UN PO’ JOBS UN PO’ MARPIONNE E UN PO’ BANANA - XAVIER NIEL, SETTIMO UOMO PIU’ RICCO DI FRANCIA, FONDATORE DEL PRIMO PROVIDER INTERNET E DELLA “FREE” CHE STA SBARAGLIANDO FRANCE TELECOM NEI TELEFONINI, E’ SOPRATTUTTO UN ROBIN HOOD CHE SI BATTE PER CAMBIARE IL SISTEMA CONTRO I FIGLI DI PAPA’ CHE HANNO STUDIATO ALL’ENA (COME HOLLANDE) - INSIEME A PIGASSE (AMICO DI JACARANDA FALCK) E BERGE’ (MOROSO DI SAINT LAURENT) HA MESSO 100 MILIONI NEL ‘’MONDE’’ RISANANDOLO MA HA CACCIATO A CALCI IN CULO I POLIGRAFICI, E TAGLIATO LE 46 (!) AUTO BLU DEI REDATTORI…

LA PUBBLICITA' CON IGGY POP - http://www.youtube.com/watch?v=6h2QZYPmp7Y
Michele Masneri per "IL" del Sole-24Ore



È quanto di più simile a Steve Jobs l'Europa abbia prodotto, Xavier Niel (pronuncia: Nièl), settimo uomo più ricco di Francia (con 3,1 miliardi di euro di patrimonio), elefante in cristalleria del capitalismo francese. Ha salvato Le Monde, ha contribuito alla sconfitta di Nicolas Sarkozy, è accusato di far parte della sinistra "bling bling" proHollande.

Il dieci gennaio con la sua Free Mobile è sbarcato sul mercato della telefonia cellulare con offerte stracciate che hanno gettato nel panico i concorrenti; e con uno stile ormai tipico del personaggio. Su Twitter ha scritto tre versi della Chanson d'automne di Paul Verlaine: "I lunghi singhiozzi / dei violini / d'autunno / mi feriscono il cuore / con un languore / monotono". Sono gli stessi che Radio Londra mandò in onda nel 1944, messaggio in codice per annunciare lo sbarco in Normandia.

L'ossessione di questo quarantaquattrenne imprenditore immaginifico è quella di liberare il capitalismo francese dai fils à papa che «hanno studiato tutti nelle stesse scuole, che possiedono tutto e non fanno niente» come dice in questa conversazione con IL.

Rappresentante perfetto di questo mondo è Martin Bouygues, imprenditore amico dell'ex presidente Sarkozy; disse che Niel e i suoi fan sono «tribù di zingari accampati sotto al mio castello». Niel il giorno del lancio ha fatto parcheggiare un enorme camion con la scritta "Non siamo zingari" sotto l'ufficio di Bouygues.

«È assurdo che ancora oggi le compagnie facciano pagare due cose così cheap come la voce e gli sms», sostiene oggi, teorizzando una rivoluzione in arrivo in cui sarà tutto gratis tranne la broadband portatile. Tutti intanto tremano.

Niel di rivoluzioni ne ha già fatte almeno un paio, comunque. La prima portando internet in Francia. Dopo aver lasciato perdere (come Steve Jobs) l'università, dopo un'infanzia normale nella periferia sudest di Parigi (il papà informatore sanitario, la mamma ragioniera), ha sfruttato il precursore della rete e inventato "Minitel rose", sistema di messaggistica semi-hot.

Nel 1993 costituisce il primo provider web di Francia, Worldnet, che rivenderà nel 2000 poco prima dello scoppio della bolla internet, per 40 milioni di euro. Con quei soldi ha creato Free, che per prima ha offerto il triple play, cioè web, telefono e televisione insieme (una cosa che in America sarebbe arrivata soltanto cinque anni dopo).

