TUTTI SONO UGUALI MA BERLINO E’ PIU’ UGUALE DI ALTRI - PERCHE’ L’EUROPA TACE E NON MONITA VISTO CHE LA GERMANIA HA SFORATO IL TETTO DEL SURPLUS COMMERCIALE? I CRUCCHI SONO IN APERTA VIOLAZIONE DELLE PROCEDURE E TUTTI TACCIONO

Federico Fubini per “la Repubblica”

 

renzi parlamento europeo schulz merkelrenzi parlamento europeo schulz merkel

La crisi dell’euro è arrivata e (apparentemente) se n’è andata lasciando dietro di sé una scia di regole nuove. Ci sono quelle sui conti pubblici. Poi ci sono quelle di nuova generazione sui cosiddetti «squilibri macroeconomici ». Possono avere senso dopo l’esperienza di questi anni, eppure c’è un Paese che sembra godere di un’esenzione speciale: la Germania.

 

La prima economia dell’area è in aperta violazione delle procedure, eppure non solo non sembra preoccuparsene: neppure la Commissione europea o gli altri governi, Italia inclusa, fanno molto per ricordarlo. Le ultime raccomandazioni europee ai vari Paesi spiccano per il silenzio che circonda questa strana situazione.

RENZI MERKEL SELFIERENZI MERKEL SELFIE

 

Di che si tratta? Quando nel 2011 la zona-euro ha creato il «six pack», in quel pacchetto di sei regole per evitare nuove tempeste in futuro non c’erano solo vincoli di finanza pubblica. La crisi era anche frutto di squilibri negli scambi con l’estero delle varie economie. Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Italia erano in rosso da tempo.

 

Il loro saldo negli scambi di beni, servizi e partite finanziarie con il resto del mondo era negativo: Stato e privati si indebitavano all’estero per mantenere il loro tenore di vita. Altri Paesi, Germania in testa, erano invece in surplus cronico e anche questo aveva alimentato i problemi: il frutto di quell’avanzo con l’estero veniva reinvestito a centinaia di miliardi in prestiti ai Paesi in deficit. Era la spirale che acuiva sempre di più gli squilibri che hanno finito per minare l’euro.

 

Di qui la regola del «six pack», con valenza di legge, benché asimmetrica: per ogni Paese diventa proibito avere un «rosso» delle partite correnti (scambi con l’estero) di oltre il 3% del Pil per più di tre anni di fila, ma lo è anche un surplus di oltre il 6% per lo stesso periodo.

 

merkel mette renzi a pane e acquamerkel mette renzi a pane e acqua

L’inchiostro è appena asciutto su quei regolamenti, che sembrano già lettera morta. Dimenticati. Non da tutti, perché Grecia, Spagna, Portogallo e Italia nel frattempo hanno cancellato i loro disavanzi esterni, anche a costo di milioni di disoccupati in più e una caduta dei salari: i consumi si sono ridotti, l’export è salito. Invece, secondo le ultime previsioni della Commissione, quest’anno la Germania sarà in violazione (crescente) della soglia del 6% per il quinto anno di seguito. In teoria sarebbe esposta a una multa da 3 miliardi. In sostanza la correzione degli squilibri è stata fatta a Sud, ma non nel Paese al cuore dell’euro.

 

la merkel esulta per il golla merkel esulta per il gol

L’anomalia non è passata del tutto inosservata. A marzo, la Commissione Ue nota il problema tedesco e scrive che nelle raccomandazioni di giugno alla Germania verrà eccepito qualcosa «anche sulla procedura per gli squilibri macroeconomici».

 

Ora la raccomandazione di giugno è arrivata ed è stata approvata dai capi di Stato e di governo dell’Unione venerdì scorso. Però, per la Germania, alla «procedura per squilibri macroeconomici » sono dedicate precisamente zero parole.

 

Giusto un vago invito ad aumentare gli investimenti e stimolare la concorrenza nel settore dei servizi.

 

Ciò che conta non è che all’Italia invece la violazione in questa «procedura» viene contestata. Conta piuttosto la sostanza: è davvero così nocivo che la Germania viaggi con un surplus esterno da 280 miliardi, il più grande al mondo, doppio di quello cinese, circa il 7% del Pil tedesco? Sarebbe ingiusto sostenere che questo saldo record è stato raggiunto riducendo l’import dall’Italia o dalla Spagna. Nel 2009 l’economia tedesca ha comprato made in Italy per 37 miliardi di euro, nel 2013 per 47 miliardi. E sarebbe autolesionista chiedere una riduzione dell’export tedesco: ogni Bmw spedita da Stoccarda a Shanghai contiene freni fatti a Bergamo e pellame dei sedili conciato ad Arzignano, Vicenza.

MERKELMERKEL

 

Ma il surplus tedesco nel 2013 è stato accumulato in gran parte verso Paesi fuori da Eurolandia, per 188 miliardi, e ciò aumenta un forte afflusso di denaro verso l’euro dal resto del mondo. Ciò a sua volta rafforza l’euro, ostacola l’export degli altri Paesi, deprime l’inflazione e dunque spinge i debiti al rialzo rispetto al Pil. Basterebbe che la Germania incentivasse di più i consumi e gli investimenti, rispettando le regole comuni europee come chiede sempre agli altri di fare.

 

Lo strano è forse solo che nessuno lo ricorda, nemmeno Matteo Renzi. In fondo chiedere eccezioni per sé ai vincoli che danno noia, più che esigere dal prossimo il rispetto della legge, è sempre stata una specialità italiana. Non tedesca.

 

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…