PIÙ CHE FOOTING, FOTTING – E POI CI LAMENTIAMO DI ALE-DANNO! IL SINDACO DI NEW YORK BLOOMBERG VOLEVA FAR CORRERE LA MARATONA CON MEZZA CITTà SFOLLATA E AL BUIO. POI L’ANNULLA CON POCHISSIMO PREAVVISO E I CIRCA 2800 CORRIDORI ITALICI CHE AVEVANO SPESO 3 MILA € DI MEDIA PER POTER PARTECIPARE, CORRONO A SMADONNARE - “LA CLASS ACTION È ESAGERATA”...

Roberta Scorranese per il "Corriere della Sera"

L'atleta cecoslovacco Emil Zátopek, soprannominato «la locomotiva», diceva: «Un vero atleta deve custodire una speranza». Parole che oggi, dopo la decisione del sindaco Michael Bloomberg di annullare la maratona di New York, suonano come un monito: non si può correre a cuor leggero dopo il passaggio dell'uragano Sandy, che nella città ha lasciato 41 vittime (su oltre 100 negli Stati Uniti) e molte zone ancora senza corrente elettrica né acqua. Decisione però presa venerdì sera, a poche ore dal via. Che ha provocato, nell'ordine, sbalordimento, rabbia, rassegnazione.

Anche dei circa 2.800 italiani arrivati a New York per correre la storica maratona (mai annullata dalla prima edizione, nel 1970, a oggi) e che adesso si dividono tra delusione e incertezza sul da farsi. A cominciare dai runner di lungo corso come Linus: «La decisione è stata ridicola nei tempi. Tutto poteva essere stabilito prima.

Detto questo, la maratona deve essere una festa prima di tutto per la città e la città non è in festa». Nel dettaglio: a Staten Island si cercano ancora dispersi, a sud di Manhattan manca l'acqua, molti taxi sono senza benzina, tanti gli esercizi pubblici fermi.

Difficile trovare quella speranza nel cuore di cui parlava Zátopek. «Far festa è impensabile allo stato attuale - continua Linus - ed è dura anche azzardare un paragone con il 2001, in cui la maratona si svolse ugualmente dopo l'11 settembre». Già: allora erano trascorsi due mesi, non pochi giorni, e il sindaco dell'epoca, Rudolph Giuliani, poté parlare di un evento organizzato «per unire la gente».

Certo, il danno economico c'è da entrambe le parti: per New York la corsa significa introiti per circa 340 milioni di dollari. I 47 mila partecipanti dall'estero, poi, hanno perso le spese del volo, del soggiorno e della quota di partecipazione. «Solo il pettorale costa più di 400 euro - dice Stefano Baldini, recordman ai Giochi olimpici di Atene 2004 che a New York avrebbe corso da amatore - e si calcola che ogni italiano abbia investito quasi 3 mila euro -. Senza contare gli accompagnatori. Ma la voce che circolava nelle ultime ore, cioè di indire una class action contro la città, mi sembra eccessiva».

C'è poi il lato della beneficenza: con l'agenzia Born2Run, Baldini avrebbe devoluto i guadagni delle sponsorizzazioni e dei sostenitori a favore dei terremotati di Reggiolo, in Emilia. Cose che sfumano, come pure il progetto di Montecitorio Running Club, l'associazione dei politici appassionati della corsa.

Nelle intenzioni, si dovevano raccogliere fondi da devolvere all'iniziativa Officina dello Studente nelle zone emiliane colpite dal sisma. «Ma noi la solidarietà la facciamo lo stesso - dice il presidente, il parlamentare pdl Marcello Di Caterina - perché vogliamo aiutare le persone in difficoltà di Staten Island. E troveremo il modo di sostenere i terremotati italiani».

Eppure, malgrado nessun corridore percorrerà i 42,195 chilometri che attraversano tutti i cinque quartieri, i «borough» di New York, partendo dal ponte di Verrazzano, i veri appassionati non si arrendono. «In tanti corrono ugualmente - dice Gianluca Martinelli, portavoce del Montecitorio Running Club - e ci si organizza in altre zone». Linus, per dire, ha già fatto i suoi bravi chilometri. «Per me questa sarebbe stata l'undicesima maratona - dice il dj -. Vorrà dire che mi accontenterò di qualche giro a Central Park».

 

maratona newyorkmaratona nylapresse maratona newyork verrazzanobridgebloomberg tra i resti del dopo uragano sandy gianni alemanno

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?