PRODI SUL COLLE E IL BANANA AI CEPPI - BELPIETRO RIVELA IL PIANO DELLA SINISTRA PER CHIUDERE “LA GUERRA DEI 20 ANNI” CON IL CAV.: IL “MORTADELLA” AL QUIRINALE, UN GOVERNO BALNEARE CHE GALLEGGI FINO A DICEMBRE QUANDO LA CONDANNA DEFINITIVA NEL PROCESSO PER I DIRITTI MEDIASET POTREBBE TOGLIERE DI MEZZO PER SEMPRE IL CAINANO E METTERE IN LIBERTÀ I VOTI DEL PDL: “FINIRÀ MALE, ANZI MALISSIMO…”

Maurizio Belpietro per "Libero"

Come andrà a finire, mi chiedono allarmati parecchi lettori interessati a capire come si esce dall'impasse politico - istituzionale in cui ci siamo cacciati. La mia risposta è lungi dall'essere tranquillizzante: andrà a finire male, anzi malissimo. E non solo perché le elezioni hanno portato in Parlamento una banda di allegri buontemponi, che vorrebbero riportarci a vivere come i nostri nonni (leggete le proposte di alcuni esponenti del Movimento Cinque stelle e in particolare l'idea di abolire gli assorbenti igienici femminili per sostituirli con la coppoletta della luna), ma in quanto un gruppetto di signori - i soliti - sta cercando di fare i suoi giochetti sulla pelle degli italiani.

La situazione è la seguente: Bersani e compagni non hanno nessuna intenzione di fare un accordo con Berlusconi e il centrodestra, ma nemmeno vogliono trovare un'intesa con Grillo e con gli esponenti del suo partito. Né sono veri i minacciosi propositi di ritornare alle urne: dentro il Pd sanno bene che questa è un'ipotesi impossibile e poi non è detto che da una nuova tornata elettorale il Partito democratico esca vittorioso. Da due mesi di discorsi bersaniani la sinistra è uscita con le ossa rotte, perdendo tra il cinque e il sette per cento dei consensi, figuratevi se la campagna per il voto durasse da qui a giugno: il Pd lo troveremmo dimezzato.

E allora che succede? Semplice, la sinistra che si è convinta di aver vinto le elezioni vuole eleggere il suo capo dello Stato per mettersi tranquilla e non avere sorprese. E chi sarebbe la persona in grado di tutelare il Pd da ogni rischio? Giuliano Amato? Mario Monti, Anna Finocchiaro o il ministro Rosanna Cancellieri come qualcuno ha ventilato? Ma no, il candidato naturale è il collaudato Romano Prodi, uno che avendo occupato tutte le poltrone possibili può rivendicare per sé l'incarico più elevato, quello sul Colle.

L'ex ministro ed ex presidente dell'Iri, del Consiglio e della Ue ha dalla sua le ragioni del risarcimento morale confezionatogli su misura nell'ultima settimana, ovvero il caso De Gregorio. Come è noto, da quando esiste il Parlamento esiste anche la compravendita di parlamentari. All'epoca del primo governo D'Alema ne passò un blocco intero dal centrodestra al centrosinistra. Uno di essi, premiato con un incarico di sottosegretario, arrivava direttamente del Movimento sociale.

Tutti filantropi fulminati sulla via di Baffino? Ma è ovvio. Benefattori dell'idea progressista, voltagabbana per il bene dell'umanità, mica per un posto da ministro. Epperò, nonostante il mercato delle vacche (copyright Grillo) sia in voga da tempo, l'unico a finire nel mirino è stato Silvio Berlusconi. Fa nulla che la storia - se vera - risalga a sette anni fa né che non abbia a che fare con la caduta del governo dell'Ulivo nel 2008.

Sulla grande stampa è passato il concetto che Prodi fu vittima delle trame di Berlusconi, mentre, come è facilmente dimostrabile con una semplice ricerca d'archivio, il suo governo cadde perché gli tolsero la fiducia i parlamentari dell'Udeur (in seguito alle inchieste di Luigi De Magistris), Franco Turigliatto, parlamentare di Rifondazione comunista, e Domenico Fisichella, uno che era stato in An per poi finire nella Margherita. Con De Gregorio o senza De Gregorio (che era di fatto passato con il centrodestra un secondo dopo essere stato eletto), Prodi sarebbe dunque caduto lo stesso, perché il voto finì a 161 a 156.

Dunque? Dunque le stigmate del martire berlusconiano porteranno Prodi sul Colle. Ma questo è solo il primo passo, perché messo Mortadella sulla poltrona quirinalizia, ecco il resto, ovvero un governo balneare che galleggi da qui all'autunno, massimo primi di dicembre, giusto in tempo per ricevere uno splendido regalo di Natale, ossia Berlusconi ai ceppi. Già, perché la sentenza di secondo grado nel processo per i diritti Mediaset dovrebbe arrivare entro questo mese, e lavorando di lena si può giungere a una condanna definitiva proprio prima della fine dell'anno.

Per la sinistra sarebbe un dono magnifico, perché quello che non sono riusciti a fare lo spread, Monti, Bersani e persino Grillo alla fine riuscirebbe ai soliti giudici, i quali metterebbero fuori gioco, finalmente, l'odiato Cavaliere. Si tratterebbe del delitto perfetto, che toglierebbe di mezzo l'unico vero avversario dei compagni.

Senza di lui il Pdl si scioglierebbe come neve al sole e trovare i numeri per sostenere un governo della sinistra, garantendo al Pd e ai suoi alleati cinque anni di tranquillità, sarebbe un giochetto da ragazzi. In tal caso non si parlerebbe più di vincolo di mandato per i parlamentari, né di compravendita o di mercato delle vacche, ma solo di senso di responsabilità.

Lo stesso senso di responsabilità che spinge il quotidiano portavoce dei progressisti nazionali a farsi promotore di una raccolta di firme per dichiarare ineleggibile Berlusconi. Ovviamente, in nome della democrazia. Che il 30 per cento degli italiani, solo 124 mila persone in meno di quelle che hanno votato Pd, veda cancellato il proprio leader per far posto a Bersani e consentirgli di governare, a Repubblica importa poco. Ciò che conta è chiudere per sempre la guerra dei vent'anni. Rinchiudendo il Cavaliere in cella.

 

berlusconi galeraberlusconi dietro sbarreBERSANI PRODI A MILANO BERSANI E MONTI A CERNOBBIOGRILLO E CASALEGGIO ARRIVANO A ROMA belpietro

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?