mario centeno giuseppe conte

“LAVORIAMO SUI CORONABOND” - IL PRESIDENTE DELL’EUROGRUPPO, MARIO CENTENO, DÀ UN’ALTRA SPALLATA AL FRONTE DEI FALCHI: “VEDO FORMARSI UN LARGO CONSENSO. TUTTI GLI STRUMENTI DEL MES SONO LEGATI A CONDIZIONI, MA IL FONDO È PRONTO A SGANCIARE LE SUE LINEE DI CREDITO DALLA LOGICA DELLA CRISI DEI DEBITI SOVRANI. NON AVREBBE SENSO ABBINARE IL SOSTEGNO ALLA CRISI DA PANDEMIA A UN PROGRAMMA DI PRIVATIZZAZIONI O A UNA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO. LE CONDIZIONI DEVONO ESSERE LEGATE AL VIRUS”

Alberto D’Argenio per “la Repubblica”

 

MARIO CENTENO

«I numeri sono del tutto sconvolgenti, stiamo vivendo la peggior recessione da 70 anni. Negli Stati Uniti in 15 giorni sono stati chiesti 10 milioni di sussidi alla disoccupazione: senza un piano di ripresa coraggioso non possiamo escludere dati simili anche da noi». Mario Centeno guarda alla prossima, cruciale, settimana: «Dobbiamo essere noi stessi il nostro Piano Marshall». Il presidente dell' Eurogruppo cerca l'accordo («vedo largo sostegno») sulle nuove misure d' emergenza da oltre 500 miliardi alla riunione dei ministri delle Finanze di martedì. Due giorni dopo toccherà ai leader.

 

Nel confronto sulla risposta a lungo termine alla crisi sarà inevitabile parlare di Eurobond.

«Non dobbiamo essere diffidenti verso espressioni come Coronabond senza una discussione adeguata», confida il portoghese a un gruppo ristretto di quotidiani europei. Ai quali indica che la proposta francese di un Fondo temporaneo contro la crisi è «un terreno dove c' è margine di manovra».

 

EUROBOND

Presidente, che risultati prevede all' Eurogruppo?

«Proporremo un pacchetto di difesa della zona euro con tre misure: protezione dei debiti sovrani, sostegno alle imprese e ai lavoratori. Si tratta delle linee di credito del Mes (Fondo salva-Stati, ndr) aperte a tutti fino a 240 miliardi, la proposta che permetterà alla Bei di raccogliere fino a 200 miliardi e i 100 miliardi della Commissione per gli ammortizzatori sociali. Una rete di salvataggio da oltre 500 miliardi che si somma alle misure già prese dai governi e agli 870 miliardi della Bce».

 

Il pacchetto incasserà l'unanimità dei governi?

«Ci stiamo lavorando, vedo formarsi un largo sostegno».

 

Sul Mes ci saranno condizionalità?

Mario Centeno

«Tutti gli strumenti del Mes sono legati a condizioni, ma il Fondo è pronto a sganciare le sue linee di credito dalla logica della crisi dei debiti sovrani. Non avrebbe senso abbinare il sostegno alla crisi da pandemia a un programma di privatizzazioni o a una riforma del mercato del lavoro. Le condizioni devono essere legate al virus e nel lungo periodo i Paesi beneficiari, come gli altri, dovranno tornare in una situazione di sostenibilità dei conti. Disegnato così, chi si rivolgerà al Mes eviterà lo stigma dei mercati».

 

Per Conte, Macron e Sanchez il futuro della zona euro è a rischio.

«C' è molto in gioco, ma dobbiamo essere attenti quando descriviamo l' attuale situazione e le misure che stiamo disegnando. Non dobbiamo ripetere gli errori della scorsa crisi, dobbiamo concentrarci sulla risposta e continuare a lavorare. Di fronte a noi ci sono rischi e incertezza. Dobbiamo migliorare la nostra comunicazione. Ma ora vedo più attenzione su solidarietà e soluzioni comuni».

 

CONTE MERKEL SANCHEZ MACRON

Martedì i ministri guarderanno solo alla risposta immediata o parleranno anche di coronabond?

«Voglio una discussione aperta e all' altezza. Come detto, c' è sostegno al nuovo pacchetto di misure immediate e dobbiamo proseguire su questa strada con la mente aperta: dopo la crisi servirà denaro fresco per finanziare un piano di ripresa».

 

La Francia propone un Fondo speciale per la ripartenza.

«L'idea di emettere debito comune ha l'esplicito sostegno di alcuni governi, ma trova le resistenze di altri. Come presidente dell'Eurogruppo punto a forgiare un consenso, ma non sono una voce passiva: spingerò sempre per maggiore integrazione. Non dobbiamo mettere a rischio la possibilità di un consenso sul pacchetto d' emergenza. Quindi proseguiremo il dibattito sulla ripresa, proprio il focus della proposta francese che prevede un Fondo temporaneo complementare al bilancio Ue che grazie alle garanzie dei governi emetterebbe dei titoli. Non si tratta di eurobond, è una via di mezzo: è esattamente il terreno dove c' è margine di manovra».

Mario Centeno, ministro Portogallo

 

Questa crisi comporterà l' aumento dei debiti nazionali, compreso quello italiano: come pensa di gestire la situazione?

«Dobbiamo far sì che il prevedibile aumento del debito di tutti i Paesi sia una tantum, non diventi fonte di frammentazione e non ne ostacoli il finanziamento. Quindi assicurare scadenze di lungo termine e tassi di interesse bassi. Un modo sarebbe emettere debito comune tra un gruppo di Paesi, come suggeriscono alcuni governi. Dovrebbe essere indebitamento temporaneo, volto solo al contrasto della crisi, come propone la Francia».

 

La zona euro rischierebbe senza un piano di rilancio con Eurobond?

«C' è chi parla di Piano Marshall, ma questa volta deve essere finanziato dagli stessi europei. Siamo noi la nostra migliore e unica linea di difesa. Al contrario del dopoguerra, non ci sono gli Usa dietro di noi».

merkel macron conte

 

Teme che i sovranisti di estrema destra possano approfittare di una eventuale risposta inadeguata alla crisi per far saltare la Ue?

«Non vedo questo rischio, nessuna leadership politica dei nostri Paesi ha interesse in un collasso dell' Unione. Non dobbiamo entrare in una di quelle profezie che si autoavverano, ma dobbiamo guardare a soluzioni con la mente aperta. Non dobbiamo essere diffidenti verso espressioni come eurobond o coronabond senza una discussione adeguata. La comunicazione è un aspetto chiave e ci dobbiamo concentrare sulle soluzioni. Abbiamo creato 13 milioni di posti di lavoro dall' ultima crisi. Perderemo molti di questi in un solo trimestre, anzi in un solo mese. I numeri sono del tutto sconvolgenti. Non è il momento di pensare ai titoli di giornale».

lagarde merkel macron

 

Quanto sarà dura la crisi?

«Stiamo vivendo la peggior recessione da 70 anni a questa parte. Negli Stati Uniti in 15 giorni sono stati chiesti 10 milioni di sussidi alla disoccupazione ai quali si aggiungono coloro non hanno potuto accedervi. In Europa abbiamo ammortizzatori sociali che frenano la perdita di posti di lavoro nelle prime settimane, ma se non lanciamo un Piano di ripresa coraggioso le perdite si materializzeranno anche da noi. E non possiamo escludere cifre come quelle degli Usa. Ecco perché dobbiamo agire rapidamente a sostegno all' economia. Per farlo servono più Unione, più integrazione. Questo è il messaggio che deve arrivare dai leader» .

pedro sanchez e bedona sanchez

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...