luciana lamorgese roberto garofoli marta cartabia mario draghi

ALLA FINE DRAGHI SARÀ COSTRETTO A CHIUDERE LE PORTE GIREVOLI - IL PRESSING DEI PARTITI HA FUNZIONATO: IL PREMIER E LA MINISTRA CARTABIA HANNO DECISO DI CAMBIARE IL TESTO DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, IN PARTICOLARE LA PARTE SUL RIENTRO IN SERVIZIO DELLE TOGHE “PRESTATE” ALLA POLITICA: LA STRETTA SI APPLICHERÀ A TUTTI, COMPRESI I “TECNICI”, COME GAROFOLI E LAMORGESE, ENTRAMBI GIUDICI DEL CONSIGLIO DI STATO - LA BOZZA: IL SISTEMA ELETTORALE SARÀ MISTO, BASATO SU COLLEGI BINOMINALI E UNA DISTRIBUZIONE PROPORZIONALE DI 5 SEGGI A LIVELLO NAZIONALE

mario draghi marta cartabia 1

1 - BOZZA RIFORMA,CHI ELETTO IN POLITICA NON FARÀ PIÙ IL GIUDICE

(ANSA) - I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari che hanno ricoperto cariche politiche elettive (da parlamentare nazionale ed europeo, consigliere e presidente di giunta regionale, a consigliere comunale e sindaco) al termine del mandato "sono collocati in posizione di fuori ruolo presso il ministero di appartenenza oppure, per i magistrati amministrativi e contabili, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero sono destinati allo svolgimento di attività non direttamente giurisdizionali, né giudicanti né requirenti". Lo prevede la bozza della riforma del Csm oggi all'esame del Consiglio dei ministri.

il plenum del csm

 

2 - GIUSTIZIA: IN CORSO PRECONSIGLIO, PARTITI CHIEDONO PIÙ TEMPO

(ANSA) - Più tempo per "leggere le carte" e valutare le proposte di emendamento alla riforma del Csm: è quello che, secondo quanto si apprende, starebbero chiedendo i tecnici dei vari ministeri nel corso del preconsiglio, convocato questa mattina alle 8.30 per esaminare le "norme in materia di ordinamento giudiziario".

 

La riunione è ancora in corso e, dopo che già ieri i partiti avevano chiesto di poter approfondire, testi alla mano, il pacchetto messo a punto dalla ministra Marta Cartabia, anche i tecnici dei ministeri avrebbero rivolto a Palazzo Chigi la stessa richiesta. Il pacchetto dovrebbe approdare nel Consiglio dei ministri di oggi, previsto per le 9.30 ma al momento non ancora ufficialmente convocato.

 

3 - BOZZA RIFORMA, PER ELEZIONE CSM SISTEMA MISTO E NIENTE LISTE 
(ANSA)
- Un sistema elettorale misto, basato su collegi binominali, che eleggono cioè ciascuno due componenti del CSM, ma che prevede anche una distribuzione proporzionale di 5 seggi a livello nazionale. E' quello indicato nella bozza della riforma del Csm all'esame del Consiglio dei ministri. Non sono previste liste, ma candidature individuali. I componenti del Csm tornano come in passato a 30: 20 togati e 10 laici.

LUCIANA LAMORGESE ROBERTO GAROFOLI

 

 

4 - ALT DEI PARTITI, CAMBIA LA RIFORMA LA STRETTA PER LE TOGHE IN POLITICA RIGUARDA ANCHE CHI NON È ELETTO

Giovanni Bianconi per il "Corriere della Sera"

 

L'accelerazione del governo sulla riforma della giustizia per farla approvare al Consiglio dei ministri di oggi si scontra con l'altolà dei partiti. L'ultima grana riguarda la cosiddette «porte girevoli» tra politica e magistratura, cioè il rientro in servizio delle toghe dopo una parentesi in Parlamento o nei Consigli regionali o comunali, ma anche al governo, nazionale o locale che sia: ministri, sottosegretari, assessori.

 

roberto garofoli foto di bacco (1)

Alla fine la stretta si applicherà a tutti, proprio per le pressioni arrivate dal Parlamento e per una «coerenza» richiesta dallo stesso premier Draghi.

