vendola fratoianni decaro schlein emiliano

PUGLIA, CHE ROGNA PER ELLY! LO STALLO IN VISTA DELLE REGIONALI CONTINUA: VENDOLA SARÀ CANDIDATO NELLE LISTE DI AVS, SE DECARO NON SE NE FARÀ UNA RAGIONE IL CAMPO LARGO TROVERÀ UN ALTRO CANDIDATO. SU QUESTA LINEA SI ATTESTA ANCHE IL PD NAZIONALE: “L’ALLEANZA CON AVS VIENE PRIMA DEL CANDIDATO”, SPIEGANO I DEM. CHE POTREBBERO SACRIFICARE EMILIANO, MA NON HANNO ALCUNA INTENZIONE DI ROMPERE CON BONELLI-FRATOIANNI – E SE DECARO DOVESSE DARE FORFAIT, SI LAVORA A UN PIANO B (CRESCONO LE QUOTAZIONI DELLO SCHLEINIANO BOCCIA) - ELLY IL 5 SETTEMBRE SARÀ ALLA FESTA DELL’UNITÀ DI BISCEGLIE. E AL NAZARENO SONO CONVINTI CHE “ENTRO QUELLA DATA” IL REBUS SARÀ STATO RISOLTO…

Davide Carlucci per “la Repubblica” - Estratti

 

vendola fratoianni

Francesco Boccia prova a mediare con Nichi Vendola. Ma chiarendo un punto: non è il Pd di Elly Schlein a chiedergli di farsi da parte. Il suo partito non condivide il veto posto da Antonio Decaro, candidato in pectore del centrosinistra ma con la riserva che in lista non ci sia né il presidente di Sinistra italiana né il governatore Michele Emiliano. 

 

Semmai, il capogruppo al Senato auspica un incontro chiarificatore con l'europarlamentare dem. «Non so ancora se ci sarà», confida Vendola. Ma una cosa la dice chiara, parlando a margine della presentazione del suo libro, il Sacro queer, a Bisceglie. «Con lui non abbiamo mai smesso di parlarci e continueremo a farlo».  

 

Derubrica, però, a «ipotesi della fantasia» la sua possibile candidatura in alternativa a Decaro. Al quale, semmai, offre «una mano» a porre il tema della discontinuità alla stagione di Emiliano: «Io l'ho invocata per anni e anni. Bisogna fare in modo che il centrosinistra sia luogo di assoluta trasparenza. Di cambiamento, di servizio al bene comune, che non accetti mai le dinamiche opache del trasformismo. Su questa discontinuità io voglio dare una mano a quello che farà il futuro governatore. E a un centrosinistra che non deve vivere come sistema di potere dopo vent'anni che si è radicato in Puglia». 

francesco boccia elly schlein

 

Nelle Vecchie segherie, la libreria/bar della cittadina a nord di Bari nel quale si organizza il festival "Libri nel borgo antico", l'artefice della Primavera pugliese incassa il sostegno dell'uomo inviato da Schlein per evitare rotture a sinistra. 

 

Boccia ritiene fuori dalla logica politica l'impuntatura di Decaro anche nei confronti di Vendola. Ritiene che rimuovere questo diktat sia ora la priorità. Subito dopo si affronterà il caso Emiliano, che è tutto interno al Pd. Così come pensa il padre nobile dell'Alleanza Verdi Sinistra, che ha intuito che il no di Decaro è pretestuoso, «una discussione che impropriamente mi tira in ballo», perché in realtà mira a Emiliano. E chiede agli alleati di «discuterne al loro interno per sciogliere il nodo». 

DECARO SCHLEIN

 

Ma anche Boccia mette paletti a Decaro: la sua richiesta di "voltare pagina" rischia di delegittimare l'era del centrosinistra al governo in Puglia e quindi chiarisce: «Questi vent'anni sono un fiore all'occhiello per tutti noi. La Puglia è cresciuta e i pugliesi lo sanno». Al Nazareno hanno il sentore che Decaro stia giocando una partita diversa, proiettata verso le dinamiche congressuali. 

 

E temono interferenze che possano complicare il percorso per una vittoria che in Puglia appare già scontata. Di qui la missione di Boccia. 

 

ANTONIO DECARO

Preso atto che Avs non fa passi indietro e che Vendola si candida come consigliere, «tocca ad Antonio decidere», ragionava ieri sera il senatore pugliese. Escluderebbe un piano B? La risposta non è sì. «Con Elly stiamo lavorando in tutta Italia per costruire l'unità del centrosinistra, rispettando la pluralità e puntando su programmi comuni.

