PUTIN SCARICA YANUKOVICH: “È IL LEGITTIMO PRESIDENTE, MA NON HA FUTURO POLITICO” (OVVERO: ORA GHE PENSI MI) - IL PASTICCIO RENZI-MOGHERINI SULLA POSIZIONE ITALIANA: PRIMA SOFT, POI ALLINEATA AGLI USA

1. UCRAINA: SEBASTOPOLI VERSO ADESIONE A RUSSIA
(ANSA) - Sebastopoli voterà il 30 marzo un referendum diverso da quello che sarà sottoposto agli elettori della Crimea: il quesito, a meno di sorprese, sarà per l'adesione alla Russia. Lo dice all'ANSA Ivan Komelov, membro della commissione incaricata di redigere il quesito referendario: l'annuncio, ha detto, tra pochi giorni.

2. UCRAINA:PUTIN MOLLA IANUKOVICH,NON HA FUTURO POLITICO
(ANSA) - Il deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich "non ha avvenire politico". Lo ha detto il leader del Cremlino Vladimir Putin poco dopo aver definito lo stesso Ianukovich il "legittimo" capo di Stato in Ucraina.

3. UCRAINA: PUTIN, SE NON VOGLIONO, NON VENGANO A G8
(ANSA) - Siamo pronti a tenere il G8, ma i nostri partner non vogliono venire, non vengano: lo ha detto Putin in una conferenza stampa a Mosca.

4. PUTIN, IANUKOVICH UNICO PRESIDENTE LEGITTIMO
(ANSA) - Il leader del Cremlino Vladimir Putin ha definito il deposto Viktor Ianukovich "l'unico presidente legittimo in Ucraina".

5. UCRAINA: PUTIN, NON C'É NECESSITÀ INVIARE TRUPPE RUSSE: "MA LA POSSIBILITÀ RIMANE"
(ANSA) - Al momento "non c'è la necessità" di inviare truppe russe in Ucraina, anche se "la possibilità rimane". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin citato dall'agenzia Itar-Tass aggiungendo che "la Russia si riserva il diritto di ricorrere a tutti i mezzi per proteggere i russi in Ucraina".


6. MERKEL HA TUTTO DA PERDERE DA UNA ROTTURA CON PUTIN
Alessandro Merli per "Il Sole 24 Ore"

Ha perso il contatto con la realtà, vive in un altro mondo. Le parole più dure sul presidente russo Vladimir Putin le avrebbe usate, secondo un resoconto del "New York Times" che cita fonti americane, il cancelliere tedesco Angela Merkel in una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama nella serata di domenica.

La signora Merkel aveva parlato poco prima con Putin, come ha fatto quasi quotidianamente nel corso della crisi ucraina. Un portavoce del cancelliere si è limitato a dire ieri mattina che il presidente russo ha una visione della vicenda «completamente diversa» da quella del Governo tedesco e dell'Occidente e ha insistito che per Berlino «non è troppo tardi per una soluzione politica». È stata la signora Merkel a proporre domenica a Putin, che avrebbe accettato, la creazione di un gruppo di contatto per l'Ucraina, con l'invio di una missione sotto l'egida dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

La posizione del capo del Governo tedesco, tuttavia, è indebolita dal fatto che a ogni soluzione diplomatica concordata con Berlino, Putin ha poi fatto seguire azioni sul terreno che vanno invece nella direzione di un confronto molto aspro.

In realtà, Angela Merkel è stata in prima linea durante tutta la crisi nel tentativo di raggiungere un compromesso che non isolasse la Russia e la Germania è la potenza occidentale che ha più da perdere, da un punto di vista geopolitico ed economico, da un acuirsi delle tensioni con Mosca. Il cancelliere, che, cresciuta nella Germania comunista, parla correntemente il russo, si è tenuta in contatto costantemente con Putin, che a sua volta ha vissuto alcuni anni a Dresda come funzionario del Kgb e parla bene il tedesco, ed è ritenuta la principale artefice dell'accordo con la Russia sull'Ucraina, con l'appoggio di Francia e Polonia.

Il giorno dopo però, la caduta del presidente filo-russo dell'Ucraina, Viktor Yanukovich, ha reso in pratica inefficace il memorandum. Il richiamo a quell'intesa ieri da parte della diplomazia tedesca non appare a questo punto convincente.

Paradossalmente, la crisi ucraina è esplosa proprio mentre in Germania stava cominciando a prendere quota il dibattito su una politica estera più attivista, dopo anni in cui, soprattutto nel secondo Governo Merkel, Berlino si è tenuta ai margini delle principali crisi internazionali, o ha addirittura preso chiaramente le distanze dagli alleati della Nato, come nel caso Libia.

