1. IL “PAPAGNO" SCUOTE IL SACRO COLLEGIO, GLI INTELLETTUALI LAICI, I MEDIA CATTOLICI 2. LA PROVOCAZIONE (“SE UNO DICE UNA PAROLACCIA CONTRO MIA MAMMA LO ASPETTA UN PUGNO”) SCATENA I CATTO-BACCHETTONI: “NON È CRISTIANO". "È UNA GAFFE” (FERRARA) 3. IL FILOSOFO MASSIMO CACCIARI: “È UNA BATTUTA NON PROPRIO CRISTIANA, MA SIMPATICA. FRANCESCO ESPRIME L’IMPOSSIBILITÀ IN QUESTO SECOLO DI PORGERE L’ALTRA GUANCIA E DI AMARE IL PROPRIO NEMICO. IL PAPA HA CERCATO L’EFFETTO UMANO, ANCHE TROPPO UMANO’’ 4. PER IL SOCIOLOGO DE MASI “IL PUGNO VIENE POCO PRIMA DEL KALASHNIKOV’’. “SERVE UN PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ TRA OFFESA E DIFESA: A CHI INSULTA ALLAH O LA MADONNA SI RISPONDE CON UNA QUERELA, NON CON UNA REVOLVERATA E NEPPURE CON UN CAZZOTTO”

VIGNETTA VAURO - BERGOGLIO PAPAGNOVIGNETTA VAURO - BERGOGLIO PAPAGNO

1. LA BATTUTA SUL PUGNO SPIAZZA LAICI E FEDELI “HA POSTO UN LIMITE”. “È POCO CRISTIANO”

Giacomo Galeazzi per “la Stampa”

 

Il «pugno» del Papa scuote il Sacro Collegio, gli intellettuali laici, i media cattolici. «Quella del Pontefice è una constatazione: nella vita di ogni giorno accade così - afferma il cardinale canonista Velasio De Paolis -. Se offendo qualcuno devo attendermi una contro-offesa. Purtroppo, infatti, la quotidianità non segue lo spirito del Vangelo e viene disatteso il monito di Gesù a porgere l’altra guancia».

 

Ma «la reazione a una offesa verbale dovrebbe, quantomeno, essere un’altra offesa verbale e non un atto di violenza fisica». Comunque «chi ha realizzato quelle vignette avrebbe dovuto trattenersi dal farlo nella consapevolezza delle prevedibili conseguenze», aggiunge De Paolis. Il porporato di Curia Giovanni Lajolo ribadisce che «il male si vince solo con il bene», però riconosce che «esiste la libertà di opinione, non quella di insulto», altrimenti «vivremmo in un mondo di rissa continua». 
 

filippine   la visita di papa bergoglio a manila  8filippine la visita di papa bergoglio a manila 8

Il quinto comandamento
In ogni modo, sottolinea Lajolo, «è lo spirito che fa la musica» e «un pugno morale può essere più duro di quello fisico». Certo, precisa Lajolo, «niente giustifica la reazione estrema e vile alle vignette messa in atto dagli attentatori di Parigi» che «non combattono faccia a faccia ma aggrediscono alle spalle persone disarmate». Parimenti «non va calpestato il quinto comandamento: non uccidere, non offendere», avverte il cardinale. 
 

papa francesco riceve abu mazen shimon peres e fouad twal 3papa francesco riceve abu mazen shimon peres e fouad twal 3

A Milano l’arcivescovo Angelo Scola non commenta le parole del Pontefice ma rimanda alla giornata di preghiera contro la violenza del 18 gennaio. «È una battuta non proprio cristiana, ma simpatica - osserva il filosofo Massimo Cacciari -. Francesco esprime l’impossibilità in questo secolo di porgere l’altra guancia e di rispettare le Beatitudini evangeliche che chiedono di amare il proprio nemico. Il Papa ha cercato l’effetto umano, forse anche troppo umano».

 

CHARLIE HEBDO PAPA RATZINGERCHARLIE HEBDO PAPA RATZINGER

Per il sociologo Domenico De Masi «il pugno viene poco prima del colpo di kalashnikov». Inoltre «non è vero che la satira può dire tutto: nulla è svincolato dalla legge», però, avverte De Masi, «serve un principio di proporzionalità tra offesa e difesa: a chi insulta Allah o la Madonna si risponde con una querela, non con una revolverata e neppure con un cazzotto». 
 

CHARLIE HEBDO CHARLIE HEBDO

Sacralità intima
Quella del pugno la trova, invece, «un’immagine geniale» Marco Taquinio, direttore del quotidiano dei vescovi «Avvenire», secondo cui il Pontefice indicando la figura della madre rimanda a una sacralità intima, valida sul piano umano sia per i credenti in qualunque fede sia per gli atei: «Anche tra amici può accadere di superare il senso del limite e di provocare una reazione violenta. Ma se niente è rispettato, precipitiamo in una condizione di scontro permanente e la trivialità è cieca».
 

