1. PIU’ ANIMALE, MENO VIMINALE! PIU’ SICUREZZA PER TUTTI CON GENNY ‘A CAROGNA E GASTONE 2. SABATO SERA, ALLO STADIO OLIMPICO, È STATO SONORAMENTE FISCHIATO L’INNO NAZIONALE. DA UN PUNTO DI VISTA ISTITUZIONALE E POLITICO È QUESTA, SEMMAI, LA RAGIONE PER LA QUALE RENZI, GRASSO E I SIGNORI MINISTRI PRESENTI IN UNA TRIBUNA NON CASUALMENTE CHIAMATA “AUTORITÀ” AVREBBERO DOVUTO ABBANDONARE LA POLTRONCINA. E INVECE IL SOLITO CORDONE SANITARIO DEI GIORNALONI FINISCE PER APPREZZARE E BENEDIRE LA SCELTA “RESPONSABILE” DI RESTARSENE LÌ, A GUARDARE LA PARTITA GRATIS 3. ALFANO E IL VIMINALE SONO ADESSO LEGITTIMATI A METTERE A PUNTO UN’ALTRA BELLA STRETTA SULL’ORDINE PUBBLICO. CI SI PREPARA A “ESTENDERE IL DASPO A CHI HA COMMESSO DELITTI QUALI DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO ANCHE AL DI FUORI DI MANIFESTAZIONI SPORTIVE’’. ED ECCO COME IL MONUMENTO MEDIATICO A GENNY ‘A CAROGNA CI REGALERÀ LO SPUNTO PER INTERVENIRE SULLE MANIFESTAZIONI POLITICHE

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)


1 - PIU' SICUREZZA PER TUTTI (VIMINALE ALLA RISCOSSA)
Dopo un mese di violenze in piazza, la ragazza calpestata come uno zainetto da un agente distratto, gli applausi dei poliziotti ai colleghi che hanno mandato al creatore Federico Aldrovandi e le indagini sulla morte di Riccardo Magherini, arrivano "Genny ‘a carogna" e "Gastone" e portano a casa il risultato.

Il ministro Alfanayev e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza sono adesso legittimati a mettere a punto un'altra bella stretta sull'ordine pubblico, come spiffera il Messaggero: "Il Viminale prepara il giro di vite: un divieto sul modello spagnolo. All'esame tre tipi di misura: restrizioni estese anche a chi devasta, saccheggia o minaccia" (p. 2).

La prima velina che esce sulla stampa è ancora un po' vaga ma non per questo meno sapiente, perché riflette l'obiettivo di prendere diversi piccioni con una fava soltanto. "Le novità sul Daspo - stando alle intenzioni del Viminale - saranno introdotte per via normativa, mentre allo studio dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive c'è un progetto per contrastare il fenomeno della contraffazione dei marchi ("ambush marketing")". Cioè, ci dicono che la sovranità dello Stato è in pericolo perché qualcuno ha parlamentato con Genny ‘a carogna, e poi nel decreto che dovrebbe istituire i Daspo a vita ci mettono la lotta alla contraffazione (metteranno l'ergastolo per le magliette tarocche?).

Ma c'è di meglio, sempre grazie alle anticipazioni del Messaggero: ci si prepara a "estendere il Daspo a chi ha commesso delitti quali devastazione e saccheggio anche al di fuori di manifestazioni sportive (ritornerebbe così in auge un vecchio progetto, su cui la sinistra si era divisa, relativo alle manifestazioni no-Tav)". Ed ecco come il monumento mediatico a Genny ‘a carogna ci regalerà lo spunto per intervenire sulle manifestazioni politiche. E infine, tenetevi forte, arriva il meglio: "La terza novità è il Daspo preventivo anche nei confronti di chi si è reso protagonista di atteggiamenti di minaccia o di intimidazione".

La vogliamo proprio leggere, una norma che codifica gli "atteggiamenti di minaccia o di intimidazione". Basterà un'occhiata storta, un gesto "sbagliato", una postura bullesca?
Che la sedicente "risposta dello Stato" alla "vergogna di sabato sera" sia nettamente pretestuosa lo provano diversi indizi. Il primo è il tentativo maldestro di alcuni prefetti a rischio taglio per la Spending Review di Pittibimbo, di ritagliarsi chissà quale ruolo.

