GIANNINO E TOSCANI, UNA MARKETTA A QUATTRO RUOTE – SENTITE CHE POESIA! “PROPORRE L’ACQUISTO DI AUTO MERAVIGLIOSE OGGI VUOL DIRE DARE UNA SPINTA ALL'ECONOMIA, CONTRIBUIRE ALLO SVILUPPO E, NELLO STESSO TEMPO, RITORNARE A SOGNARE” - PERNA FA IL RITRATTONE ALL’ECONOMISTA DANDY CHE DOPO AVER SCARICATO BERLUSCONI E POMICIATO CON MONTEZEMOLO FA IL TRIBUNO ANTI-TASSE NEI COMIZI…

Giancarlo Perna per "il Giornale"

Da quando si è reinven¬tato, Oscar Giannino è esploso come fenome¬no popolare e prossimo leader politico simile a un Beppe Gril¬lo per palati fini. Oscar è la prova provata che per imporsi bisogna farsi biz¬zarri e colpire la fantasia. Ci vo¬gliono abiti eccentrici, modi bi¬slacchi e il viso double face del calvo a barba folta. Non basta la preparazione, altrimenti il cin¬quantunenne Giannino avreb¬be evitato le frustrazioni che soffrì per decenni, malgrado fosse dagli esordi quello che è oggi: un uomo capace, abitua¬to - secondo tradizione del Pri da cui proviene- a documenta¬re ciò che afferma. Ma riman-diamo a dopo il Giannino che fu, per dire subito ciò che è ora.

In primis , il dandy che incede nei talk show bastone in mano, giacche di velluto color arago¬sta, gilet di raso, pantaloni aspa¬rago e scarpe bicolori. Prende posto tra gli altri, punta il men¬to sul bastone e, con la barba che sporge, si immobilizza co¬me un nume assiro.

Pare di pietra, ma appena uno dice qualcosa che non gli sta bene, scatta come un misirizzi e travolge il malcapitato di dati, parole, riflessioni, accom¬pagnati da tutta la mimica italiana, braccia in aria, mani rote¬anti, occhi furenti, invettive ver¬bali, preziosismi lessicali. La causa per la quale si batte è, co¬me si sa, quella delle libertà in¬dividuali. Oscar è, infatti, un va¬lente giornalista economico pa¬ladino del liberismo più spinto che ha dello Stato l'opinione che molti hanno di Di Pietro.

Tuttavia, il Giannino più ascoltato non è quello che si ve¬de in tv, ma quello che si legge o che si sente. Dal 2009 ha due cat¬tedre, dalle quali sdottora ogni giorno con seguito crescente, accentuato dalla palude in cui è caduto il centrodestra. Una, è il sito Chicago-blog , messo a sua disposizione dall'Ibl (Istitu¬to Bruno Leo¬ni), pensatoio liberista. In base all'uzzo¬lo, Oscar dice la sua su Mon¬ti o Berlusco¬ni, il vento e la pioggia, e i fan - tempestan¬dolo di elogi entusiasti- ag¬giungono i propri commenti al verbo del Maestro.

I messaggi sono migliaia il giorno,centina¬ia di migliaia l'anno. Tradotti in voti - parenti e amici inclusi ¬un milione di suffragi: tre per cento dell'elettorato naziona¬le.
Ancora maggiore è il seguito di Giannino dal suo secondo pulpito, Radio24 , emittente del Sole24ore e Confindustria. Alle nove di ogni mattina, Oscar parla a ruota libera per un'ora su economia, politica e varia umanità.

La trasmissio¬ne, Nove in punto, la versione di Oscar, è il suo regno. La sigla consiste in un miagolio rabbio¬so, omaggio ai gatti amati dal conduttore che definisce «feli¬na» la trasmissione per dare un'idea umorale, imprevedibi¬le e artigliata di se stesso.

La pro¬messa è mantenuta. Oscar che conduce in piedi, se la dice e se la canta, gesticolando come lo vediamo in tv, affabulando ininterrottamente, con divaga¬zioni continue, frasi lasciate a metà, infarcite di «ergo», paro¬le inventate tipo «soberrimo» e improvvise impennate di voce seguite da invettive: «somari», «sciocchi», «Stato ladro». La gente, pur non capendo per in¬tero quel che dice, lo segue affa¬scinata nella convinzione di trovarsi di fronte a un rito del¬l'intelligenza cui ha l'onore di essere ammessa.