La questione, sollevata dal ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier e rilanciata dal presidente Joachim Gauck, assume ora contorni del tutto diversi sulla vicenda ucraina. Fuori questione l'opzione militare, mette comunque la Germania di fronte a un dilemma: la voglia di continuare l'engagement con la Russia di Putin, in fondo nella tradizione dell'Ostpolitik, insieme ai forti interessi economici tedeschi, da un lato, e la risposta russa che spinge a un irrigidimento delle posizioni, dall'altro.

La Germania è un Paese pesantemente dipendente dalle forniture energetiche russe, circa il 40% del gas e il 35% del petrolio. Un punto delicato, soprattutto nel momento in cui il Governo è nel pieno di una complessa revisione della politica energetica. Il gasdotto Nord Stream, che porta in Germania le forniture russe, è divenuto a tal punto anche una bandiera tedesca che il suo presidente è l'ex cancelliere Gerhard Schröder, di cui l'attuale ministro degli Esteri Steinmeier fu braccio destro e capo di gabinetto.

Ogni minaccia russa di tagliare le forniture attraverso l'Ucraina, come avvenne nel 2006, preoccupa più di tutti la Germania, anche se la fine della stagione invernale dovrebbe attenuare le conseguenze nel breve periodo. Ci sono poi gli investimenti diretti delle imprese tedesche in Russia, i più alti dell'Occidente, pari a circa 22 miliardi di euro. Evitare lo scontro con Mosca resta la priorità di Berlino.


7. LE AMBIGUITÀ DI ROMA POI RENZI CHIARISCE LA LINEA
Gerardo Pelosi per "Il Sole 24 Ore"

Confusione e improvvisazione sembrano essere gli unici elementi caratterizzanti la posizione italiana sulla crisi ucraina, primo vero banco di prova del nuovo Governo in politica estera. Domenica pomeriggio, il premier Matteo Renzi (dopo avere consultato i colleghi europei) riunisce a Palazzo Chigi un vertice con il ministro degli Esteri, Federica Mogherini e della Difesa, Roberta Pinotti. Ne emerge una posizione molto morbida con un generico appello alla Russia per evitare un'escalation militare in Ucraina e un richiamo all'integrità territoriale.

Viene informato anche il presidente della Repubblica che approva. Ma, nella notte tra domenica e lunedì, dagli Stati Uniti parte l'offensiva diplomatica contro Mosca che si traduce in un duro comunicato di tutto il G-7, compresa l'Italia. È una condanna all'operato della Russia con la decisione di sospendere tutte le attività preparatorie del vertice G-8 di Sochi a presidenza russa. Ma ieri mattina, da Bruxelles, il ministro degli Esteri Mogherini impegnata nella riunione dei capi delle diplomazie europee, riafferma l'esistenza in vita del G-8 e non parla di «sanzioni» Ue ma di «possibili misure mirate» che i capi di Stato e di Governo dei 28 potrebbero decidere giovedì. C'è di più: poco prima aveva fatto filtrare da "qualificate fonti diplomatiche" la contrarietà dell'Italia a bloccare il vertice di Sochi «ultima risorsa possibile da valutare in base agli sviluppi sul terreno».

Nel frattempo da Roma il presidente della Repubblica, dopo 40 minuti di colloquio con Renzi, collaborava nel togliere qualche castagna dal fuoco al nuovo governo "politico". Secondo Napolitano l'Italia «ha assunto una posizione attenta a tutti gli aspetti e ai rischi della situazione e ha trovato importanti convergenze a livello europeo, in modo particolare con la posizione tedesca».

Rassicurazioni ritenute evidentemente insufficienti al mondo dei social network a cominciare da Twitter che si scatenano per ore sul "mistero" della posizione italiana sulla crisi ucraina. Fino a quando lo stesso Renzi si trova costretto a inviare il suo tweet "chiarificatore": «ma seguire i comunicati stampa ufficiali del Governo, no? Quella è la posizione dell'Italia».

Solo in serata Palazzo Chigi chiarisce: «L'Italia è e resta totalmente in linea con gli altri Paesi occidentali. Al riguardo, fanno fede le posizioni espresse dal presidente del Consiglio e dal ministro degli Esteri, con note e comunicati ufficiali». Ma, come è noto, la diplomazia non è fatta solo di "comunicati ufficiali".

 

 

 

 

Yanukovich incontra il leader dell opposizione Vitali Klitschko Viktor Yanukovych fa l occhiolino a Vladimir Putin PUTIN COPRE LA MERKEL AL PARTY G AL PALAZZO COSTANTINO DI SAN PIETROBURGO RENZI MOGHERINI FOTO LAPRESSE MOGHERINI E ALFANO FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSE SIM UKRAINE RUSSIA TROOPS MGzoom PUTIN A SOCHI

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