SCORZA ITALIA! - ESPERTI SCETTICI SUL RITORNO A FORZA ITALIA - L’EFFETTO-ANNUNCIO VALE APPENA LO 0,1% IN PIU’ PER IL PDL MA LA QUOTA DEI BOOKMAKERS PER BERLUSCONI PREMIER SI TIENE BASSA: 4,50 - BERSANI STRAFAVORITO A 1,60 - “BERLUSCONI CERCHERÀ LA SINTESI DEL GRILLO-MONTISMO”: VUOL DIRE CHE VEDREMO IL PATONZA INVENTARSI UNA NUOVA TASSA AL GIORNO GRIDANDO ‘’CULO CULO CAZZO CAZZO’’? MAH…

1- BERLUSCONI NON SCALDA GLI ELETTORI PDL GUADAGNA POCO, GRILLO CRESCE
Da www.liberoquotidiano.it

Elettori freddini alla discesa in campo di Silvio Berlusconi. Il Pdl, infatti, secondo il sondaggio realizzato dal tg La7 diretto da Enrico Mentana, guadagna solo lo 0,1 per cento passando quindi dal 20 al 20,1.

E se la Lega Nord perde ancora, scendendo dal 5,6 al 5,2 per cento, il centrosinistra invece sale. Mentre l'Idv infatti resta stabile al 7,6 per cento, il Pd guadagna mezzo punto percentuale e arriva al 26,5, confermandosi al momento primo partito in Italia. In controtendenza rispetto alle ultime settimane torna a salire il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo che passa dal 15,7 per cento al 16,8 (+ 1,1).

In caduta libera, infine, la fiducia nel governo Monti che perde altri due punti e si ferma al 43 per cento. L'astensione resta altissima (35,7 per cento) e aumentano gli indecisi (16,6 per cento).


2- "PEGGIO DI BERLUSCONI NESSUNO MAI" UN ITALIANO SU DUE BOCCIA IL RITORNO
Ilvo Diamanti per "Repubblica.it"

Francamente, me l'aspettavo. Il ritorno di Silvio Berlusconi. E quando l'ho rivisto sulla scena, auto-ri-candidato, mi è giunta l'eco di Mogol e Battisti. "Ancora tu? Non dovevamo vederci più?". Citazione ironica, perché Berlusconi non se n'è mai andato. Abbandonare così: non gli è possibile. Non solo perché è "costretto" a difendersi. Dai magistrati, i nemici di sempre. E di fronte alle minacce contro i suoi interessi media-televisivi.

Non se ne poteva andare così, soprattutto perché non gli è possibile immaginare la politica italiana - oltre che il centrodestra - altrimenti. Senza di lui. D'altronde, è difficile per tutti concepire l'ultimo scorcio della nostra storia. Senza di lui. Basta scorrere i dati del sondaggio di Demos-Coop per "la Repubblica delle Idee". Tra gli avvenimenti che hanno segnato positivamente l'Italia, negli ultimi trent'anni, il 55% degli intervistati indica "la fine del governo Berlusconi". Il 25% "la discesa in campo del Cavaliere".

Secondo il 33% degli italiani, si tratta degli avvenimenti che - nel bene e nel male - hanno cambiato maggiormente la storia del Paese. In particolare, la (prima) discesa in campo. Berlusconi ha contribuito a scrivere la biografia della Nazione degli ultimi trent'anni, più di Tangentopoli, dell'immigrazione, della Padania. In misura minore, solamente, della crisi economica e dell'Euro. Certo, si tratta di opinioni espresse "oggi".

E, com'è noto, il presente orienta il nostro sguardo sul passato. Tuttavia nell'autobiografia collettiva del Paese Berlusconi occupa uno spazio importante. Basti considerare le classifiche dei personaggi che hanno cambiato l'Italia negli ultimi trent'anni. Realizzate in base alle opinioni espresse dagli italiani liberamente, senza liste di nomi preconfezionate. Nel bene come nel male, al primo posto c'è lui. Con misure ben diverse, certo.

Il 13% degli intervistati indica Berlusconi come uno dei due personaggi che hanno caratterizzato positivamente la nostra storia recente. (Un punto in più rispetto al Presidente Napolitano). Mentre sono molto più numerosi quanti lo considerano l'uomo che ha cambiato "in peggio" il Paese. Oltre una persona su due. Per la precisione: il 54%. Mentre Monti, Prodi, Di Pietro, Bossi, perfino Craxi - unico sopravvissuto della Prima Repubblica, nella memoria - sono al di sotto del 10%.

Berlusconi. Al tempo stesso, il più amato e il più odiato. Della Seconda Repubblica. Al punto da dilatarla nel tempo. Oltre la caduta del muro di Berlino. D'altronde, Berlusconi l'ha rimpiazzato con un nuovo muro. Il muro di Arcore. Tenendo vivo l'Anticomunismo senza il Comunismo. Oggi Berlusconi conta di risorgere di nuovo. Come dopo la sconfitta del 1996. Come nel 2006, quando tutti lo davano per finito, per primi i suoi alleati. E lui trasformò una sconfitta sicura in un quasi-pareggio. Cioè, viste le previsioni, in un grande successo. Conquistato, di larga misura, due anni dopo.

