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IL PIANO DI FITTO IMBARAZZA GIORGIA MELONI – IL VICEPRESIDENTE MELONIANO DELLA COMMISSIONE UE HA PRESENTATO LA PROPOSTA CHE CONSENTIRÀ AGLI STATI DI USARE I FONDI DI COESIONE (NATI PER LE REGIONI PIÙ IN DIFFICOLTÀ) PER FINANZIARE LE SPESE DELLA DIFESA – UNA SOLUZIONE CHE IL GOVERNO MELONI AVEVA DETTO DI NON GRADIRE – IN BALLO CI SONO SI 400 MILIARDI DI EURO PER L’UE NEL PERIODO 2021-2027, DI CUI OLTRE 42 MILIARDI PER L’ITALIA – FITTO PRECISA CHE “NON SARÀ POSSIBILE USARE I FONDI PER COMPRARE ARMI”. MA SI POTRA’ SOSTENERE LE INDUSTRIE CHE LE PRODUCONO – COME PER IL PNRR, L’ITALIA È IN RITRADO NELLA SPESA DEI FONDI DI COESIONE FIN QUI ASSEGNATI…

1. I FONDI UE PER LA COESIONE DESTINATI ANCHE ALLA DIFESA. BUFERA SUL PIANO FITTO

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”

 

raffaele fitto foto lapresse 1

Come preannunciato da Ursula von der Leyen nel suo piano "ReArm Europe", poi ribattezzato "Readiness2030", la Commissione europea ha presentato la proposta che consentirà agli Stati di usare i fondi di Coesione – tradizionalmente destinati alle regioni più in difficoltà – per finanziare capitoli di spesa che rispondono alle nuove priorità, a partire dalla Difesa.

 

Una soluzione che il governo Meloni aveva detto di non gradire, ma che ieri è stata presentata proprio dall'ex ministro Raffaele Fitto nelle sue vesti di vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione. In ballo ci sono quasi 400 miliardi di euro per l'intera Unione europea nel periodo 2021-2027, di cui oltre 42 miliardi destinati all'Italia, che dopo la Polonia è il secondo beneficiario dei fondi di Coesione.

 

URSULA VON DER LEYEN RAFFAELE FITTO

Consapevole della sensibilità politica del tema in Italia, che infatti ha immediatamente scatenato le accuse delle forze di opposizione all'indirizzo del governo, Fitto ha cercato di mettere le mani avanti per puntualizzare due aspetti: «Il piano è su base volontaria – ha spiegato – e spetta agli Stati o alle regioni decidere se vogliono cogliere questa opportunità».

 

Certamente la Commissione non imporrà ai Paesi di usare i fondi Ue per sostenere le spese militari, ma offrirà una serie di incentivi davanti ai quali non sarà facile resistere: verrà aumentata sensibilmente la quota di pre-finanziamento, vale a dire l'anticipo erogato, ci sarà un anno di tempo in più per spendere i soldi e soprattutto il tasso di finanziamento Ue verrà portato al 100%, il che vuol dire che gli Stati non avranno più l'obbligo di cofinanziare queste spese con risorse nazionali […]

 

raffaele fitto giorgia meloni - foto lapresse

La Difesa è uno dei cinque capitoli di spesa verso i quali la Commissione ha deciso di introdurre gli incentivi per la riallocazione delle risorse nell'ambito della revisione. Le altre «priorità strategiche» sono: competitività/innovazione, politiche abitative, resilienza dell'acqua e transizione energetica.

 

Ma è chiaro che è sul capitolo "Difesa e Sicurezza" che si concentra maggiormente l'attenzione, anche perché l'idea di uno spostamento delle risorse dai progetti tradizionalmente finanziati con i fondi Ue a quelli nel settore militare è la più controversa politicamente. Anche per questo, Fitto si è subito affrettato a precisare che «non sarà possibile usare i fondi per comprare armi». Il che è vero, ma è altrettanto vero che sarà possibile sostenere le industrie che le producono. Soprattutto quelle più grandi.

 

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

«La proposta – spiega la Commissione – consentirà agli Stati membri e alle regioni di utilizzare finanziamenti attuali per migliorare le capacità produttive nel settore della Difesa in tutte le regioni e le imprese dell'Ue e per costruire infrastrutture resilienti che favoriscano la mobilità mobilitare». Le imprese del settore militare potranno essere finanziate «indipendentemente dalle loro dimensioni e dalla loro ubicazione», a patto che ciò sia «in linea con le regole Ue sugli aiuti di Stato».