 

(...)

 

2. IL «FATTORE» VENDOLA SULLA PUGLIA: NON CORRO DA GOVERNATORE MA CI SARÒ 

Michele Cozzi per il “Corriere della Sera” - Estratti

MICHELE EMILIANO NICHI VENDOLA

 

Il risiko pugliese del centrosinistra in vista delle Regionali non pare prossimo alla definizione. Il tavolo che avrebbe dovuto tenersi oggi con i big della coalizione sembra sia stato rimandato. Dopo la risoluzione dei casi Campania, con l’investitura dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico, e della Calabria (Pasquale Tridico), entrambi del M5S, il rebus appare di difficile soluzione. 

 

nichi vendola

In un ipotetico ring, Decaro, mister 500 mila preferenze, sarebbe al centro, e Vendola e Emiliano, nei rispettivi angoli in attesa dell’ultima ripresa. La posizione di Avs è inamovibile: Vendola non è in discussione — ripete Nicola Fratoianni, intercettato in Grecia —.

 

nichi vendola edward testa (3)

E ieri sera l’ex governatore, presentando il suo libro di poesie Sacro queer a Bisceglie, ha detto di «essere abituato per natura a fare passi in avanti per la mia terra, e non indietro», facendo chiaramente intendere di non cedere al veto di Decaro. Ha smentito l’ipotesi che possa candidarsi come presidente della Regione («ho un’età che non me lo permetterebbe, per ragioni anagrafiche e per storia il candidato naturale è Decaro») ma ha confermato che correrà come consigliere regionale. 

 

Il braccio di ferro continua, quindi. Tutto ruota attorno a Decaro (che si è detto disponibile con riserva) e al vertice nazionale del Pd. Che guarda con malcelata insofferenza alle vicende pugliesi. Lo ha fatto intendere chiaramente Stefano Bonaccini, presidente del partito, che ha invitato Emiliano a fare un passo di lato: «Da presidente del Pd non interferisco, sia chiaro. Ma poiché stimo Michele, gli dico: meglio sentirci utili, che indispensabili. Dopo aver guidato, e bene, per dieci anni la Puglia, si può cambiare esperienza». Un gentile e cortese aut-aut che ha sorpreso non poco il governatore pugliese. 

ANTONIO DECARO

 

Il partito non intende incrinare i rapporti con Avs, un eventuale strappo potrebbe avere ripercussioni negative sull’alleanza nazionale. E il Pd sembrerebbe, quindi, intenzionato a salvare, ad ogni costo, la candidatura di Vendola. 

 

Decaro assiste al balletto di queste ore con apparente distacco. Si trincera nel più assoluto silenzio («ho già detto tutto»), fa intendere che le indicazioni romane nei confronti di Emiliano sono «chiare». E, in caso contrario, se la sua posizione non dovesse passare, «si cercassero un altro candidato per il quale farò la campagna elettorale». 

 

Sta cercando di trovare una via d’uscita all’impasse Francesco Boccia, capogruppo al Senato del Pd, braccio destro di Elly Schlein, il dottor sottile dei dem. Il suo nome è circolato nel caso in cui Decaro dovesse ufficializzare il gran rifiuto. Un’ipotesi che Boccia ha sempre smentito categoricamente. 

 

decaro conte boccia schlein manifestazione contro meloni piazza santi apostoli

Intanto da ambienti vicini a Emiliano si mandano chiari segnali a Decaro: il governatore sarebbe un problema interno del Pd da risolvere in un altro momento, Vendola, invece, costituirebbe un grave problema per la coalizione. In sintesi: il no di Decaro a Emiliano potrebbe essere risolto nel partito, mentre il candidato in pectore Decaro rischia con il «no» a Vendola di creare un grave impaccio.

 

Il quadro, quindi, viene ribaltato: il rebus è Vendola, non il presidente pugliese che sarebbe l’opzione B: «Non è che rompiamo con Avs per Decaro». E Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli lo hanno confermato chiaramente: «Se non c’è Vendola, salta l’alleanza». Questo spiegherebbe anche l’apparente distacco di Schlein dalle vicende pugliesi.

 

nichi vendola (3)boccia schleinDECARO EMILIANOmichele emiliano e antonio decaro nichi vendola (2)

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