fedeli, possono provocare cedimenti e stanchezza. Diceva il cardinale indiano Telesphore Placidus Toppo, arcivescovo di Ranchi, ad aprile di un anno fa, poche settimane dopo l'elezione al soglio pontificio di Bergoglio: «Ho concelebrato con Papa Bergoglio messa per alcuni giorni di fila, anche io l'ho trovato molto stanco e affaticato, sinceramente non so per quanto tempo ancora possa riuscire a reggere questi ritmi a cui non è di certo abituato».

A settembre scorso, poi, è stato il medico personale di Jorge Bergoglio a dichiararsi «preoccupato » per la salute del suo illustre paziente e ad annunciare una sua visita in Vaticano, secondo quanto rivelato dalla rivista argentina Noticias. «Ho l'impressione che qualcosa non vada bene», aveva spiegato Liu Ming, un medico cinese che ha seguito per otto anni lo stato di salute del cardinale Bergoglio.

E allora scattano le voci allarmistiche sulla sua presunta stanchezza che coprirebbe, in realtà, uno stato di salute più preoccupante. Sempre padre Lombardi ha voluto sgombrare il campo da tutte le possibili illazioni dopo l'annuncio della cancellazione della visita al Divino Amore: «Un pomeriggio di visita a una parrocchia con il suo stile, che lo porta ad incontrare tutti i gruppi e moltissime delle persone presenti, è molto impegnativo.

Io credo che abbia pensato: bene, tutto questo lo facciamo un'altra volta, cioè non significa che debba essere considerato un fatto preoccupante». Ieri, poi, è stato illustrato il viaggio del Papa in Terra Santa, dal 24 al 26 maggio. Un viaggio, come l'ha descritto padre Lombardi, «molto breve e molto intenso», come fu il viaggio di Paolo VI nel 1964, intendendo spiegare così la mancanza di alcune tappe tipiche dei viaggi papali dal programma e ha sottolineato invece una serie di punti in comune trai due viaggi di Bergoglio e Montini, a partire dalla durata di tre giorni.

Tra le particolarità da registrare nel programma, c'è il fatto che papa Francesco non celebrerà nessuna messa all'aperto in Israele, bensì quella allo stadio di Amman, sabato 24, e quella nella piazza della Mangiatoia a Betlemme, domenica 25. In Israele, Bergoglio celebrerà, lunedì 26 ,nella sala del Cenacolo. Nessuna messa pubblica a Gerusalemme (Benedetto XVI, per esempio, la celebrò, nel 2009 nella Josafat Valley) o in Galilea.

E per i suoi spostamenti, niente autoblindata. Alle domande sul perchè il viaggio sia così breve e privo di alcuni incontri chiave il portavoce vaticano ha risposto che il Papa «ha inteso questo viaggio nella prospettiva della commemorazione del viaggio di Paolo VI. Anche quel viaggio durò tre giorni.

Per questo ha rinunciato alla Galilea,dove si recarono invece Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e dove ci sono molti cristiani». Più in generale, «in tutti i viaggi del Papa ci sono moltissime richieste, ma non si può fare tutto». Altro impegno importante dei prossimi giorni: il discorso con cui il Pontefice aprirà - lunedì 19 maggio - la 66esima Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Un evento inusuale e molto atteso.

 

gerardo werthein e papa francesco bergoglioREGINA ELISABETTA PAPA FRANCESCO Papa Francesco a San Pietro INCONTRO FRA OBAMA E PAPA FRANCESCO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO INCONTRA PHILOMENA LEE E STEVE COOGAN

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