 

La proposta iniziale alle forze politiche dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia prevedeva il divieto di rifare il giudice o il pubblico ministero solo per le «cariche elettive», non per chi è chiamato a far parte di un esecutivo senza passare dalle urne.

 

mario draghi marta cartabia

Ma dopo l'allarme lanciato dal deputato di Azione Enrico Costa («un magistrato potrà tranquillamente fare l'assessore regionale, il ministro o il sottosegretario e tornare a fare il pm») si sono sollevati prima i grillini e poi Forza Italia: così non va. «Si tratterebbe di norme ad personam e ne abbiamo già avute abbastanza in passato», spiega la responsabile giustizia dei Cinque Stelle Giulia Sarti.

 

ENRICO COSTA

Alla quale si aggiunge il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani: «Se un magistrato decide di fare politica a qualsiasi livello, e viene eletto o fa il ministro o il sottosegretario, non può ritornare a fare il magistrato». Il riferimento a cariche di governo e norme ad personam riguarda Roberto Garofoli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (che ha discusso della riforma con la Guardasigilli), e la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, entrambi giudici del Consiglio di Stato.

 

GIULIA SARTI

Ma potrebbe estendersi ai capi di gabinetto e altre funzioni di stretta collaborazione con istituzioni politiche o amministrative. Tuttavia già nel disegno di legge dell'ex ministro della Giustizia pentastellato Alfonso Bonafede in discussione alla Camera (la riforma Draghi-Cartabia sarà un emendamento a quel testo) è prevista una norma transitoria per specificare che le nuove regole non sono retroattive, e dunque non si applicano a chi attualmente è fuori ruolo per questi motivi.

alfonso bonafede 2

 

Nessuna questione personale, dunque. Ma ormai la polemica s' era innescata e, ieri sera, si è arrivati alla proposta di limitazioni fino ai capi di gabinetto, per i quali ci sarebbe comunque un periodo di «decantazione». Con la speranza che la soluzione vada bene a tutti i partiti della maggioranza. Che comunque restano su posizioni diverse, anche perché si sta trattando materia scivolosa sul piano costituzionale.

 

giancarlo giorgetti mario draghi stefano patuanelli luciana lamorgese roberto garofoli marta cartabia

L'articolo 51 della Carta prevede che chi assume «funzioni pubbliche elettive ha diritto di conservare il suo posto di lavoro». Secondo la proposta Cartabia, i magistrati dovranno invece ricollocarsi presso uffici non direttamente coinvolti nei processi, poiché ne verrebbe comunque minata l'immagine di indipendenza.

 

Prevedere la restrizione anche a chi non partecipa a competizioni elettorali ma viene chiamato a collaborare per le proprie competenze tecniche, è un'ulteriore forzatura sulla quale era perplesso il Pd, che invoca comunque «paletti severi»: no alla contemporaneità tra carica elettiva e funzione giudiziaria, no a candidature nello stesso distretto in cui si è esercitata la funzione e «regole stringenti» per il ritorno in ruolo, ma nel rispetto della Costituzione. Problemi di costituzionalità vengono evocati anche per ciò che riguarda la riforma del Consiglio superiore della magistratura.

 

david ermini sergio mattarella al csm

L'ultima proposta di Cartabia prevede una legge elettorale della componente togata (che salirebbe a 20 consiglieri, mentre 10 diventerebbero quelli scelti dal Parlamento) secondo un sistema maggioritario binominale con una quota di proporzionale, per ridurre il peso delle correnti e garantire maggiore pluralismo e contendibilità dei seggi, anche da candidati singoli .

 

Ma Lega e Forza Italia insistono per il sorteggio (sia pure «temperato»: estrazione a sorte di una platea di potenziali candidati da mandare alle urne); una vecchia idea grillina, poi abbandonata da Bonafede. Ma la ministra ha già ribadito il contrasto di una simile ipotesi con l'articolo 104 della Costituzione, che parla di togati «eletti» da tutti i magistrati, senza altre specificazioni o limitazioni.

 

marta cartabia mario draghi roberto speranzaMARTA CARTABIA MARIO DRAGHImarta cartabia mario draghi.

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...