PUTIN VUOLE TRATTARE: BLUFFA O FA SUL SERIO? – DOPO LA PARATA MILITARE IN TONO DIMESSO, IL PRESIDENTE RUSSO, SEMPRE PIÙ PARANOICO E FRAGILE, HA AMMESSO: “CREDO CHE IL CONFLITTO IN UCRAINA STIA VOLGENDO AL TERMINE”. HA APERTO AI COLLOQUI CON LA TANTO VITUPERATA UE E HA INDICATO UN POSSIBILE NEGOZIATORE: QUEL FIGLIO DI PUTIN DI SCHROEDER (“ALTRIMENTI, CHE SCELGANO LORO UN LEADER DI CUI SI FIDANO”) – OSSESSIONATO DALLA SICUREZZA E TERRORIZZATO DA ATTENTATI O DA UN POSSIBILE COLPO DI STATO, “MAD VLAD” ORA VUOLE TRATTARE ANCHE PERCHÉ SUL CAMPO DI BATTAGLIA LE TRUPPE RUSSE NON RIESCONO A SFONDARE – LA PARATA IMPAURITA SULLA PIAZZA ROSSA HA MESSO A NUDO LA DEBOLEZZA DELL'ARMATA DEL CREMLINO, INCAPACE PERSINO DI DIFENDERE LA CAPITALE…
L'APERTURA DI PUTIN ALL'EUROPA
Estratto dell’articolo di Paolo Brera per “la Repubblica”
vladimir putin - parata militare del giorno della vittoria a mosca - 9 maggio 2026
Il premier slovacco Fico «mi ha detto che Zelensky è pronto a incontrarmi personalmente. Potremo farlo in un Paese terzo, ma solo una volta che sarà raggiunto un accordo per una pace duratura. Credo che il conflitto in Ucraina stia volgendo al termine».
Il Putin che non ti aspetti, alla fine di una mini parata in tono minore, ribalta il tavolo riaprendo le porte a un negoziato che pareva naufragato nello stagno.
È già sera quando il presidente russo parla ai giornalisti. Da poco ha incontrato a tu per tu Fico, l'unico leader europeo che quest'anno — dopo essere passato per Kiev — pur non presenziando alla parata è andato a Mosca a deporre un fiore alla tomba del milite ignoto e a incontrare Putin.
PARATA MILITARE RUSSA A MOSCA - 9 MAGGIO 2026
Una scelta per cui ieri ha ricevuto le critiche del presidente tedesco Merz, ma a Putin consegna il «messaggio» di Zelensky: un incontro che lastrichi la via per la fine della guerra, trasformando la tregua concordata con gli americani fino a lunedì in un prologo di pace come ha auspicato Trump.
[…] Ma in questi giorni di sorprese, dopo la tregua concordata per la prima volta in 50 mesi di massacri, è un nuovo jolly nel mazzo. Durante la parata, Putin aveva dedicato solo un accenno alla guerra in Ucraina rivolgendosi ai soldati russi che «resistono a una forza aggressiva armata e sostenuta dall'intero blocco Nato.
E nonostante ciò — aveva detto — i nostri eroi avanzano: la vittoria sarà nostra». Con i giornalisti sceglie un registro diverso, e apre alla ripresa delle relazioni con l'Europa rimasta alla finestra di ogni negoziato sul conflitto.
Mosca, dice replicando alla proposta di dialogo del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, «non ha mai rifiutato» i negoziati con la Ue. Ed esprime anche una preferenza sul ruolo del negoziatore: «Preferirei l'ex cancelliere tedesco Schroeder.
Altrimenti, che scelgano loro un leader di cui si fidano».
PARATA MILITARE RUSSA A MOSCA - 9 MAGGIO 2026
Per gli sforzi finora fatti da Washington dice di essere «grato», ma aggiunge che la questione «riguarda solo Russia e Ucraina». Quantomeno si è ripreso i riflettori dopo la mini parata, breve e senza i grandi leader ospiti del passato; senza missili e senza carri armati, ma con i soldati nordcoreani impettiti e, soprattutto, senza incidenti.
Nel silenzio della Piazza Rossa, con il saluto alle armi delle fanfare, l'81esimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista è stato ieri un appuntamento in tono minore. Organizzato nel timore di un attacco ucraino ormai non più simbolico.
[…]
«I nostri soldati soffrirono perdite enormi e fecero immensi sacrifici nel nome di libertà dei popoli d'Europa», dice Putin chiedendo un minuto di silenzio per i 27 milioni di sovietici caduti nella Seconda Guerra mondiale.
