alfano cucchi

PISTA! LARGO AL DEPISTAGGIO - UNA SERIE DI ''NON RICORDO'' DEI CARABINIERI SUI FATTI CHE NEL 2009 PORTARONO A REDIGERE LA RELAZIONE FARLOCCA SU STEFANO CUCCHI, IN CUI SCOMPARIRONO MALORI LAMENTATI DAL RAGAZZO, O IL FATTO CHE NON POTESSE CAMMINARE, MENTRE FURONO INSERITI ANORESSIA E HIV (INESISTENTI), E OVVIAMENTE I PESTAGGI. SU QUELLA BASE ALFANO FECE LA SUA RELAZIONE AL SENATO, SCARICANDO RESPONSABILITÀ SULLA POLIZIA PENITENZIARIA

 

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera

 

ANGELINO ALFANO 1

Al depistaggio del 2009 , alle coperture del 2015 e ai tentativi di avvicinamento di testimoni del 2018 si aggiungono i «non ricordo» del 2019. Come quelli del generale Vittorio Tomasone, all' epoca comandante provinciale dell' Arma a Roma che, ascoltato come testimone, non sa dire perché il 1° novembre 2009, a dieci giorni dal decesso, firmò un documento dal quale si evince che i carabinieri avevano già tratto le loro conclusioni sulle cause della morte di Stefano Cucchi; le stesse a cui soltanto dopo arriveranno i consulenti del pubblico ministero e poi i periti della Corte d' Assise che processò gli agenti di custodia.

 

Un deficit di memoria che si può forse spiegare con i quasi dieci anni trascorsi, ma che certo contribuisce a rendere sempre più «sconcertante e inquietante» (per usare le espressioni del pm Giovanni Musarò) quello che accadde intorno alla vicenda di un tossicodipendente spacciatore arrestato, picchiato e morto sul letto del reparto penitenziario di un ospedale senza che nessuno si accorgesse di quello che stava accadendo.

 

ANGELINO ALFANO

Anche perché a quei «non ricordo» vanno sommate le amnesie e le contraddizioni di altri alti ufficiali dell' Arma, indagati nell' inchiesta sui falsi e sui favoreggiamenti che hanno fin qui nascosto la verità. In particolare un generale e un colonnello, che pure ebbero a che fare con l' appunto - sottoscritto da Tomasone, ma prima di lui dall' allora comandante del Gruppo Roma Alessandro Casarsa - dove si legge che «i risultati parziali dell' autopsia sembrerebbero non attribuire le cause del decesso a traumi», che al detenuto era stata «riscontrata frattura di vertebra lombare e del coccige che sembrerebbe riferita a un periodo significativamente antecedente», più altri particolari.

 

stefano cucchi

È l' anticipazione delle perizie che escluderanno la connessione tra le percosse subite da Cucchi e la morte, di cui il colonnello Francesco Cavallo, all' epoca «braccio destro» di Casarsa, interrogato come indagato per falso il 12 dicembre scorso, ha detto al pubblico ministero: «Scrissi materialmente la lettera, seguendo le indicazioni del colonnello (oggi generale, ndr ) Casarsa.Le informazioni contenute facevano parte del patrimonio conoscitivo di Casarsa, non so dirvi come lo stesso potesse avere una conoscenza così dettagliata degli accertamenti medico-legali in quel momento ancora in corso».

 

Chiamato a difendersi un mese fa, il 28 gennaio, Casarsa ha risposto: «Non so dirvi da chi ebbi le informazioni riportate nella nota. Prendo atto che Cavallo ha dichiarato che l' aveva scritta lui su mia dettatura, ma io escludo tale circostanza».

 

ilaria cucchi

Stesso discorso per ciò che riguarda le due relazioni di servizio dei carabinieri Gianluca Colicchio e Francesco Di Sano, modificate su richiesta della scala gerarchica come dimostra la e-mail con cui lo stesso Cavallo le rimandò al luogotenente Massimiliano Colombo, con il commento «Meglio così».

 

Su quelle modifiche Cavallo ammette: «Sicuramente ricevetti disposizioni dal comandante del Gruppo, il quale quella mattina ebbe continue interlocuzioni personalmente con il maggiore Soligo (anche lui indagato, ndr )». Replica di Casarsa: «Ignoravo tale circostanza... Cavallo si rapportava direttamente con me, ma sicuramente non ebbe da me la disposizione di modificare le annotazioni».

 

Le relazioni truccate, in cui scomparirono alcuni malori lamentati da Cucchi la notte dell' arresto, o il fatto che non potesse camminare, mentre fu inserito il riferimento al «malessere verosimilmente attribuito al suo stato di tossicodipendenza», sono alla base dell' informativa che l' allora ministro della Giustizia Alfano fece al Senato il 3 novembre 2009. Utilizzando gli appunti che dalle stazioni risalirono al comando provinciale, e poi a quello generale fino al ministero della Difesa che li trasmise alla Giustizia.

Stefano Cucchi

 

In un documento proveniente dall' Arma e arrivato sul tavolo di Alfano il 2 novembre, si afferma che l' arresto di Cucchi e le fasi successive si svolsero «senza concitazione né particolari contatti fisici»; che il detenuto non presentava «contusioni o ecchimosi diverse da quelle della tossicodipendenza in fase avanzata»; che era «autosufficiente nei movimenti»; che soffriva di «gravi patologie: epilessia, anoressia e sieropositività».

 

In realtà il detenuto non era né anoressico né sieropositivo. E Casarsa dichiara: «Prendo atto che tale circostanza non è vera, ma io mi limitai a leggere il contenuto dell' appunto e non mi posi il problema dell' attendibilità delle fonti». A parte l' infezione Hiv, il resto fu letto in aula pressoché integralmente da Alfano.

 

Con l' effetto di scaricare fin da subito le eventuali responsabilità sugli agenti della polizia penitenziaria (poi processati e assolti), tacendo il vero «buco nero» di tutta la storia: il mancato fotosegnalamento nella caserma della Compagnia Casilina, dove secondo la confessione di uno di coloro che vi presero parte (arrivata solo nel 2018) avvenne il «violentissimo pestaggio» per cui oggi sono alla sbarra tre carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale. Nonostante depistaggi, falsi, coperture e «non ricordo».

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....