POTENTE E PREPOTENTE - ADESSO TUTTI GLI EX COMUNISTI SONO IMPAURITI DAL DECISIONISMO DEL ROTTAM'ATTORE - CUPERLO: "RENZI VUOLE COMANDARE E BASTA"

Da "la Repubblica"

Ristorante lucano Il Grano, dietro il Senato. Musi lunghi e rabbia. S'infilano in una saletta 20 dirigenti della minoranza. È appena finita la direzione. «Matteo è un arrogante. Vuole comandare e basta. Il rischio è che nel Pd non ci sia più libertà», dice Cuperlo.

A modo suo è furioso. Lo schiaffo di Renzi è ancora fresco. «Parli delle preferenze ma tu sei stato eletto nel listino bloccato», ha detto nel pomeriggio il segretario. In streaming. «Mi aveva promesso che sarei stato libero di criticare. "La massima agibilità politica, Gianni. Non ti preoccupare, accetta la presidenza, teniamo unito il partito". Erano chiacchiere», ricorda il presidente del Pd.

Un mese soltanto e il patto è saltato. «Sono già ex», insiste Cuperlo nella sala riservata del locale. «Mi dimetto », annuncia,. «E non so davvero come potremo andare avanti tutti insieme. Lo dobbiamo fare. Ma l'allarme c'è. Con la delegittimazione politica e personale di chi dissente non si fa molta strada insieme». Cuperlo non evoca la scissione. Ma il tema c'è. Può emergere in qualsiasi momento anche se la forza dell'area cuperliana è ridotta e al suo interno le divisioni sono evidenti.

Il freddo Cuperlo è colpito. Si aspettava un segnale da Renzi. Lunedì notte o ieri mattina. Una telefonata di scuse. La presa di distanza pubblica da quei renziani che ne avevano chiesto le ancora prima dello scontro frontale con il segretario. Niente. Silenzio assoluto. Il sindaco non ha mai chiamato. I suoi non hanno fatto marcia indietro. È arrivata invece la chiamata di Enrico Letta: «Pensaci bene, non mollare». Lo farò, ha risposto Cuperlo. Pensare intendeva. Determinato ad andare fino in fondo. «Questa aggressività è
dura da digerire».

Il problema è che le truppe degli anti-Renzi, dei contrari al patto sulla legge elettorale stretto con Forza Italia e Nuovo centrodestra vanno organizzate, guidate. In Parlamento e nel partito. Altrimenti il decisionismo del sindaco asfalterà tutto il dissenso. In segreto, senza strombazzamenti e senza telecamere, Massimo D'Alema lunedì mattina ha fatto visita a Pier Luigi Bersani.

Entrando da un ingresso secondario dell'ospedale di Parma, l'ex premier è salito nella stanza dell'ex segretario che proprio ieri è tornato a casa. Dunque, Bersani sta bene e ha potuto parlare a lungo con D'Alema. I due si salutavano a stento, da sette mesi a questa parte, dai giorni del voto per l'elezione del presidente della Repubblica. L'operazione al cervello di Bersani li ha riavvicinati. Ma non solo.

C'è una storia da difendere, quella della sinistra post comunista. Una storia alla quale Renzi non fa sconti e dalle primarie è uscita con le ossa rotte. Bersani adesso è a riposo a Piacenza. Si rivedranno presto, a Roma. L'influenza dei due però conta sui gruppi parlamentari. «Daremo battaglia a viso aperto sugli emendamenti alla legge elettorale», avverte Alfredo D'Attorre, bersaniano.

Al vertice del ristorante il Grano ci sono Andrea Orlando, Barbara Pollastrini, Davide Zoggia, Stefano Fassina, Maurizio Martina e altri. La strategia è quella di un raccordo con Alfano e Scelta civica. «Se fanno sul serio, contro le liste bloccate e sul premio di maggioranza, i voti per cambiare l'Italicum si trovano», è il ragionamento della minoranza. Cuperlo annuisce, nella riunione a cena. «Ditemi voi cosa devo fare».

Non dimetterti, è la richiesta dei più. «Impossibile fare finta di niente», ribattono altri. L'ex presidente ha già deciso. «Parlamento e partito per Renzi sono dei passacarte. No, non posso rimanere al mio posto». I cuperliani ora vogliono rifiutare altre offerte di collaborazione. «Si è capito che con Matteo non c'è spazio per la critica. Che c'è un vincolo tra carica e l'adesione alle tesi del segretario - commenta D'Attorre -. In queste condizioni chi di noi può accettare la presidenza? A Renzi direi: più sintonia con il popolo dell'8 dicembre e meno sintonia con Berlusconi».

E la scissione? Tutti dicono che la scissione «non sta né in cielo né in terra». A cominciare da Cuperlo. Non ci sono le condizioni. Eppoi le divisioni interne sono lampanti. Matteo Orfini non condivide l'Aventino della minoranza. Si dice che Orlando, altro Giovane turco, potrebbe essere il nuovo presidente, secondo l'identikit disegnato dal segretario: «Non dev'essere uno dei miei stretti».

Girano anche i nomi di Guglielmo Epifani e di Walter Veltroni, nell'ottica del fondatore del Partito democratico. Cuperlo non interviene sul futuro, almeno per il momento. Riunisce di nuovo la sua area alle 2 di ieri pomeriggio alla Camera. Comunica la sua decisione finale, con un sorriso. Ma non può ritirarsi. «Dobbiamo fare la battaglia sulla legge elettorale e sul governo. Per il patto di coalizione e per un eventuale Letta bis». Si parte in svantaggio, ma il match nel Pd è solo agli inizi.

 

CUPERLO RENZI CIVATI CONFRONTO SKYTG RENZI CUPERLO CIVATI PITTELLA TOCCA LA PANCIA DI RENZI IL SALUTO TRA RENZI E BERSANI Alfredo DAttorreGuglielmo Epifani Walter Veltroni Laura Boldrini Eugenio Scalfari e Sergio Chiamparino jfl 38 veltroni epifani

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...