Freebox, cioè la scatola che permette di gestire tutti i servizi di Free, l'ha fatta disegnare a Philippe Starck; l'ossessione del dettaglio è un'altra caratteristica che lo accomuna a Jobs. Ciò che lo rende molto diverso è invece lo scarso ascetismo: a parte la pancetta malcelata dietro la camicia bianca e i jeans neri, i capelli un po' alla De Michelis prima maniera e una simpatia abbastanza contagiosa, Niel è stato arrestato in passato per "proxénétisme", cioè sfruttamento della prostituzione, perché azionista in due locali a luci rosse, il New Sexe Paradis di Parigi e il Live Peep Show di Strasburgo; locali in cui ha mantenuto modesti interessi anche quando era già sulle copertine dei giornali. Un nonsense. «Ho pagato i miei conti, ho fatto delle sciocchezze», ammette oggi, dando l'impressione di uno che non si cura molto di quello che gli altri pensano di lui.

La fama di pornografo sarà utilizzata dal suo grande antipatizzante, l'ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, quando Niel decide nel 2010 di compiere l'altra rivoluzione, quella di salvare il pericolante quotidiano dell'intellighenzia francese, Le Monde. Niel è la colonna di una cordata di imprenditori molto radical-chic che investendo 100 milioni di euro rilanciano il giornale; accanto a lui Pierre Bergé, storico partner di Yves Saint Laurent, e Matthieu Pigasse, numero uno di Lazard e proprietario del giornale punk-chic Les Inrockuptibles.

Il terzetto Bnp (Bergé, Niel, Pigasse) viene osteggiato dall'Eliseo. «Ma via, vogliamo davvero affidare Le Monde a quel tipo dei peep show?» dice il presidente. «Detto da lui, è un complimento», risponde oggi Niel. Intanto Le Monde rinasce: perdeva 10 milioni di euro all'anno, oggi ne fa 6 di utili. Grazie soprattutto a drastici tagli dei costi: via le auto blu (46), ridotti i benefit, messo all'asta perfino un castello scovato tra le pieghe dei bilanci. Nessun redattore licenziato, però, precisa oggi Niel.

Falcidiati invece i poligrafici: scivoli salariali per il 50% dei 260 addetti, riordino delle tipografie (in Francia la stampa costa il 40% in più della media europea). Risultato: mentre molti stanno chiudendo (France-Soir, La Tribune), Le Monde va bene, naturalmente grazie anche a un'aggressiva presenza su internet. «Certo, ci sarà sempre qualcuno che vorrà la carta, ma si tratta di produrre intelligenza, poi il supporto non ha molta importanza - dice oggi Niel -, e comunque fare un giornale cartaceo costa 4 volte un giornale digitale».

Niel (insieme a Pigasse e Bergé) è stato accusato di far parte di una sinistra bling bling che parteggia per Hollande. Ma lui (a differenza dei suoi due soci) dice di non essere né di sinistra né di destra, anche se, sorride, essere un po' di sinistra gli converrebbe. La politica la trova una cosa da cui stare lontano. Pigasse dice di lui che è «un corsaro e un libertario».

La sua politica rimane la lotta all'establishment; ha creato l'Ecole européenne de métiers de Internet (Eemi), prima università per imprenditori high-tech, sorta di anti-Ena, storica fucina degli ottimati francesi da cui proviene lo stesso Hollande. Poi c'è Kima Ventures, fondo che investe in start up (due alla settimana, 100 all'anno); e infine il progetto per abolire la legittima.

In Francia, dice, non è possibile lasciare tutto il proprio patrimonio a un'associazione o una fondazione, una quota comunque va ai parenti. E non va bene. Ai suoi due figli andrà già in eredità, dice, la straordinaria educazione che i suoi soldi hanno permesso. Oltre ai diritti di My Way, comprati qualche anno fa. «Non è una bellissima canzone?», ride; e come manifesto è abbastanza coerente.

 

xavier niel xavier niel free xavier niel Xavier Niel xavier niel MATTHIEU PIGASSE MATTHIEU PIGASSE JACARANDA FALCK CARACCIOLOMartin BouyguesNICOLAS SARKOZY

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…