giorgia meloni giancarlo giorgetti europa ue unione europea

PATTO DI STABILITÀ NEL CAOS: TUTTI CONTRO TUTTI NELLA NOTTE DI BRUXELLES - IL VERTICE DEI MINISTRI FINANZIARI EUROPEI, RIUNITI A CENA A PER RAGGIUNGERE UN'INTESA AL SUCCESSIVO ECOFIN, HA PRODOTTO (PER ORA) UN NULLA DI FATTO - NESSUNO PENSA CHE L’ITALIA ALLA FINE METTERÀ IL VETO, COME MINACCIATO DA GIORGETTI - ITALIA E FRANCIA POTREBBERO TROVARE UN INSOSPETTABILE ALLEATO NELLA FINLANDIA, TRADIZIONALMENTE SUL FRONTE FRUGALE MA ORA GOVERNATA DA UN CENTRODESTRA PIÙ ”SVILUPPISTA” - L’ITALIA POTREBBE APRIRE ALLA RATIFICA DEL MES, IL FONDO SALVA STATI DA SEMPRE OSTEGGIATO DALLA DESTRA

Gian Maria De Francesco per il Giornale - Estratti

 

giorgetti patto di stabilità

Alla mezzanotte di oggi il vertice dei ministri finanziari europei, riuniti a cena a Bruxelles per raggiungere un'intesa sul Patto di Stabilità al successivo Ecofin, era in piena confusione, anzi il caos era sovrano. Le posizioni tra i 27 Paesi erano ancora troppo distanti, nonostante la manifesta volontà di trovare la quadra. Da una parte la Germania e i suoi satelliti protesi verso l'austerità, dall'altro lato del tavolo i Paesi ad alto debito con l'asse a geometrie variabili Italia-Francia-Spagna.

 

 

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti raffaele fitto

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, accompagnato dal direttore generale del Tesoro Riccardo Barbieri, ha tenuto il punto. «La riduzione del debito deve essere graduale realistica sostenibile», è la sintesi del suo intervento, per altro già anticipato al Parlamento martedì scorso. In buona sostanza, meglio le vecchie regole, se nessuna intesa è possibile. L'obiettivo dell'Italia, infatti, è l'esclusione dal computo del deficit degli investimenti necessari alla transizione green e digitale oltre a quelli per la difesa che, comunque, dovrebbero essere trattati come «fattore mitigante» e, dunque, attutire la procedura per deficit eccessivo se causassero uno sforamento del tetto del 3% del deficit/Pil.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni

Italia e Francia potrebbero trovare un insospettabile alleato nella Finlandia, tradizionalmente sul fronte frugale ma ora governata da un centrodestra più «sviluppista». Entrando al vertice la ministra delle Finanze, Rikka Purra, aveva dichiarato che «la Finlandia è per delle regole oggettive ma realistiche, non sono così ottimista». Helsinki vorrebbe un'estensione a 7 anni dei piani di aggiustamento di modo tale che obiettivi e riforme possano dispiegarsi dal 2027, una volta esaurita l'attuazione del Pnrr e dei suoi investimenti. È una posizione che piace anche alla Francia.

 

Il ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, ha chiesto che ai Paesi che finiranno in procedura per deficit eccessivo (Francia in primis vista la bocciatura della sua manovra a Bruxelles) venga consentita una flessibilità aggiuntiva dello 0,2%, rispetto all'aggiustamento dello 0,5% annuo del deficit strutturale, «in modo da poter effettuare gli investimenti che sono necessari». Su questi punti potrebbe convergere anche l'Italia.

 

paolo gentiloni giancarlo giorgetti

Non sarà facile superare l'assoluta incoerenza tra le proposte di modifica del Patto che i ministri si sono trovati sul tavolo. Berlino è riuscita ad imporre l'introduzione di due salvaguardie numeriche, una sul debito e l'altra sul deficit. In particolare, si chiede un miglioramento annuo del saldo strutturale primario per raggiungere il deficit richiesto dello 0,5% del Pil, che viene ridotto allo 0,2-0,25% nel caso di una estensione del periodo di aggiustamento da 4 a 7 anni.

 

A questo si aggiunge un calo dell'1% annuo del debito/Pil (0,5% per i Paesi sotto il 90% di debito/Pil) nel periodo di aggiustamento e un target dell'1,5% del deficit/Pil una volta completato il percorso di rientro. Il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner chiede che l'aggiustamento sia sul saldo strutturale, non su quello primario che è al netto della spesa per interessi. Il liberale Lindner è in crisi di consensi in patria e spera di recuperarli vestendo il saio.

 

GIORGIA MELONI GIANCARLO GIORGETTI

(…)

 

LO SCAMBIO COL MES

Estratto da repubblica.it

 

Sarà anche per questo che l’Italia potrebbe aprire alla ratifica del Mes, il fondo Salva Stati da sempre osteggiato dalla destra. «Il ministro Giorgetti ha detto che la ratifica sarà discussa dal Parlamento italiano la prossima settimana», diceva fiducioso ieri Pierre Gramegna, il direttore generale del Mes. Eccolo lo scambio che può tornar utile all’Italia.

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?