giuseppe vegas carlo calenda matteo renzi

A RENZI MANCAVA SOLO LA CONSOB. ORA SE LA PRENDE - DOPO ZANETTI, PURE L'ALTRO MONTEZEMOLINO-RENZINO CALENDA ATTACCA VEGAS: ''ERRORI GRAVI. LA GABANELLI HA RAGIONE'' - MA VEGAS NON MOLLA E RICORDA A RENZI CHE ''LA LEGGE NON PREVEDE LO SPOILS SYSTEM. PRESSIONI POLITICHE BASATE SU RICOSTRUZIONI MEDIATICHE ERRATE''

1. IL GOVERNO VUOLE LA CONSOB È L' UNICA CASELLA MANCANTE

Antonio Signorini per “il Giornale

 

giuseppe vegasgiuseppe vegas

Enrico Zanetti, viceministro dell' Economia, non è nuovo a posizioni eccentriche. Mosca bianca in un governo dove la norma è l' obbedienza. Quando giovedì scorso ha chiesto le dimissioni del presidente della Consob Giuseppe Vegas, sull' onda della trasmissione televisiva Report, nessuno se l' è sentita di interpretare il suo sfogo come una sfiducia commissionata dal premier.

 

giuseppe vegas giuseppe vegas

Ieri la situazione è cambiata. A parlare della Commissione per le società in borsa è stato un ministro di nomina recente. Talmente renziano da essere inviato prima a Bruxelles, per rappresentare gli interessi dell' Italia e trattare con la Commissione europea, e poi, dopo pochi mesi, richiamato a Roma a guidare il ministero per le Attività produttive.

 

«Non sta al governo commentare l' operato di autorità indipendenti, ma degli errori gravi sono stati fatti. La Gabanelli ha ragione», è stata la sentenza di Carlo Calenda pronunciata in un' intervista con Giovanni Minoli su Radio24. La vicenda è appunto quella dell' eliminazione degli scenari prospettici delle banche poi fallite. Il presidente Consob aveva già replicato alle accuse di Milena Gabbanelli e ieri, dopo l' affondo di Calenda, è stato ancora più esplicito. Ha denunciato «pressioni politiche esercitate nei miei confronti da alcuni esponenti di governo».

CARLO CALENDA MATTEO RENZICARLO CALENDA MATTEO RENZI

 

Ha difeso l' autonomia del ruolo di Consob che «risponde pienamente del proprio operato, come è sempre avvenuto». L' autorità «risponde, anche in sede giudiziaria, di ogni delibera e di ogni scelta. Tutti i suoi atti sono pubblici, motivati e appellabili».

Poi l' affondo. «Il legislatore, ad oggi, ha fatto una scelta opposta rispetto a quella dello spoils system, il meccanismo che comporta l' azzeramento dei vertici amministrativi di pari passo con gli avvicendamenti politici e di governo». Il messaggio nemmeno troppo nascosto è: le pressioni sulla Consob sono politiche e sono commissionate da chi vuole una casella libera per fare una nomina.

 

luca cordero di montezemolo enrico zanettiluca cordero di montezemolo enrico zanetti

Se e quando ci sarà una partita per decidere il dopo Vegas, si giocherà esclusivamente dentro Palazzo Chigi, con la decisione finale riservata a Renzi. Perché fino ad oggi è andata sempre così.

 

Il premier ha impiegato una buona parte dei suoi sforzi nelle nomine di governo e non. Fin dalla prima tornata che ha riguardato i vertici delle aziende partecipate dallo Stato, scaduti proprio quando Renzi è entrato a Palazzo Chigi. Vertici rivoluzionati con un piglio decisionista che il premier non ha abbandonato mai.

 

Enrico Morando Enrico Morando

Nel 2014, quando ha scelto Rossella Orlandi alla guida dell' Agenzia delle entrate, dirigente pubblica che nello stesso anno aveva partecipato alla Leopolda. Oppure quando ha comunicato ai suoi ministri che alla guida dell' Inps sarebbe andato per «scelta politica» Tito Boeri. Due casi che dimostrano come lo spoil system non garantisca necessariamente fedeltà. Orlandi e Boeri hanno procurato qualche dispiacere al premier e non sono gli unici.

 

Ci sarebbe ad esempio un pasticcio in corso alla Cassa depositi e prestiti. Secondo indiscrezioni riportate ieri da Dagospia, l' amministratore Fabio Gallia e il presidente Carlo Costamagna, entrambi nominati da Renzi in un blitz estivo, sono ai ferri corti, tanto che si sono presentati al ministero dell' Economia con due candidati diversi per i vertici della Sace, controllata dalla Cdp.

 

FABIO GALLIA CLAUDIO COSTAMAGNAFABIO GALLIA CLAUDIO COSTAMAGNA

Posizioni delicatissime, visto che la Cdp ha assunto un ruolo fondamentale su vari fronti, dal salvataggio delle banche con il fondo Atlante, al rilancio industriale con il Fondo strategico, senza contare tutta la partita sulla banda larga.

 

Incidenti di percorso che non scoraggiano il premier, che ha avviato un ricambio dei vertici Rai, senza dimenticare l' intrattenimento. È di pochi giorni fa la nomina di Carlo Conti a direttore artistico di Radio Rai, dopo due edizioni da conduttore e direttore del festival di Sanremo. Nomina toscana, subito interpretata come dettata dall' amico, ex sindaco di Firenze.

