CROLLE-RAI - MENTRE I PARTITI SI AZZANNANO SUL DUPLEX MONTIANO TARANTOLA-GUBITOSI, I CONTI DI VIALE MAZZINI SCIVOLANO VERSO L’ABISSO - SECONDO I DATI NIELSEN CHE CIRCOLANO NEI CORRIDOI RAI, SUL PERIODO GENNAIO-APRILE 2012, LA TV PUBBLICA PATISCE UN CROLLO DELLA PUBBLICITÀ (-17,8%) BEN PIÙ ALTO SIA DELLA MEDIA NAZIONALE (-8,6%) CHE DI MEDIASET (-10,6%) - PERCHÉ LA RAI, CHE RESTA LEADER NEGLI ASCOLTI, PERDE PIÙ DI TUTTI NELLA RACCOLTA DI SPOT?...

Paolo Conti per il "Corriere della Sera"

La partita dei nuovi vertici Rai si arena, ma forse solo per poco. Già martedì 3 si potrebbe chiudere. Ieri nella riunione della commissione di Vigilanza, convocata alle 14.30 per eleggere i sette nuovi consiglieri di amministrazione di competenza parlamentare, è mancato il numero legale per l'assenza dei commissari di Pdl e Lega (21 su 40).

Ufficialmente il Pdl ha parlato, in una lettera al presidente Sergio Zavoli dei capigruppo parlamentari Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, di «sopravvenuta concomitanza della seduta con altri importanti impegni», cioè l'assemblea dei parlamentari con Silvio Berlusconi e Angelino Alfano.

Ma non è un mistero che il Pdl abbia mal digerito non l'indicazione del nuovo presidente Annamaria Tarantola ma la «designazione anticipata» da parte di Monti del futuro direttore generale Luigi Gubitosi (a Consiglio non ancora eletto) e ancor meno l'estromissione dell'attuale dg Lorenza Lei.

Zavoli ha convocato per oggi l'ufficio di presidenza della Vigilanza per stabilire la nuova data per la votazione, che sarebbe il 3 luglio. Sulle vicende Rai peserà l'esito del Consiglio europeo. Se il governo Monti uscirà rafforzato, il nodo Rai dovrà sciogliersi proprio perché il premier si è impegnato in scelte chiare (ricevendo Tarantola e Gubitosi a Palazzo Chigi anche lunedì, per sottolineare ancora la sua fiducia nel «nuovo corso»).

Se mai si concretizzasse l'ipotesi di voto anticipato in autunno, il tavolo delle nomine Rai potrebbe saltare per lasciare spazio a una proroga del vecchio Consiglio già ampiamente scaduto. L'attuale presidente Paolo Garimberti ha telefonato a Zavoli: «Questa situazione di indeterminatezza non giova alla Rai, spero si possa uscire quanto prima dalla palude nell'interesse esclusivo della Rai e di tutti quelli che vi lavorano, soprattutto ora che devono cominciare a preparare la programmazione autunnale».

Il Pd, con Fabrizio Morri, capogruppo in Vigilanza, attacca: «Il Pdl ha avuto un comportamento irresponsabile, il governo convochi un vertice di maggioranza sulla Rai». Alessio Butti, capogruppo del Pdl, sostiene di non capire «il tono livoroso» del centrosinistra per la richiesta dei berlusconiani di far slittare la votazione: «Il Pdl non ha chiesto un rinvio sine die e ritiene si possa convocare presto la Commissione per procedere al voto».

Una data per il via libera al nuovo cda da parte del Pdl già ci sarebbe, proprio martedì 3 luglio. C'è chi assicura che lo slittamento possa essere servito anche a raggiungere un accordo Pdl-Lega (che non indicherà un suo consigliere) per permettere l'elezione di 4 e non più 3 consiglieri berlusconiani. L'Idv conferma la linea con Antonio Di Pietro: «Non parteciperemo alla solita spartizione partitica». Per Roberto Rao (Udc) «la Rai è un'azienda senza vertici, con un cda precario e 50 milioni in meno di introiti derivanti dalla pubblicità, Pdl e Lega vogliono solo indebolirla?».

In effetti sono sempre i conti ad allarmare l'azienda. Secondo i riservati dati Nielsen (leader nelle informazioni di marketing) sul periodo gennaio-aprile 2012 che circolano nei corridoi Rai, con una flessione nazionale di pubblicità televisiva pari a -8,6% rispetto al 2011, la Rai riscontra addirittura un -17,8% contro il comunque preoccupante -10,6% di Mediaset. Nonostante la crisi strutturale, La7 invece guadagna il 23,5% e Sky porta a casa un eloquente e incoraggiante +18,3%.

Secondo alcune analisi interne Rai la differenza tra il dato medio nazionale del -8,6% e il pesantissimo -17,8% della Rai (che, in contraddizione col calo pubblicitario, continua a essere leader negli ascolti della tv generalista, con soddisfazione dei vertici) starebbe negli strumenti adottati dall'attuale dg Lorenza Lei per chiudere il bilancio 2011 con un saldo positivo di 4 milioni di euro. Nell'esercizio 2011 sarebbero stati calcolati, così sostiene chi accusa la Lei, 60 milioni di euro di anticipi sul 2012.

Letto in questo modo, il consuntivo reale di pubblicità 2011 sarebbe di soli 900 milioni contro i 960 dichiarati. Di qui la «fatica» di Sipra nei primi mesi 2012 per riguadagnare terreno, con risultati peggiori rispetto al mercato pubblicitario nazionale. E nonostante ascolti così positivi. Un bel rebus.

 

MARIO MONTI NON CI SENTE BENE LUIGI GUBITOSI ANNA MARIA TARANTOLA ANGELINO ALFANO LOGO SIPRAMediaset

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…