giuseppe conte paola taverna, mario turco, riccardo ricciardi, michele gubitosa e alessandra todde.

“PULCINI” IMPANATI E FRITTI - I GRILLINI ANTI-CONTE ASPETTANO SULLA RIVA DEL FIUME I CADAVERI DEI CINQUE VICE DI PEPPINIELLO APPULO: “ASPETTIAMO IL VOTO DELLE COMUNALI, VEDIAMO COSA PRENDIAMO E POI QUALCUNO SI DOVRÀ ASSUMERE MERITI O DEMERITI” - CHE FARANNO GUBITOSA, RICCIARDI, TAVERNA, TODDE E TURCO, NOMINATI LO SCORSO AUTUNNO, QUANDO LE URNE CERTIFICHERANNO IL FALLIMENTO DEL CONTISMO SENZA LIMITISMO?

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe conte a in mezzora in piu 3

«Aspettiamo il voto delle Comunali, vediamo cosa prendiamo e poi credo che qualcuno si dovrà assumere meriti o demeriti»: la frase ora rimbalza con più insistenza dentro ai Cinque Stelle. Nel Movimento inizia un lungo redde rationem .

 

Nel mirino, più che Giuseppe Conte, al momento c'è la squadra che il leader ha scelto per guidare con lui la rifondazione. Per qualcuno sono dei «capri espiatori» delle tensioni nel Movimento, per altri sono semplicemente «inadeguati» al ruolo che devono ricoprire: parliamo dei cinque vicepresidenti M5S scelti da Giuseppe Conte.

 

giusepep conte e i suoi pulcini

Michele Gubitosa, Riccardo Ricciardi, Paola Taverna, Alessandra Todde e Mario Turco sono stati nominati lo scorso autunno. I militanti M5S hanno ratificato poi la decisione a dicembre, con 25.061 voti favorevoli e 3.261 contrari. Lucia Annunziata, alla loro prima uscita pubblica in tv, li ha bollati come «pulcini» di Conte e l'etichetta, almeno tra le fila dei Cinque Stelle più critici, gli è rimasta attaccata.

 

dino giarrusso a l'aria che tira 1

Ora, con l'inasprirsi del confronto interno al Movimento, i «pulcini» sono finiti sul banco degli imputati. «Non hanno competenze e non hanno voti», c'è chi attacca tra gli stellati. Sia Vincenzo Spadafora sia Dino Giarrusso hanno criticato pubblicamente le scelte di Conte. E ora una parte dei Cinque Stelle sta aspettando l'esito delle Amministrative, banco di prova della nuova gestione, per fare una «valutazione politica».

 

vincenzo spadafora a in onda

«In altri partiti c'è chi si è dimesso per l'esito di un'elezione regionale», sottolineano i critici. «Scappare dalle urne non basta. Vediamo cosa vale il Movimento dove è in corsa», commenta un parlamentare. I vertici, dal canto loro, fanno muro. «Non c'è nessuna novità: è in corso un logoramento ai danni del Movimento dal giorno seguente alle nomine», spiegano.

 

giuseppe conte beppe grillo 1

«Semplicemente c'è chi ambisce a un ruolo di potere che ha perso. La vera battaglia non è alle Comunali, ma è iniziata quando Conte - il cui ruolo non è in discussione - ha scelto un nuovo corso per la rifondazione, ha lasciato da parte cerchi magici e le vecchie logiche padronali». C'è chi punge: «Parlano di Comunali, ma forse dovrebbero pensare che sono giunti alla fine del secondo mandato».

 

mario turco giuseppe conte paola taverna

Insomma, lo scontro interno sembra essersi appena acceso. E le variabili in campo vanno oltre l'aspetto politico. Il 7 giugno si attende la discussione del Tribunale di Napoli sul nuovo ricorso presentato dagli attivisti dei Cinque Stelle contrari alla votazione sullo statuto contiano. Un eventuale nuovo stop, con i vertici ancora «sospesi», potrebbe essere la miccia per rinfocolare ulteriormente il dibattito. Gli scenari sono tutti aperti. «Ne va della sopravvivenza del partito. Forse, dopo le Amministrative, chi adesso tace capirà che non avrà più nulla da perdere», dice. E intanto c'è chi fa notare una nuova frenata nelle restituzioni della quota di stipendio da parte di alcuni parlamentari.

giuseppe conte a in mezzora in piu 8

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...