giorgia meloni marco minniti

MA QUALE TANA DEL LUPO: MINNITI VA AD ATREJU, LA FESTA DEI MELONCINI, E CI STA COME IL CACIO SUI MACCHERONI. PARLA DEI MIGRANTI E PARTE L'APPLAUSO: ''MA IO NON SONO CROZZA''. SCHERZA SUL SUO 'CAPOCCIONE MUSSOLINIANO' E GLI UNICI FISCHI ARRIVANO QUANDO HA PARLATO DEL 'FASCISMO, UNA STORIA MORTA E FINITA PER SEMPRE', VISTO CHE IN SALA NON LA PENSANO COSÌ...

 

 

Francesca Schianchi per ''La Stampa''

 

Alle sei della sera nella sala ribattezzata per l' occasione "Italo Balbo" - il gerarca fascista che amava le trasvolate oceaniche - Marco Minniti viene accolto da un applauso timido. Due secondi non di più. È il segnale: può accadere di tutto.

 

GIORGIA MELONI MARCO MINNITIGIORGIA MELONI MARCO MINNITI

 E in effetti Minniti ha accettato di entrare nella "tana del lupo": nella platea della festa di destra Atreju sono assiepati seicento tra giovani e adulti, nostalgici dell' Msi e ora confluiti in Fratelli d' Italia e dunque per il ministro dell' Interno si prepara il test più difficile di un' estate per lui punteggiata da appuntamenti a tutto campo, dalla festa del "Fatto quotidiano" al Cortile dei Francescani di Assisi. Tanto più per un ministro che da una parte della sinistra viene dipinto come un "destro".

 

E in effetti, durante i sessanta minuti di intervista pubblica, accade di tutto: Minniti scherza sul suo «capoccione» mussoliniano; racconta di aver lavorato sulla scrivania del Duce, ma al tempo stesso cala sulla platea parole sgraditissime: «La destra deve fare i conti con la propria storia fino in fondo, deve farlo con una storia drammatica, che è finita per sempre. Affinché il morto non afferri il vivo!».

 

gentiloni pinotti minnitigentiloni pinotti minniti

In questo caso scattano i fischi, ma sui migranti si erano alzati gli applausi. Se l' incontro ad Atreju doveva essere un mini-test sulla tenuta politica ed emotiva del ministro dell' Interno e sul suo spessore da leader, l' esito è raccontato soprattutto dagli ultimi 20 minuti di intervista. Ad un certo punto Mario Giordano, direttore del Tg4, non si è più limitato alle domande scomode: spesso ha parlato "sopra" le risposte del ministro, urlando e cercando il consenso della platea.

 

Consenso che è arrivato ed è stato a quel punto che Minniti ha ripreso in mano la situazione, ha rivendicato alcune scelte tutte sue (il brusco taglio di un grado di giudizio per i rimpatri, l' accordo con le comunità islamiche italiane) e al momento del commiato il ministro è stato salutato da un applauso più lungo e più caldo di quello che lo aveva accolto un' ora prima. La prova che l'"operazione" alla fine è riuscita: per i padroni di casa e per l' invitato.

minnitiminniti

 

Marco Minniti si era presentato alla festa con una giacca nera, all' ingresso firma due autografi e non di più, è accolto da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e da Fabio Rampelli che scalda la platea con tutti i contenziosi tra destra e governo, ma lo fa con garbo. Minniti confessa subito il "problema" della serata: «Mentre stavo venendo qui pensavo: se mi applaudono troppo gli dico, guardate che sono Minniti, non Crozza!». A chi lo contrappone positivamente ad Alfano, Minniti parla in terza persona: «Non accetto gli apprezzamenti comparativi: Minniti si assume tutte le responsabilità».

MINNITI HAFTARMINNITI HAFTAR

 

E poi strappa il primo applauso: «Dopo 9 mesi da ministro sarei potuto venire e dire: è tutta colpa dell' Europa e voi mi avreste applaudito. E invece ci ho messo la faccia, vengo qui e vi dico: l' Italia ha fatto la sua parte». Qualcuno dice: il ministro strombazza i suoi successi e lui risponde: «No, le poche parole che Minniti dice possono anche essere cazzate, ma il ministro parla poco». I sedicimila migranti riportati indietro dalla Guardia Costiera libica «non sono respingimenti».

 

Appare una vignetta col capoccione di Mussolini: «Chiedo clemenza alla corte». E aggiunge: «Se non dite niente a Crozza...».

MINNITIMINNITI

E racconta di aver lavorato sulla scrivania del Duce e nella stessa stanza di Italo Balbo. Alla fine Giorgia Meloni apprezza: «Minniti non è estraneo ai disastri della sinistra, ma ho molto rispetto per il coraggio e la sua determinazione di oggi».

MINNITIMINNITI

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