CHARLIE HEBDO ISLAMCHARLIE HEBDO ISLAM

Indifferenza e presunzione
Secondo Taquinio quando chiudiamo gli occhi su qualunque persecuzione verso chiunque ovunque sia perpetrata, prepariamo l’irruzione dell’odio e della violenza anche nelle nostre città, nei luoghi simbolo delle nostre libertà, nelle nostre stesse case. «Il male si nutre di indifferenza e di presunzione». E solo una scelta limpida e chiara per la pace nella giustizia e nella libertà possono sventare i piani di dominio e di morte dei terroristi che osano agire «in nome di Dio». E «le nostre società aperte sono vulnerabili», quindi «l’uscita del Papa è una sintesi perfetta del rifiuto della logica di morte».

 

2. «LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE HA DEI LIMITI: NON SI GIOCA CON LA RELIGIONE DEGLI ALTRI»

Gian Guido Vecchi per “Corriere della Sera"

 

i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo  1i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo 1

«Scusi, santità, se non parlo bene italiano...». «Neanch’io, guardi». Nel volo UL111 che lo porta dallo Sri Lanka alle Filippine — «il cuore della visita saranno i poveri», per le strade lo accolgono due milioni di persone — Francesco scherza e risponde alle domande dei giornalisti di tutto il mondo, senza mostrarsi affaticato dai primi giorni di viaggio. Anche se, confessa sorridendo, dopo l’ora in papamobile sotto il sole del primo giorno «mi sentivo uno straccio».

 

Come sempre, non si sottrae a nessuna domanda. Quando dice che «è aberrante uccidere in nome di Dio» ma «la libertà di espressione ha un limite» e «non si può provocare o insultare la fede degli altri», si concede una battuta guardando l’organizzatore dei suoi viaggi: «Se il dottor Gasbarri, che è un amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno!».

 

BERGOGLIO SULL AEREO CON PADRE FEDERICO LOMBARDIBERGOGLIO SULL AEREO CON PADRE FEDERICO LOMBARDI

Al fondo, una considerazione solo in apparenza marginale sui fedeli musulmani, buddisti e induisti che l’altro giorno sono arrivati al santuario mariano di Madhu: «C’è rispetto tra loro. Ci sono gruppetti fondamentalisti ma non sono col popolo, sono delle élites ideologiche». 
 

Francesco ha fiducia nel «popolo» come nel dialogo, parla di «mitezza» in risposta alle minacce dei terroristi e piuttosto teme per i fedeli, è attento alla sensibilità di tutti i credenti e sfugge ai toni da crociata che regalerebbero proseliti ai fanatici. 
 

Santità, lei ha parlato della libertà religiosa come diritto umano fondamentale. Fino a che punto si può andare nella libertà di espressione, che lo è altrettanto? 
«Vede...lei è francese? Allora andiamo a Parigi, parliamo chiaro. Credo che tutti e due siano diritti umani fondamentali. Non si può nascondere una verità: ognuno ha il diritto di praticare la propria religione senza offendere, liberamente, e così vogliamo fare tutti.

MAOMETTO ALL INFERNO NELLA CHIESA DI SAN PETRONIO A BOLOGNAMAOMETTO ALL INFERNO NELLA CHIESA DI SAN PETRONIO A BOLOGNA

 

Non si può offendere o fare la guerra o uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio. A noi quello che succede adesso ci stupisce, no?, ma pensiamo alla nostra storia: quante guerre di religione abbiamo avuto! Lei pensi alla notte di San Bartolomeo. Anche noi siamo stati peccatori su questo. Ma non si può uccidere in nome di Dio. È un’aberrazione. Con libertà, senza offendere, ma senza imporre, senza uccidere...». 
 

MAOMETTO ALL INFERNO DI DANTE APERTO A META ILLUSTRAZIONE DI PRIAMO DELLA QUERCIAMAOMETTO ALL INFERNO DI DANTE APERTO A META ILLUSTRAZIONE DI PRIAMO DELLA QUERCIA

E la libertà di espressione? 
«Ognuno ha non solo la libertà, ma il diritto e anche l’obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune. Se un deputato non dice quella che pensa sia la vera strada, non collabora al bene comune. Abbiamo l’obbligo di parlare apertamente. Avere questa libertà, ma senza offendere. È vero che non si può reagire violentemente, ma se il dottor Gasbarri, che è un amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno! Ma è normale! Non si può provocare.

 

fedeli pregano per il nipote di maometto 3fedeli pregano per il nipote di maometto 3

Non si può insultare la fede degli altri. Non si può prendere in giro la fede. Papa Benedetto, in un discorso (la lectio di Ratisbona del 2006, ndr ), ha parlato di questa mentalità post-positivista che alla fine porta a credere che le religioni o le espressioni religiose siano una sorta di sottocultura: tollerate ma poca cosa, non sono nella cultura illuminata. E questa è una eredità dell’illuminismo.

