draghi meloni

POI DICI CHE FRATELLI D’ITALIA NON HA LE SUE RAGIONI PER STARE ALL'OPPOSIZIONE: “IL GOVERNO? UN MINESTRONE MEDIOCRE” - GIORGIA MELONI RANDELLA “L’ESECUTIVO DEL COMPROMESSO” - “GOVERNO DEI MIGLIORI? CON SPERANZA A COMPLETARE LA LISTA DELLA SPARTIZIONE PARTITOCRATICA CON MANUALE CENCELLI ALLA MANO? INIZIA A DISVELARSI IL VERO VOLTO DI UN GOVERNO CHE..."

Fabrizio De Feo per “il Giornale”

 

GIORGIA MELONI

«Il nuovo governo? Un compromesso che non rassicura». Mario Draghi si arma di ago e di filo e realizza una tessitura politica che tiene insieme vecchie e nuove anime governative. Un esercizio di rinnovamento certamente meno deciso rispetto alle previsioni per un esperimento di coabitazione tra diversi che ha pochi precedenti.

 

La lettura della squadra di governo segna il fischio d' inizio di una partita che Fratelli d' Italia giocherà fuori dal campo di gioco, ma alla quale il partito di Giorgia Meloni spera di poter partecipare con un contributo «esterno» e una opposizione responsabile.

Di certo la prima impressione è che si sia badato più alla sostanza - vedi governabilità - che sul bel gioco.

 

MATTARELLA DRAGHI

Il giudizio sui nomi scelti per il nuovo governo, comunque, non è positivo. «Ci aspettavamo scelte di alto livello» dicono dal partito. «Così non è stato, il rischio di aver prodotto un minestrone mediocre c' è tutto. Un banchetto dei partiti sul ponte del Titanic». Il focus nei commenti si concentra inevitabilmente proprio sullo iato troppo ampio tra premesse, speranze e risultato finale della composizione della squadra.

 

«Le grandi aspettative degli italiani sull' ipotesi di un governo dei migliori in risposta all' appello del capo dello Stato per fare fronte alla drammatica situazione dell' Italia si infrangono nella fotografia di un esecutivo di compromesso che rispolvera buona parte dei ministri di Giuseppe Conte», commenta Giorgia Meloni (nel tondo).

 

delegazione di fratelli d italia dopo le consultazioni con draghi 2

«Come dimostra la casella strategica del ministero del Lavoro affidata al Pd, i nostri timori di un governo ostaggio della sinistra vengono confermati. Sono convinta più che mai che all' Italia serva un' opposizione libera e responsabile». Diversi esponenti si affidano all' ironia. Francesco Lollobrigida, ad esempio, definisce gli ingredienti del cocktail Draghi ed enuncia la ricetta per la sua preparazione.

 

«Prendi i 2/3 del Conte I, aggiungi metà del Conte II, un pizzico di governo Berlusconi, spolverata di Governo Renzi e un pugno di tecnici a coprire il tutto. Qualche trasformista q.b. (quanto basta, ndr). Frullare tutto e versare in faccia agli italiani che hanno votato tutt' altro». C'è chi lancia un richiamo all' identità e alla scelta in controtendenza. «Orgogliosi di stare fuori da questo governo» dice Chiara Colosimo. E chi mutua le parole di Totò come Carlo Fidanza. «Lo chiamavano il governo dei migliori. Ma mi faccia il piacere».

 

giuseppe conte roberto speranza

E poi c' è chi punta il dito sulle inattese conferme. «Governo dei migliori? Con Speranza a completare la lista della spartizione partitocratica con manuale Cencelli alla mano? Inizia a disvelarsi il vero volto di un governo che, secondo i fondati timori di Fdi, nasce più dalla bulimia di potere dei partiti che per fronteggiare la pandemia» dice Andrea Delmastro. «La presenza di Speranza segna la più incredibile e infausta continuità con tutti gli errori del precedente governo che ha tentato di essere il termometro della crisi e mai la medicina».

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...