Questi successi professiona¬li - uniti alle miserie del centro¬destra - hanno spinto Gianni¬no a scendere in politica. In lu¬glio, ha redatto un manifesto, Fermare il declino - meno spe¬sa pubblica, meno tasse più me¬rito e liberalizzazioni- antica¬mera della propria e altre candidature nel 2013. Lo hanno sotto¬scritto in circa trecento.

Tra questi, il gruppo di Monteze¬molo, quelli dell'Ibl,i liberal-fi¬niani Mario Baldassarri e Bene¬detto della Vedova, il repubbli¬can-brunettiano Davide Giaca¬lone, un pugno di moderati del Pd. Affiancano Giannino due economisti, Nicola Zingales e Michele Boldrin, di stanza in Usa. Nell'insieme, tutta gente che quattro anni fa ha creduto nel Cav ma che oggi - a comin¬ciare da Oscar - lo ha cancella¬to, più indignata che delusa.

Per gli orfani del centrode¬stra a Nord del Po, Oscar è una reliquia. Dicono che senza la sua voce alle nove, gli onesti sgobboni che hanno ormai il ri¬getto del Pdl, non credono più nella Lega e diffidano del fighet¬to Montezemolo, sarebbero di¬sperati. Tanto è vero che accor¬rono in frotte ai suoi comizi. Giannino ha infatti cominciato a girare il Nord Italia: Treviso, Padova, Bologna, Milano, Ber¬gamo, dove ogni giorno è ap¬plaudito da migliaia di perso¬ne. Staremo a vedere.

Giorni fa, Oscar ha rivelato di portare il bastone non per vez¬zo ma dopo essere stato opera¬to tempo fa di un cancro alla spi¬na dorsale. Già a vent'anni gli era stato diagnosticato un tu¬more benigno allo stomaco. Mangia solo verdure ed è secco ai limiti dell'anoressia. Sempre stato così.

È uno che vive sui nervi. Allu¬dendo a queste caratteristiche dietetiche, ha beffato l'anno scorso i vip invitati al suo secon¬do matrimonio. Nel menu del raffinato ricevimento, con tavo¬li addobbati per portate lucul¬liane, erano annunciati piatti di sogno, tipo «Perle dell'Hima¬laya in castone di Alea delle Hawaii».

Al dunque, e dopo ore di attesa, sono arrivati un pu¬gno di riso e alcune verdure bol¬lite, cibo standard dello sposo. Questo spirito bizzarro è na¬to a Torino ed ebbe infanzia e adolescenza infelici. Non ama¬va la casa in cui abitava, né il quartiere, né la gente e neppu¬re la famiglia.

Per andare al li¬ceo classico, osteggiato dai suoi, dovette pregarli in ginoc¬chio. «La rabbia- ha raccontato - era la molla fondamentale che provavo» e questa gli aguz¬zò l'ingegno. Dopo la laurea in Legge, entrò nel Pri. A 26 anni era segretario nazionale dei gio¬vani, a trentuno (1992) portavo¬ce del segretario, Giorgio La Malfa. Chi scrive, lo ricorda al¬l'epoca lontano mille miglia dell'esteta che è oggi.

Era riccioluto, spiegazzato e un perfetto seccatore, incapa¬ce- nonostante il ruolo- di rapporti con i giornalisti. Si mette¬va sempre in mezzo, impeden¬do qualsiasi contatto diretto col segretario. Personalmente, l'avrei strozzato anche se un po' faceva tenerezza per quel modo infantile di darsi impor¬tanza.

Con La Malfa ruppe nel 1995 perché dopo avere spostato il partito a sinistra (Alleanza democratica) di colpo lo riposizio¬nò nel centrodestra e Oscar, per ragioni di coerenza, si oppo¬se al giro di valzer. Fu licenziato e cominciò un momentaccio. Per superarlo, andò un anno ne¬gli Usa a studiare economia, ci mise di mezzo un matrimonio (poi fallito) e fu infine accolto da Giuliano Ferrara al Foglio, fe¬lice viatico per una carriera giornalistica costellata di dire¬zioni. Soprattutto, cambiò aspetto.

Persi i capelli, li com¬pensò con la barba, assumen¬do l'aria da scienziato pazzo, perfetta per bucare lo scher¬mo. Appassionato di stoffe e sete, ha gettato alle ortiche i jeans e l'aria ombrosa dei tempi di La Malfa, e disegnando da sé abiti e bombette si è dato quell'aria vittoriana che oggi è il suo mar¬chio, la base del suo successo e la ragione per cui abbiamo fin qui parlato di lui.