 

Tanta gente che sparla di altre religioni o delle religioni, che prende in giro, diciamo “giocattolizza” la religione degli altri...Questi provocano. E può accadere quello che accadrebbe al dottor Gasbarri se dicesse qualcosa contro la mia mamma! C’è un limite. Ogni religione ha dignità, ogni religione che rispetta la vita e la persona umana, e io non posso prenderla in giro. Questo è un limite. Ho preso questo esempio per dire che nella libertà di espressione ci sono limiti. Come quello della mia mamma». 
 

fedeli pregano per il nipote di maometto 1fedeli pregano per il nipote di maometto 1

C’è molto timore nel mondo per la sua incolumità e quella dei fedeli, le minacce dell’Isis al Vaticano. È preoccupato? Come rispondere alle minacce degli integralisti islamici? 
«Il miglior modo di rispondere è sempre la mitezza. Essere mite, umile come il pane, senza fare aggressioni. Io sono qui, ma c’è gente che non capisce questo. A me preoccupano i fedeli, questo sì. Ho parlato con la sicurezza vaticana, con il dottor Giani (comandante della Gendarmeria vaticana, ndr ) che mi aggiorna.

 

Questo mi preoccupa abbastanza. Io ho paura? Sa che io ho un difetto, una bella dose di incoscienza. A volte mi sono chiesto: se a me accadesse qualcosa? E ho detto al Signore: chiedo una grazia, che non mi faccia male, perché non sono coraggioso davanti al dolore. Sono molto timoroso. Ma so che si prendono cura di me, le misure di sicurezza sono prudenti ma sicure». 
 

I DETTI DI MAOMETTOI DETTI DI MAOMETTO

In Sri Lanka ci furono centinaia di attentati kamikaze... 
«Io credo che dietro ogni attentato suicida ci sia uno squilibrio: squilibrio umano, non so se mentale ma umano. Qualcosa che non va nella persona. C’è tanta gente come i missionari: dà la propria vita per costruire. Il kamikaze dà la propria vita per autodistruggersi e distruggere. E non è solo una cosa dell’Oriente...». 
 

E i bambini usati per gli attentati? 
«I bambini sono usati dappertutto per tante cose. Sfruttati nel lavoro. Sfruttati come schiavi. Anche sfruttati sessualmente. Alcuni anni fa, con membri del Senato in Argentina, abbiamo voluto fare una campagna negli alberghi più importanti per dire pubblicamente che non si sfruttano i bambini per i turisti. Non siamo stati capaci di farlo. Le resistenze nascoste ci sono. Non ci siamo riusciti. Quand’ero in Germania mi capitava di vedere giornali che parlavano del turismo sessuale nel Sud-Est asiatico. Anche lì erano bambini». 
 

CALDEROLI CON  la maglietta contro MaomettoCALDEROLI CON la maglietta contro Maometto

Lei è andato in un tempio buddista. Una volta i missionari dicevano che è la religione del diavolo... 
«Quand’ero bambino, settant’anni fa, ci dicevano anche che i protestanti andavano all’inferno! La mia prima esperienza di ecumenismo l’ho avuta per mano a mia nonna, avevo quattro o cinque anni e vidi passare due donne dell’Esercito della salvezza. Le chiesi: nonna, sono suore? E lei: no, sono protestanti, ma sono buone.

 

Pensi a ciò che ha detto il Concilio sul valore. E il rispetto delle altre religioni. È cresciuta tanto la Chiesa, in questo. Sì, ci sono tempi oscuri nella storia della Chiesa, e dobbiamo dirlo senza vergogna, perché anche noi siamo in una strada di conversione continua, dal peccato alla grazia, sempre. Questa interreligiosità come fratelli, rispettandosi sempre, è una grazia». 
 

FILM SU MAOMETTO PROTESTE ISLAMICHE FILM SU MAOMETTO PROTESTE ISLAMICHE

Nelle Filippine visiterà le zone devastate dal tifone Yolanda. A che punto è l’enciclica sulla custodia del Creato? 
«Non so se del tutto, ma in grande parte è l’uomo che schiaffeggia la natura ed ha una responsabilità nei cambiamenti climatici. Ci siamo un po’ impadroniti della natura, della Madre Terra. Ricordo ciò che mi disse un vecchio contadino: Dio perdona sempre, gli uomini qualche volta, la natura mai. L’uomo è andato troppo oltre, ricordiamo Hiroshima!

 

A marzo, dopo tre bozze, mi prenderò una settimana per finire. Quindi andrà in traduzione. Penso che a giugno potrà uscire. È importante che ci sia un po’ di tempo fra l’uscita e l’incontro di Parigi sul clima. L’ultima conferenza in Perù non è stata un granché, mi ha un po’ deluso la mancanza di coraggio, speriamo che a Parigi siano un po’ più coraggiosi». 

FILM SU MAOMETTO PROTESTE ISLAMICHE FILM SU MAOMETTO PROTESTE ISLAMICHE

 

 

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