Il secondo è la considerazione che Gastone aveva il Daspo da anni, allo stadio non ci poteva entrare e infatti non ci entrava (però, chissà perché, ha scelto l'esterno per la sua serata di follia). Il terzo è che i famosi capi della tifoseria giallorossa che bloccarono un derby 10 anni fa se la sono cavata con la prescrizione, simbolo di uno Stato che fa ridere i polli. Anzi, per dirla con le parole del Viminale, di uno Stato che ingiuria e minaccia se stesso.

2 - A NOI LA PANZA, A VOI LA "DEVIANZA"
Ancora due commenti, ma di gran classe, sulla storia degli stadi. Il primo è di Johnny Riotta, uno che ha viaggiato, sulla Stampa: "La Repubblica italiana ha progressivamente ceduto il controllo di territori nazionali, il potere, a minoranze faziose, organizzate, estremisti politici, ultras del calcio, criminalità organizzata, devianze e soggetti eversivi".

E dopo aver fatto questo bel mischione, ecco l'auspicata riposta dello Stato: "Le forze dell'ordine hanno da tempo proposte, in parte di repressione in parte di bonifica sociale, per contrastare la rivolta ultras" (pp. 1-25). Non sappiamo se rabbrividire di più per la "repressione" o per "la bonifica sociale". Forse la seconda, visto che coniuga malignamente un termine positivo come "bonifica".

Il secondo commento lo firma il compagno Beppe Severgnini, noto facinoroso, che sulle colonne di un foglio super-libertario del Corriere della Sera propone: "Bisogna abolire qualsiasi reticolato, transenna, ingresso separato, treno speciale, presenza massiccia delle forze dell'ordine (hanno di meglio da fare). Lo stadio è una festa e alle feste non si va scortati dalla polizia".

Poi ricorda che gli inglesi hanno debellato gli hooligan con "processi per direttissima negli stadi, pene proporzionate, rapide, certe. Invece in Italia le pene sono sempre teoricamente drammatiche, praticamente lentissime, assolutamente incerte". E poi l'appello finale, assolutamente condivisibile, a Matteo Renzi e al suo governo: "Basta scenografie di guerra preventiva, basta impunità, nessuna nuova legge: basta e avanza il codice penale. Basta volere" (p. 1).

3 - PERCHE' DOVEVANO ANDARSENE (SEMMAI...)
Sabato sera, allo stadio Olimpico, è stato sonoramente fischiato l'inno nazionale. Da un punto di vista istituzionale e politico è questa, semmai, la ragione per la quale il signor Presidente del Consiglio, il signor presidente del Senato e i signori ministri presenti in una tribuna non casualmente chiamata "Autorità" avrebbero dovuto immediatamente abbandonare la poltroncina.

E invece il solito cordone sanitario dei giornaloni di Lor signori finisce per apprezzare e benedire la scelta "responsabile" di restarsene lì, a guardare la partita gratis. Emblematico, per tutti, il titolo di colonnino agiografico del Corriere: "La decisione di Renzi: ‘Io non lascio il campo a chi non rispetta la legge" (p. 6)

4 - BERLUSCONI SI CREDE "IL PADRE DELLA PATRIA" (E IL FIGLIOCCIO CHI E'?)
E visto che Pittibimbo "non lascia il campo a chi non rispetta la legge", veniamo al suo socio di riforme, il condannato Berlusconi Silvio. In tv dalla compagna Annunziata, l'ex Cavaliere e anche ex Banana (per volere di Brunetta) le spara sempre grosse: "Il ‘momento eroico' di Berlusconi: alle Europee supereremo il 25%. Fase difficile, ma non sono depresso. ‘Diventerò padre della patria. La sinistra? Vuole una patrimoniale da 400 miliardi" (Corriere, p. 10). Sul Giornale di casa: "Berlusconi attacca Napolitano: ‘Mi consigliò di dimettermi'. L'ex premier torna a sottolineare il ruolo attivo del Colle nel 2011" (p. 6).

Poi passa Repubblica con l'estintore e comunica: "Senato, arriva il ‘lodo' che blinda le modifiche. E Renzi gela Berlusconi. ‘Il presidenzialismo adesso è una trovata elettorale'. Ma il premier dice che se ne potrà discutere più avanti. Pd, Fi e Ncd vicini all'accordo sulle novità che integreranno il testo base del governo" (p. 6).

