EL GRINGO GINGRICH - IL MORMONE PIACIONE ROMNEY CONTINUA A NON ECCITARE I REPUBBLICANI, E NEI SONDAGGI SULLE PRIMARIE PASSA IN TESTA IL VECCHIO SPEAKER DELLA CAMERA, UN FLASHBACK DAGLI ANNI ’90 - “NONNO NEWT” SPIAZZA TUTTI E SI BUTTA AL CENTRO SULL’IMMIGRAZIONE, PER ATTRARRE IL VOTO ISPANICO, DETERMINANTE AL SUD: “NON POSSIAMO CACCIARE FAMIGLIE CHE VIVONO QUI DA UN QUARTO DI SECOLO” - SARAH PALIN POTREBBE APPOGGIARLO, E PORTARE CON SÉ UNA BUONA FETTA DEI VOTI DEL TEA PARTY…

1- CASA BIANCA, BRILLA LA STELLA GINGRICH L´EX SPEAKER IN TESTA NEI SONDAGGI...
Da "la Repubblica" - Newt Gingrich in testa nei sondaggi in Iowa, dove ci sarà il primo scrutinio primario a gennaio, nella sfida per la nomination repubblicana alla Casa Bianca. Secondo l´American Research Group, l´ex speaker della Camera dei Rappresentanti guida la "truppa" degli aspiranti sfidanti di Obama con il 27% dei consensi. Mitt Romney è al secondo posto con il 20%, seguito da Ron Paul al 16%. Il governatore del Texas Rick Perry e l´industriale Herman Cain seguono a distanza con il 5% e il 6% dei consensi.


2- USA 2012: LA PALIN POTREBBE APPOGGIARE GINGRICH...
Da "Blitzquotidiano.it" - Sarah Palin potrebbe decidere di appoggiare Newt Gingrich, uno dei candidati alle primarie repubblicane, in vista della Casa Bianca. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa americana, la leader dei Tea Party potrebbe a breve manifestare il proprio appoggio all'ex speaker della Camera, che sembra essere il meglio posizionato per incassare la benedizione dell'ex governatore dell'Alaska.

Palin e il suo staff hanno discusso nelle ultime settimane su come e quando la leader dei Tea Party scenderà in campo e appoggerrà uno degli aspiranti repubblicani alla Casa Bianca. Per avere maggiore impatto sulla corsa alla presidenza, Palin probabilmente si pronuncerà prima delle primarie (col sistema dei caucus) in Iowa, che si terranno agli inizi di gennaio.


3- GINGRICH SPIAZZA I REPUBBLICANI SULL'IMMIGRAZIONE...
Maurizio Molinari per "La Stampa"

Newt Gingrich sceglie l'immigrazione per virare al centro, nel tentativo di strappare voti moderati e indipendenti a Mitt Romney nella corsa alla nomination presidenziale dei repubblicani. La cornice è il dibattito a Washington fra gli otto candidati conservatori, ospitato dalla Cnn.

Gli sfidanti duellano sulla politica estera finché non arriva la domanda sull'immigrazione che l'ex presidente della Camera dei Rappresentanti sfrutta per sorprendere il pubblico.

«Non vedo come una forza politica che dice di essere il partito della famiglia possa adottare sull'immigrazione scelte che distruggono famiglie che hanno vissuto in America per un quarto di secolo» dice Gingrich, aggiungendo: «Sono pronto a essere processato per aver detto che bisogna essere umani nell'applicazione della legge». Poi spiega che cosa ha in mente: i clandestini devono essere giudicati non in blocco ma caso per caso, consentendo a chi vive in America da lungo tempo, lavora, paga le tasse ed è integrato nelle comunità dove risiedono di rimanere, mentre gli altri saranno espulsi.

È una posizione centrista che offre ai rivali la possibilità di accusarlo di proporre una sorte di amnistia per gli illegali, che sono circa 11 milioni. Michele Bachmann tuona: «Sono contraria a riforme dell'immigrazione che in realtà nascondono l'amnistia». Mitt Romney tenta di sfruttare la situazione per indebolire quello che appare al momento il maggior rivale: «Non si possono garantire dei benefici ai clandestini».

Anche Rick Perry, che si era detto a favore del diritto all'istruzione per i figli dei clandestini, crollando nelle preferenze, prende le distanze: «Ciò che conta è aumentare la sicurezza dei confini, incominciando da quelli con il Messico». Ma Gingrich non arretra di un millimetro e a dibattito terminato ribatte: «Non si può assimilare un lavoratore onesto e inserito nella propria comunità a un criminale».

In attesa che i sondaggi svelino se questa apertura gli sarà fatale come è avvenuto a Perry, il politologo conservatore Michael Barone legge in questo passo la conferma che «Nonno Newt», come lo chiama in omaggio ai suoi 68 anni, è l'unico dei candidati a possedere una memoria storica della politica americana.

«Decidere caso per caso sull'immigrazione ricorda quanto fece Franklin Delano Roosvelt sulla leva nel 1940» osserva, citando a sostegno della qualità della memoria di Gingrich anche lo scambio di battute avvenuto con Ron Paul perché, quando quest'ultimo disse «abbiamo perseguito con successo Timothy McVeigh» (l'attentatore di Oklahoma City nel 1995), la risposta di Newt fu: «Era stato lui ad avere successo, riuscendo a compiere l'attentato» nel quale perirono 85 americani. Come dire, l'unica maniera per sconfiggere il terrorismo è prevenirlo.

Gingrich sta tentando di sfruttare il momento di popolarità - i sondaggi lo danno in testa con il 24 per cento - per rivolgersi a più settori del potenziale elettorato, inclusi gli ispanici, che possono rivelarsi decisivi nelle primarie negli Stati del Sud come la Florida.

 

 

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