Come nelle precedenti resurrezioni, Berlusconi sottolinea la svolta cambiando il nome. Da Forza Italia alla Casa delle Libertà. E ancora, al Popolo delle Libertà. Domani si vedrà. Non Forza Italia. Significherebbe un "ritorno alle origini". Mentre Berlusconi intende annunciare un "ritorno al futuro". E poi, FI decreterebbe la fine senza appello di AN. Potrebbe sollevare ulteriori risentimenti, nel centrodestra. Berlusconi sceglierà un nome nuovo, che evochi il "suo" passato ma anche il cambiamento. Utilizzerà, come sempre, le tecniche del marketing - sondaggi, ricerche di mercato - per testare il marchio più efficiente. Lo slogan più efficace. Ma alla fine deciderà lui. Come sempre.

Anche per quel che riguarda la squadra. Sceglierà persone fedeli e "significative". Che "significhino" la nuova svolta. La fine del Cavaliere Gaudente. Per questo la Minetti se ne deve andare. Subito. Per spezzare l'anello di congiunzione con le Olgettine, i Bunga Bunga, Ruby, Noemi, le Feste di Arcore e Villa Certosa. Una stagione finita. Berlusconi cercherà di scrivere una nuova "Storia Italiana". Coerente con il sentimento del tempo. Sospeso fra paure economiche e insofferenza politica. Nonostante sia un'impresa impensabile, anche per lui, assumere un profilo misurato. Da "peccatore pentito".

Berlusconi: cercherà la sintesi del Grillo-Montismo. Tendenze di successo di questa fase. La domanda di competenza e di democrazia diretta. Il Tecnico e il Blogger Predicatore. Berlusconi proverà a mixarli, a intercettarne il segno. (Una novità che altri soggetti, e non lui, annuncino le novità. E che lui sia costretto a inseguire.) Una missione complicata. Conquistare la credibilità dei mercati, il rispetto dei leader internazionali. Per primi, quelli europei. Che ne temono il ritorno più di molti italiani. E ancora, andare oltre la sua professionalità. Oggi retrò. Perché lui è il leader della democrazia mediale. Non digitale. Lui: sa controllare la televisione. La Rete è estranea alla sua cultura. Perché perfino a Grillo risulta difficile governarla verticalmente. Personalizzarla. E poi è troppo diretta. Ve lo immaginate il Cavaliere comunicare in Rete e dunque "senza rete" con chiunque? Senza "mediazioni"?

Ci proverà, Berlusconi, a risorgere di nuovo. Intanto, ha esibito un sondaggio. Come nel 2006, quando si affidò all'agenzia americana PSB. Serve a dire che è ancora competitivo. E tanto più gli altri lo inseguiranno, con altri sondaggi di segno opposto, tanto più la profezia demoscopica rischia di avverarsi. Perché la stessa "smentita" del dato con altri dati appare una conferma (lo osservato Nando Pagnoncelli). E poi Berlusconi conta sui tradizionali alleati. La memoria corta degli italiani. La loro indulgenza. (Chi è senza peccato...) La vocazione del centrosinistra a farsi del male. (Ci sta provando il PD, proprio in questi giorni.) Dopo il 1996 e il 2006, d'altronde, non sono stati i leader e gli uomini del centrosinistra a metter fuori gioco Prodi?

Berlusconi ritorna perché non ha e non può avere eredi. Senza di lui questo centrodestra rischia la dissoluzione. Spolpato da altri soggetti. Più o meno nuovi. Comunque ostili al Cavaliere. Liste ispirate da Monti e da Montezemolo. Perfino da Grillo.

Berlusconi ritorna per auto-difesa. Ma soprattutto perché non riesce a uscire di scena. Perché la scena, senza di lui, gli pare impossibile. Perché immagina il futuro come il passato. Berlusconi, insomma, è prigioniero del proprio passato. Che però è passato. Il berlusconismo è una storia chiusa, su cui la crisi degli ultimi anni ha posto la parola fine. Le dimissioni della Minetti, le strategie di marketing creativo, la nostalgia diffusa in molti ambienti, perfino nel centrosinistra: non basteranno a riaprirla.


3- COSA PENSANO GLI ALLIBRATORI DEL RITORNO DI BERLUSCONI
(ITALPRESS) - Silvio Berlusconi sonda il terreno per un eventuale candidatura, ma nei pronostici dei bookmaker l'ex premier continua ad inseguire il candidato del centrosinistra Bersani. Tra conferme e smentite sul suo impegno diretto resta ferma nelle quote dei bookmaker - scrive l'Agicos - la candidatura del leader del Pd Bersani, che resta il favorito per i quotisti alle prossime elezioni con una quota fissata a 1.60.

Berlusconi (quotato a 4.50) insegue dunque il candidato della sinistra, ma le notizie di un possibile nuovo impegno dell'ex premier sono bastate a far impennare le quote di Angelino Alfano: il "delfino" di Silvio Berlusconi e' infatti ora il meno probabile tra i possibili candidati nelle quote dei bookmaker a 50.00. Tra gli altri candidati, l'ipotesi Luca Cordero di Montezemolo piace agli allibratori che la offrono a 8.00; meno gettonate invece quelle Vendola-Di Pietro-Casini (tutti a 15.00). Chiudono con quotazioni da outsider Fini (25.00) e Maroni (40.00).

 

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