TOTI RICICLATI – LE PRIME NOMINE DEL PUPONE PRESTATO ALLA LIGURIA SONO UNA DELIZIA: RINVIATI A GIUDIZIO, MANAGER PRIVATI IN CONFLITTO D’INTERESSE, EX MORATTIANI SENZA LAUREA E IL BRACCIO DESTRO DI INCALZA ALLE INFRASTRUTTURE

Jacopo Iacoboni per “la Stampa

 

maria stella gelmini e giovanni totimaria stella gelmini e giovanni toti

Venerdì sera, al padiglione Peck dell’Expo a Milano, c’è stata una bella tavolata. Giovanni Toti e Roberto Maroni hanno celebrato il matrimonio Forza Italia-Lega ligure-lombardo, con politici, imprenditori, alti funzionari di società partecipate, ma anche vecchi arnesi e riciclati. C’erano Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, c’era Paolo Romani, c’erano imprenditori pesanti come Gabriele Volpi e Aldo Spinelli, i presidenti di un paio di autorità portuali. Doveva esserci anche Silvione, ma è volato in Crimea dall’amico Putin. Ubi maior. S’è mangiato insalata di pesce e pane nero, ravioli di patate di Pignone al pesto, rombo ai pinoli, si son bevuti gradevoli bianchi liguri. Toti ha detto: «Questa cena rappresenta la Liguria che vorremmo costruire». E in effetti. La stanno costruendo.

 

S’è aperta la stagione di caccia delle nomine. Filse, autorità portuale, protezione civile, società informatica della Regione, posti dove girano molti soldi, si gestisce consenso, si sperimentano patti e alleanze compensatorie romane. Il Pd del sistema-Burlando era stato sbaragliato per essersi costruito su reti trasversali di rapporti ventennali? Bene, ecco come esordisce Forza Italia.

giovanni toti matteo salvini giorgia meloni quagliariellogiovanni toti matteo salvini giorgia meloni quagliariello

 

Prima nomina, in Filse, la potente finanziaria della Regione (quella dove il M5S ha piazzato consigliere il commercialista amico di Grillo): Toti (ma soprattutto la Lega) ha voluto presidente Pietro Codognato Perissinotto, 68 anni, lungo curriculum, vasta esperienza di cda nel nord est, per lo più banche. C’è un piccolo particolare, che ai rinnovatori, leghisti liguri e forzisti, non dev’esser parso influente: il neopresidente della finanziaria che guiderà gli investimenti regionali è un uomo rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta (per il crac di Fadalti, in Friuli, era stato commissario liquidatore di quell’azienda).

 

Toti è sicuro, «verrà assolto, è solo rinviato a giudizio». Politicamente imbarazza anche il lungo lavoro del neopresidente in Banca Aletti, nove anni, l’istituto di cui si serviva anche Francesco Belsito, ex tesoriere leghista, per i suoi investimenti in Cipro e Tanzania.

giovanni toti matteo renzigiovanni toti matteo renzi


Seconda perla: Forza Italia ha voluto come amministratore unico di Liguria Digitale, la società informatica della Regione, Marco Bucci. Bucci però è un alto dirigente di Carestream Health, una società del settore che ha in mano contratti milionari con le Asl, e tra poco parteciperà a gare d’appalto dell’Agenzia sanitaria regionale, che però è socia di Liguria Digitale.

 

Il sospetto di conflitto d’interessi è forte. Il centrodestra ha dovuto votare delle delibere-papocchio per eliminare le cause di incompatibilità per dirigenti e manager d’azienda (ne rimane una). La terza perla riguarda la Protezione civile, posto decisivo, in Liguria. Bene, il prescelto qui è Leonardo Cerri. E chi è? Un ripescato che già nel 2010 finì al centro di uno scandalo perché Letizia Moratti lo indicò per la Protezione civile lombarda. I morattiani lo qualificarono, nei documenti formali, come «dottore»: ma lui dottore non è, e non potrebbe quindi neanche ricoprire il ruolo.

 

giovanni totigiovanni toti

Senonché, equanime, Toti guarda anche a Renzi. Dal centrodestra ci raccontano che vorrebbe nominare, all’Autorità portuale, il consigliere di Matteo Renzi sulla portualità, Maurizio Maresca; anche se Maresca nega. Dulcis in fundo, ci sarebbe da piazzare Paolo Emilio Signorini, il numero due di Ettore Incalza alle Infrastrutture, il suo erede, che gli sarebbe succeduto se la struttura non fosse stata soppressa. Toti ci pensa: leverebbe una grossa grana al governo, dando a Signorini il potente incarico di segretario generale della Regione. E poi dicono: spazziamo via le reti di potere del Pd.

giovanni toti e siria magrigiovanni toti e siria magri

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…