zingaretti conte

PUR DI NON FARE LUI IL LEADER DELLA SINISTRA, ZINGARETTI INCORONA CONTE: ''UN PUNTO FORTISSIMO DI RIFERIMENTO PER TUTTE LE FORZE PROGRESSISTE. AUTOREVOLE, COLTO E ANCHE VELOCE E SAGACE''. MANCA SOLO BRAVO A LETTO TIPO NILDE IOTTI - L'INTERVISTA AL SEGRETARIO PD HA FATTO TREMARE I POLSI A MEZZA SINISTRA ITALIANA (L'ALTRA MEZZA NON ESISTE PIÙ)

Nicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe Conte

Maria Teresa Meli per il ''Corriere della Sera''

 

Nicola Zingaretti, se cade il governo si va a elezioni?

«Dopo la caduta di questo governo, che abbiamo fatto bene a far nascere, sarebbero inevitabili le elezioni. Sono convinto che ci siano tutte le condizioni per andare avanti. Ma ci vuole una comune volontà politica. Fino ad ora abbiamo ottenuto alcuni risultati importanti e la prima missione è compiuta: evitato l’aumento delle tasse e la bancarotta; avviato l’approvazione di una buona manovra di bilancio; garantito più giustizia e investimenti in settori strategici, pur nelle difficili condizioni date.

 

Ora occorre definire meglio le priorità , un piano di azione concordato e di più ampio respiro. La priorità assoluta è riaccendere l’economia, dare sostanza allo sviluppo green e alla rivoluzione digitale, investire nella scuola e la conoscenza, accelerare sugli investimenti semplificando l’Italia, impostare e lanciare nuove strategie di politica industriale, mettere cioè al centro l’impegno per il lavoro e la giustizia sociale e ambientale. L’appuntamento che Conte ha indicato è per gennaio. Vedremo. Il Pd ci arriverà preparato e con le idee chiare, forse l’anima che tanto cerchiamo è mettere finalmente al centro il futuro di nuova generazione, che coincide con il futuro dell’Italia»

giuseppe conte nicola zingaretti 1

 

Il referendum sul taglio dei parlamentari avvicina il voto?

«Le elezioni ci saranno se dovessimo valutare che l’esecutivo ha esaurito la sua funzione e non serve più all’Italia. Il Pd non intende stare al potere per il semplice gusto di esercitarlo. In ogni caso, la vicenda del referendum sul taglio dei parlamentari non influisce sulla data del voto».

 

Se Matteo Renzi rompesse poi non vi alleereste con Iv?

«È Italia viva che deve decidere se stare o meno dentro la prospettiva del campo progressista. Nel Paese si sta riaffermando uno schema bipolare. Lo stesso straordinario movimento delle sardine, con la sua semplicità così intensa, ha scelto da che parte stare. Mi è parso buffo che tanti commentatori abbiano manifestato la loro insoddisfazione per la scarsità di proposte da parte di quelle splendide piazze.

 

I loro ideali, il loro sentimento di fondo, la loro civiltà politica, la loro stessa presenza fisica sono un contenuto che da tempo il campo democratico non riusciva ad esprimere. Il problema, semmai, è come i partiti progressisti saranno in grado di porsi in sintonia con queste ragazze e questi ragazzi, rispettandone la totale autonomia e senza doversene avvantaggiare per fini di parte. Se le cose stanno così, e se le alternative sono chiare, ogni ambiguità e incertezza da parte dei partiti di governo non ha molto spazio nel futuro e certamente oggi non contribuisce a battere la nuova destra che abbiamo di fronte».

 

renzi zingaretti

Contento che Giuseppe Conte dica che questo è un governo di centrosinistra?

«Sì. Ma per me non è una scoperta. Avevo già percepito il suo essere parte del pensiero democratico. Naturalmente con una sua originalità e autonomia, che per me sono una ricchezza».

 

Dopo le Regionali farete il congresso?

«Ora la priorità assoluta è non distrarsi dalle elezioni di Emilia Romagna e Calabria. Poi penso ad un congresso che rifletta e adegui non solo i nostri programmi, ma anche la nostra cultura politica, il nostro sistema di valori, la nostra forma partito. Ho molte idee in proposito. Penso ad un appuntamento di grande proposta e coinvolgimento oltre che degli iscritti della società italiana. È cambiato tanto nei mesi che ci stanno alle spalle. Mi pare che siamo riusciti dall’ultimo congresso in poi a tamponare un tracollo, ad assorbire una scissione, a varare una esperienza importante di governo e a portare un clima civile e sereno nel confronto interno. Il Pd c’è. Questo non era scontato ed è il principale protagonista della risposta possibile alla destra. Ma questo non basta più a fronte delle sfide che ci stanno dinnanzi. Ecco perché il congresso. Che deve essere politico, di grande apertura e rinnovamento ed anche di verifica di tutti i gruppi dirigenti, ovviamente compreso il segretario».

 

È ancora possibile una coalizione con i 5 Stelle?

RENZI ZINGARETTI

«Nel Movimento 5 Stelle è in corso un confronto che va rispettato. Una parte è convinta di un rapporto leale e duraturo con la sinistra. A partire, mi sembra, da Grillo, insofferente per natura alla prepotenza di Salvini. Altri hanno opinioni mi sembra diverse. Io, ripeto, rispetto, ma credo che la scelta fatta per l’Emilia e la Calabria sia figlia di questa incertezza. Ma confido che molti loro elettori sceglieranno Bonaccini e Callipo».

 

Conte potrebbe essere il vostro candidato premier?

«Conte si è dimostrato un buon capo di governo. Autorevole, colto e anche veloce e sagace tatticamente. Non va tirato per la giacchetta. Anche se è oggettivamente un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste. Il futuro, tuttavia, sarà determinato dalle scelte che ognuno compirà nei prossimi mesi».

 

Non si capisce che riforma elettorale vogliate...

«Semplice: siamo partiti dalla nostra posizione per un maggioritario a doppio turno ma le riforme si fanno con i voti e ora occorre trovare una sintesi. Un maggioritario troppo squilibrato, nell’attuale atipico bipolarismo italiano, può portare ad una soverchiante e sproporzionata vittoria della destra sovranista. Un proporzionale puro, al contrario, sarebbe la semplice fotografia della frammentazione attuale. Tra queste due opzioni vi è il terreno di un confronto di tutta la maggioranza e, poi, anche con l’opposizione. Stiamo parlando di sistemi proporzionali non puri che comunque garantiscono la massima semplificazione del quadro politico e conservano un’ambizione al bipolarismo».

ROBERTO SPERANZA NICOLA ZINGARETTI VINCENZO BIANCONI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE A NARNIzingaretti di maio

 

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