 

[…]

 

FINANZIAMENTI EUROPEI

«Il problema delle spese per la Difesa è che si tratta di decisioni che vanno prese prima di averne effettivamente bisogno, ossia in tempo di pace» ha insistito l'Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, intervenendo al Parlamento di Strasburgo. «La minaccia della Russia per l'Ue è reale – ha aggiunto l'ex premier estone –. Dobbiamo essere onesti con i cittadini».

 

Ieri la Finlandia ha deciso che porterà le spese miltari al 3% del Pil entro il 2029 e, sulla scia della Polonia e dei Baltici, ha annunciato che uscirà dalla Convenzione di Ottawa che vieta l'uso, lo stoccaggio, la produzione e la vendita di mine antiuomo.

 

DALL'EUROPA 42 MILIARDI PER L'ITALIA UNA DOTE DA SPENDERE ENTRO IL 2029

Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “La Stampa”

 

FINANZIAMENTI EUROPEI

1 Cosa si intende per politica di coesione?

È la strategia sostenuta dall'Unione europea attraverso i fondi strutturali per spingere la crescita, sostenere l'occupazione e la competitività, preservare l'ambiente. La coesione economica, sociale e territoriale è uno degli obiettivi fondamentali dell'Ue e mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni. [...]

 

2 Come vengono finanziati questi programmi?

Le risorse europee sono aggiuntive e richiedono un cofinanziamento nazionale che in Italia viene assicurato dal Fondo nazionale di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie (istituito presso la Ragioneria).

 

3 Quali sono invece i fondi europei?

raffaele fitto giorgia meloni - foto lapresse

Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) è il principale strumento finanziario per favorire la crescita economica e occupazionale delle regioni europee. Il Fondo sociale europeo (FSE) o (FSE plus), ha l'obiettivo di aiutare gli Stati nel conseguire livelli elevati di occupazione. Poi c'è il Fondo per una transizione giusta (JTF) che sostiene investimenti green e affronta gli effetti sociali legati all'Unione climaticamente neutra da realizzare entro il 2050. Quindi il Fondo di coesione (FC), istituito per l'erogazione di contributi finanziari a progetti in materia di ambiente e di reti transeuropee nel settore delle infrastrutture di trasporto.[...]

 

4 Qual è l'orizzonte temporale di intervento?

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

La politica di coesione europea è programmata per cicli settennali. Il ciclo in corso è quello che va dal 2021 al 2027. l5Quante sono le risorse per l'Italia? Il nostro Paese deve impegnare entro il 2027, e spendere entro il 2029, 75 miliardi di euro di fondi strutturali europei per la coesione: si tratta di oltre 42 miliardi di contributo Ue e quasi 33 di cofinanziamento nazionale.

 

6 A che punto è la spesa delle amministrazioni italiane?

Al 31 dicembre 2024 i pagamenti relativi al ciclo di programmazione 2021-2027 sono fermi a un tasso del 4,6% delle risorse programmate. Secondo il monitoraggio della Ragioneria dello Stato, le spese effettuate ammontano a poco più di 3 miliardi, gli impieghi intorno ai 12 miliardi. È evidente che con questa capacità di spesa decine di miliardi di questi fondi rischiano di essere persi. I ministeri e le regioni del Sud sono le amministrazioni che hanno accumulato più ritardi.

 

LA SQUADRA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN

7 Che cos'è il Fondo sviluppo e coesione nazionale?

L'ex fondo Fas, ora Fsc, è lo strumento finanziario attraverso il quale lo Stato persegue il principio della coesione territoriale, sancito dall'Articolo 119 della Costituzione. Le sue risorse sono indirizzate per l'80% al Mezzogiorno e per il 20% al Centro-Nord proprio per ridurre i divari. La dotazione del Fondo per il 2021-2027 è di 59 miliardi, ma la spesa non è vincolata alla scadenza del 2029 come per i fondi Ue.

 

8 A quanto ammontano tutte le risorse per la coesione?

Se si volessero sommare i fondi Ue al cofinanziamento italiano e al Fondo di coesione nazionale si arriverebbe a circa 140 miliardi di euro così ripartiti: 100 miliardi al Mezzogiorno e 40 al Centro Nord. [...]

PNRR

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