2. VIDEO: TOSCANI SGOMMA E SMARKETTA PER PORSCHE: "IL TUO SOGNO È POSSIBILE"
http://bit.ly/UkzBbQ

3. DAGOREPORT - GIANNINO E TOSCANI, UNA MARKETTA A QUATTRO RUOTE

"Proporre l'acquisto di auto meravigliose oggi vuol dire dare una spinta all'economia, contribuire allo sviluppo e, nello stesso tempo, ritornare a sognare. Porsche Italia ha coinvolto Oliviero Toscani e Oscar Giannino per una campagna che rimetta in moto la passione. All'entusiasmo di Toscani, che ha dato vera e propria voce all'automobile,
si è affiancato lo sguardo critico del giornalista ed economista Oscar Giannino,
ricreando un'atmosfera ideale per ricordare che i sogni non sono un lusso e che il tuo sogno è possibile".

Frasi importanti, tratte dai comunicati stampa di Porsche Italia, che ha arruolato i due noti dandy per promuovere il marchio delle auto di lusso, legandolo alla crescita del nostro Paese depresso dall'austerity, dove l'imprenditore in crisi di mezza età è più facile che si spari in fronte invece di comprarsi una spider o affittarsi una ventenne.

Propositi nobilissimi, se non fosse che le spider tedesche sono proprietà di Volkswagen, diretto e agguerritissima rivale del gruppo Fiat, e che se proprio si deve legare l'acquisto di una macchina da 100mila euro in su alla rinascita italiana, i due patrioti del lusso dovrebbero promuovere marchi italiani, o se proprio di proprietà Volkswagen, almeno prodotti in patria (vedi Lamborghini).

A cosa si deve questa campagna? Il 2011 è stato un anno di boom per Porsche (anche in Italia), ma i primi mesi del 2012 hanno visto un tracollo nelle vendite di auto di lusso, un po' per il salasso del Superbollo, un po' per un generale senso di "pudore" dei proprietari di queste macchine innescato dall'arrivo del sobrio governo Monti, un po' (molto?) a causa del Redditometro e delle nuove regole delle forze di polizia, che se ti fermano alla guida di un bolide possono chiederti il CUD.

Gran parte delle auto di lusso viene infatti intestata a società e persone diverse dal reale guidatore, per i motivi più disparati, ma principalmente per evitare di alzare bandierine sui propri redditi.

Ecco quindi che i due esteti corrono in soccorso della categoria dei proprietari di belle macchine, sovrapponendo un patriottismo spicciolo all'attacco dell'austerity che finisce per diventare un circolo vizioso, in cui nessuno spende per paura del futuro, ma il futuro sarà sempre più nero a causa del calo dei consumi.

Toscani di markette ne ha fatte tante, e passa dallo scassare le balle sul vivere biologicamente in campagna e senza tv, allo sgommare su inquinanti bolidi cittadini per distrarsi dalle decine di comparsate in video. Quindi nulla più ci stupisce.

E' Giannino che forse dovrebbe stare più attento.

Primo, è un giornalista iscritto all'albo dei Professionisti, da più di vent'anni, e dovrebbe sapere che simili promozioni sono vietate, salvo beneficienza e affini. Ma il codice deontologico conta poco davanti a una fiammante 911 e alla promessa di un buffet, visto che il "Talk Show" con Giannino, Toscani e Carlo Cavicchi (direttore di "Quattroruote") in cui si promuoveva il "sogno Porsche" è stato ospitato dal Circolo della Stampa di Milano (con ampio risalto sul sito: http://www.xn--iltuosognopossibile-zyb.it/ )

Secondo, in quanto leader di un movimento politico ("Fermare il Declino") che sta per presentare liste e candidature, dovrebbe stare attento a conflitti di interesse ed endorsement al contrario.

Terzo, e forse più importante, dopo aver liquidato il progetto di Italia Futura e le eventuali alleanze con gli smontezemolati, promuovere il principale rivale di Ferrari e Maserati è davvero lo schiaffo più duro per il ciuffo di Luchino.

 

 

OSCAR GIANNINO E OLIVIERO TOSCANI PUBBLICIZZANO PORSCHE OSCAR GIANNINO E OLIVIERO TOSCANI PUBBLICIZZANO PORSCHE OSCAR GIANNINO E OLIVIERO TOSCANI PUBBLICIZZANO PORSCHE OLIVIERO TOSCANI IN PORSCHE OSCAR GIANNINO E OLIVIERO TOSCANI PUBBLICIZZANO PORSCHE OLIVIERO TOSCANI SFRECCIA IN PORSCHE OSCAR GIANNINO OSCAR GIANNINO OSCAR GIANNINO OSCAR GIANNINO ATTACCATO ALL' UNIVERSITA

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