 

 

2. L’AFFONDO DI CALENDA

Andrea Ducci per il “Corriere della Sera

 

gabanelli report vegas consob  4gabanelli report vegas consob 4

Non è un avviso di sfratto, ma resta che la stretta intorno al presidente di Consob, Giuseppe Vegas, pone qualche interrogativo sulla tenuta del vertice dell' Authority che vigila sui mercati finanziari. A suggerirlo è la cronaca di ieri. Il colpo arriva per bocca del ministro dello Sviluppo Economico, che parla di «errori gravi» di Consob nell' attività di vigilanza sulla vendita ai risparmiatori di obbligazioni bancarie ad alto rischio. «Non sta al governo commentare l' operato di autorità indipendenti, ma degli errori gravi sono stati fatti. La Gabanelli ha ragione», specifica Calenda al microfono di «Mix 24» con Giovanni Minoli.

 

Il passaggio del ministro è esplicito e fa riferimento a quanto rivelato, il 5 giugno scorso, dalla trasmissione Report, mostrando una lettera in cui il presidente della Consob avrebbe indicato di eliminare i cosidetti scenari probabilistici nei prospetti che corredano le obbligazioni bancarie. Vale ricordare che, al termine di «Report», la conduttrice Milena Gabanelli aveva chiesto a Vegas di dimettersi.

 

gabanelli report vegas consob  2gabanelli report vegas consob 2

L' intervento di Calenda segue di qualche giorno quello del viceministro dell' Economia, Enrico Zanetti, che in un' intervista al Corriere ha consigliato un passo indietro a Vegas. In quel frangente, nelle ore seguenti, nel governo ha prevalso un silenzio che certo non ha legittimato Vegas. Quiete interrotta ieri dallo stesso Zanetti: «Adesso siamo in due, nel governo, a dire in modo esplicito che ci sono stati errori e goffe auto assoluzioni. Il punto è capire se basta o dobbiamo diventare tre, quattro o cinque».

 

Contesto complicato per il presidente di Consob dove le parole di un altro viceministro dell' Economia, Enrico Morando, non bastano a stemperare. «Nel corso di questi duri anni di lavoro abbiamo potuto contare su una leale collaborazione di Consob». Sul versante politico l' uscita di Calenda alimenta l' offensiva del centrodestra, (la designazione di Vegas, del resto, è figlia di un governo Berlusconi). Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, chiede all' esecutivo di riferire in Parlamento per fare chiarezza sulla vicenda, interrompendo così le intimidazione nei confronti di «un' autorità indipendente e del suo presidente».

gabanelli report vegas consob  3gabanelli report vegas consob 3

 

Da parte sua Vegas esce allo scoperto con l' obiettivo di tenere la rotta. «Presiedo un' autorità di vigilanza che il Parlamento ha voluto indipendente fin dalla sua legge istitutiva - ricorda - aggiungendo che, Consob risponde pienamente del proprio operato. Tutti i suoi atti sono pubblici. L' Istituto ha sempre operato con l' unico obiettivo di perseguire i suoi fini istituzionali, fissati dalle norme nazionali ed europee».

 

Una puntualizzazione seguita da una precisazione, tanto composta quanto secca. «Prendo atto delle pressioni politiche esercitate nei miei confronti da alcuni esponenti del governo - spiega Vegas - sono sollecitazioni che prendono mosse da ricostruzioni mediatiche alle quali ho già replicato e ritengo di avere dimostrato l' infondatezza delle accuse». Una difesa che non scongiurerà nuovi affondi della politica.

 

brunetta con la mogliebrunetta con la moglie

Nell' intervento a «Mix 24» Calenda ha parlato anche del tema ballottaggi in caso di vittoria dei Cinque Stelle a Roma e Torino. Specificando che a Renzi spetta «continuare a governare, anzi deve reagire governando di più». Al premier il ministro riconosce, tra l' altro, «il fatto che se tu gli proponi un cambiamento raramente ti dice di no». Al punto che, a volte, il premier si trova nella condizione di gestire «troppe cose in presa diretta».

 

 

3. CONSOB: BRUNETTA, ATTACCO A VEGAS INDECENTE, COMM. INCHIESTA

 (ANSA) - "Inaccettabile e indecente che un ministro in carica, quale è Carlo Calenda, attacchi un'Autorità indipendente e il suo presidente dopo una trasmissione televisiva. Il 'caso Vegas' dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la pochezza, la mancanza di senso dello Stato, di senso delle Istituzioni e l'arroganza di Matteo Renzi e del suo governo".

 

angi35 gius vegas giu tremontiangi35 gius vegas giu tremonti

Lo afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. "Renzi faccia approvare al più presto - prosegue Brunetta - dalla sua maggioranza le svariate proposte di legge per l'avvio di una Commissione parlamentare di inchiesta proprio sull'operato delle autorità, Banca d'Italia e Consob. Risalgono a diversi mesi fa e fino ad ora è stato proprio lui con il suo partito a rallentarne l'iter. Sarebbe interessante capire perché, dopo un semestre di calma apparente, Renzi sia tornato in attacco sul tema banche.

 

Che qualcosa stia bollendo in pentola e prendersela con Vegas sia il maldestro tentativo di 'sistemare' le cose? O dobbiamo pensare - conclude l'esponente di Fi - che sia Milena Gabanelli a dettare l'agenda di governo?".

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…