4 - ASPETTANDO MARINA. MA ANCHE NO
"Primarie per Marina Berlusconi'. Nel partito fronda contro un affidamento automatico della leadership alla figlia dell'ex premier. Verdini: deciderà tutto Silvio, ma anche noi dobbiamo dire la nostra. Fitto interpreta gli umori di chi chiede una prova di consenso: ‘E' brava ma decidano gli elettori" (Repubblica, p. 9). Ma se Lui impone Marina, loro che fanno? Un'altra scissione? O vanno buoni buoni chi con Alfano, chi con la Meloni?

5 - LA MARCIA DI GRILLOMAO
Con il vento dei sondaggi in poppa e davvero poco da perdere, la campagna elettorale del Movimento Cinque Stelle fila via liscia: "Grillo: dopo la vittoria nelle Europee subito alle urne per le politiche. Il leader 5 Stelle ripropone il referendum sull'Euro: ‘Dopo le elezioni europee noi faremo un referendum sull'euro, costituzionale o no, anche solo consultivo. Non voglio delegare la mia sovranità. Il rapporto dei cittadini con lo Stato è solo attraverso la lettera di Equitalia che arriva a casa" (Stampa, p. 9).

6 - ROTTAMA QUESTI, SE HAI CORAGGIO
Alberto Statera racconta che il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, sia uscito "alquanto provato" da un incontro riservato con Renzie. Pare che il governatore abbia dovuto prendere atto che anche i signorotti di Via Nazionale dovranno ridursi, e di molto, lo stipendio, per scendere ai 240mila euro della "Norma Olivetti". Ma Visco avrebbe trovato anche un premier "molto informato" sulla politica di aggregazioni forzate delle banche sul territorio che Bankitalia sta perseguendo come un carrarmato, "tra accuse più o meno fondate di favoritismi".

Ultimamente, la Popolare di Spoleto è stata per esempio pilotata nelle braccia del Banco Desio, che a sua volta di problemi ne ha avuti parecchi, e ora ci sono polemiche su come Banca Etruria sia avviata a "nozze riparatorie" con la Popolare di Vicenza di Gianni Zonin. Sulla materia, scrive Statera, Pittibimbo avrebbe un informatore privilegiato in Maria Elena Boschi, il cui papà Pier Luigi è un esponente della cooperazione bianca ed è nel cda di Banca Etruria (Affari&Finanza di Repubblica, p. 5).

7 - MA FACCE RIDE!
Repubblica intervista Patrizio Bertelli sulle disparità di ricchezza ("Giusto redistribuire soldi ma non ha senso accusare i ricchi", p. 11) ed è la fiera delle banalità. Ma alla fine Mister Prada, nel goffo tentativi di difendere l'euro, si affida a un argomento suicida: "Pensi soltanto ai benefici che i bassi tassi di interesse hanno portato ai detentori di un mutuo dal 2000 fino a oggi". Il problema non sono gli interessi sul mutuo. Il problema è ottenerlo, un mutuo. Oppure non essere costretti a vendersi la casa, o non farsela prendere dalla banca.

8 ¬ - UN'ANNATA MERAVIGLIOSA
Bisogna andare sul CorrierEconomia per capire il motivo di una generale apertura dei grandi capitalisti italiani a una qualche patrimoniale (sempre che non colpisca all'estero, per carità): "Borsa. Benetton e Del Vecchio ringraziano Piazza Affari. Nel 2014 incasseranno oltre 230 milioni di dividendi, poi i Rocca. Alle 40 famiglie cedole per 1,7 miliardi. Al netto delle operazioni straordinarie, le grandi dinastie ottengono il 16% in più".

Al sesto posto i Berlusconi, al decimo i Della Valle, al dodicesimo gli Agnelli (p. 2).
Sul Giornale, Nicola Porro ricorda: "Gli Agnelli pagano meno delle casalinghe. E' sempre più evidente che la tassazione sulle rendite finanziarie, in realtà è una tassa bella e buona sul risparmio" (pp. 1-23).

 

RENZI E MALAGO coppa italia foto di stasi gmt HAMSIK E GENNY coppa italia foto di stasi gmt COPPA ITALIA, INVASIONE DI CAMPOSchermata alle Schermata alle Schermata alle DELLA VALLE E MALAGO coppa italia foto di stasi gmt RENZI TIFOSO VIOLA ALLO STADIOtotti e l'ultra' "gastone"ALFANO E RENZI ed df e fbac d Gianni Riotta FERRUCCIO DE BORTOLI BEPPE SEVERGNINI A BAGNAIA BERLUSCONI E ANNUNZIATA confalonieri con marina e piersilvio berlusconi raffaele fitto silvio berlusconi

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