PARIGI, ARCORE - LA POLTRONA DI SINDACO DELLA CAPITALE FRANCESE È UNA CORSA TRA LA “MAGHREBINA” RACHIDA DATI E LA “SPAGNOLA” ANNE HIDALGO - LE DUE, GUARDA CASO, HANNO UN PASSATO DI LENZUOLA “CHIACCHIERATE”: ALLA PRIMA È ATTRIBUITO UN INTENSO AMORE CON SARKO-FAGO, ALLA SECONDA UNA LIASON CON “BUDINO” HOLLANDE - BUNGA PARISIENNE: SE LA DAI AL PRESIDENTE VAI A FARE IL SINDACO, NON IL CONSIGLIERE REGIONALE…

Massimo Nava per il "Corriere della Sera"

Una «spagnola» o una «maghrebina» alla guida di Parigi. Se otterranno la designazione dai rispettivi partiti, la socialista Anne Hidalgo e la gollista Rachida Dati si sfideranno nel 2014 per la conquista dell'Hotel de Ville, il palazzo più ambito e prestigioso dopo l'Eliseo. La Hidalgo, sposata, tre figli, è nata a Cádiz, in Andalusia, ed è emigrata in Francia, nella regione di Lione, con i genitori spagnoli. La Dati, single, una figlia, è nata in Francia da padre marocchino e madre algerina, ed è cresciuta, con dieci fratelli e sorelle, nella banlieue.

Vicine alla cinquantina, sono anche facce relativamente nuove e giovani per la politica. Anne ha lavorato nel partito e nelle istituzioni locali. Attualmente è vice sindaco. Succederebbe a un'altra personalità che ha scosso la scena politica francese, il sindaco Bertrand Delanoë, il quale ha pubblicamente dichiarato la sua omosessualità ed è protagonista in prima linea di battaglie per i diritti della persona.

Rachida è sindaco del VII arrondissement di Parigi, dopo una parentesi come ministro della Giustizia e l'elezione a Strasburgo, incarico che l'ha tenuta alla larga - controvoglia - dalla politica nazionale. Fra i tratti comuni delle candidate ci sono anche eleganza, bellezza, fascino e immancabili pettegolezzi sul web, che attribuiscono alle due signore un vecchio flirt rispettivamente con il presidente Hollande (Anne) e con l'ex presidente Sarkozy (Rachida), ma questo è appunto gossip, diffusosi anche perché, nel caso della Hidalgo, corroborato da una maldestra diffida nei confronti di Twitter.

Entrambe dimostrano grande determinazione. Nella Parigi ecologica e bohémienne dove i socialisti governano da due legislature, il compito per la Hidalgo è più facile. È favorita contro qualsiasi candidato della destra e rischia soltanto la concorrenza, non ancora ufficiale, della giovane ministro verde Cécile Duflot, 37 anni.

Più complicata la scommessa per la Dati, che non suscita adesioni unanimi nel popolo della destra e deve togliere di mezzo, alle primarie, concorrenti agguerriti come François Fillon (anche se l'ex premier potrebbe rinunciare per puntare alla presidenza del partito) e l'ex ministro Jean-Louis Borloo o vedersela con un'altra donna, Chantal Jouanno, anch'essa ex ministro, molto vicina a Sarkozy ed ex campionessa di judo.

La lotta politica resta feroce, dentro e fuori i partiti. La sinistra è specialista nel dividersi quando sta al governo. La destra quando passa all'opposizione. Ma il ricambio c'è. Per quanto rivali, le candidate della sinistra e della destra hanno infatti molti tratti comuni che riassumono una certa capacità della Francia di rigenerare e selezionare la propria classe dirigente politica, con maggiore attenzione, in nome della parità, alle donne, ma anche «pescando» fra personalità di origine non francese e relativamente nuove, senza cioè un infinito curriculum d'incarichi e legislature alle spalle.

La battaglia per la presidenza del partito socialista vede protagonisti due figli dell'immigrazione, Harlem Désir e Jean-Christophe Cambadélis. Va detto che per le donne e per i figli degli immigrati il percorso non è semplice nemmeno in Francia. Ed è ancora in salita. Ma i passi avanti sono stati fatti. Non soltanto in politica. Basti pensare ai volti della televisione o a incarichi in vari ambiti.

Le prime svolte importanti si sono viste durante la presidenza Sarkozy, il quale volle marcare di «diversità» il suo governo, di cui proprio Rachida fu l'immagine esemplare. Il governo di Hollande è nato all'insegna dell'assoluta parità (17 donne e 17 uomini, record nella storia dei governi francesi), della diversità (sette membri di origini etniche e culturali diverse) e anche della carta d'identità: età media 53 anni (con sette membri sotto i 40 anni).

Ma questo non è un record per la Francia: già nel 1965 il presidente Pompidou abbassò la media a 48 e nel 1995 Chirac arrivò a 49. Quanto al ricambio generazionale, basti ricordare che il presidente Hollande ha 57 anni e il suo predecessore Sarkozy (salvo riapparizioni) è a riposo a 56. E come dimenticare che Giscard d'Estaing salì all'Eliseo a 48?

 

 

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