Ma parla a un parterre lontano dagli anni migliori: i presidenti di Kazakhstan e Uzbekistan sono tra i pochi presenti con il fedelissimo bielorusso Lukashenko, i leader di Malesia e Laos, Abkhazia, Ossezia del Sud, e Repubblica serba di Bosnia. Ancora lo scorso anno, con l'Ucraina incapace di colpire efficacemente la Piazza Rossa, c'era il presidente cinese Xi Jinping. Ora è la stessa desolazione del Covid.
DIETRO LA VOGLIA DI TRATTARE UN FRONTE TROPPO FERMO DOVE NESSUNO PUÒ VINCERE
Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”
vladimir putin - parata militare del giorno della vittoria a mosca - 9 maggio 2026
Aumentano gli attacchi, aumentano i droni, aumentano i morti ma la linea del fronte si sposta poco o nulla. Dopo 1535 giorni di combattimenti la guerra in Ucraina si è impantanata in uno stallo che nessuna innovazione tecnologica e nessun piano d'assalto sembra in grado di rovesciare.
Per questo, dietro le dichiarazioni bellicose, a Mosca come a Kiev si sta diffondendo la convinzione che non esista la speranza di una vittoria sul terreno: è arrivata l'ora di negoziare una soluzione diplomatica.
La parata impaurita sulla Piazza Rossa ha messo a nudo la debolezza dell'armata del Cremlino, incapace persino di difendere la capitale. Putin ha poi formulato frasi sibilline sul «conflitto prossimo alla conclusione» e, anche se ha respinto l'offerta di un incontro con Volodymyr Zelensky prima di avere chiuso un'intesa, ha aperto a colloqui con la Ue.
PARATA MILITARE RUSSA A MOSCA - 9 MAGGIO 2026
Sull'altro versante, l'impossibilità di un successo militare risolutivo viene ripetuta dal generale Valerii Zaluzhnyi, fino al 2024 comandante delle forze armate e oggi ambasciatore a Londra: il principale antagonista del presidente Zelensky che i sondaggi accreditano come trionfante nel caso di una sfida elettorale.
«La principale conseguenza dell'ingresso di nuovi strumenti come i droni - ha scritto - è la trasparenza del campo di battaglia, che ha portato al punto morto in cui è impossibile raggiungere gli obiettivi operativi e strategici».
Cosa significa? Se uno degli eserciti rivali prepara un assalto su larga scala, viene subito scoperto dai robot alati e ogni manovra è destinata a fallire. L'analisi di Zaluzhnyi è stata interpretata come un'apertura politica alle trattative e ha avuto eco in un Paese determinato a resistere ma logorato da oltre quattro anni di lotta.
La prospettiva di affrontare un altro inverno di blackout, freddo e morte comincia a essere discussa dalla stampa indipendente. Mentre in questo momento Kiev potrebbe sedersi al tavolo con una serie di garanzie.
VLADIMIR PUTIN CON LA MIMETICA
Anzitutto, è stata superata la fase critica del divorzio dall'America. Il finanziamento da 90 miliardi concesso dall'Ue fornisce le risorse economiche per andare avanti fino al 2027. E anche le armi per le sue truppe ora sono soprattutto europee: […]
L'elemento fondamentale però viene dalla prima linea: i russi non sono in grado di sfondare la catena di città-fortezze del Donetsk. L'offensiva partita nella primavera di un anno fa si è arenata: le brigate di Mosca hanno conquistato 160 chilometri quadrati a marzo e 141 ad aprile.
Dall'inizio del 2026 la velocità dell'avanzata si è ridotta di due terzi e Forbes sostiene che con questo ritmo potranno occupare l'intera Ucraina solo nel 2256.
PARATA MILITARE RUSSA A MOSCA - 9 MAGGIO 2026
Il fattore più drammatico sono i caduti: la stima basata sulle statistiche demografiche del Cremlino ritiene che i morti siano 352 mila a cui vanno aggiunti 900 mila feriti. Nonostante l'ecatombe, i russi continuano a lanciare attacchi: in queste ore insistono su Siversk e Kostyantynivka nel Donbass mentre cercano un varco a Orikhiv nella pianura di Zaporizzhizhia.
[…] Il blocco di Hormuz e il prezzo del petrolio alle stelle danno fiato alla sua economia di guerra, ma Putin non ha assi nella manica per scardinare le difese di Kiev. Trovare una soluzione al conflitto gli consentirebbe di preservare intatto il suo potere. Quale può essere la via d'uscita?
Alla fine del 2025 nei colloqui mediati dalla Casa Bianca si cominciavano a delineare ipotesi di compromesso sulla sorte del Donbass. Il percorso diplomatico però si è fermato soprattutto perché Trump non era disposto a dare garanzie di sicurezza per il futuro ucraino. E questo resta ancora lo snodo chiave da risolvere.
PARATA MILITARE RUSSA A MOSCA - 9 MAGGIO 2026
PARATA MILITARE RUSSA A MOSCA - 9 MAGGIO 2026



