silvia romano

A QUANTO AMMONTA IL RISCATTO DI SILVIA ROMANO? SECONDO ''IL GIORNALE'', CHE CITA FONTI SOMALE, SI TRATTA DI 4 MILIONI DI EURO, DOPO UN ANNO E MEZZO DI LAVORO DEI SERVIZI, TRATTATIVE AL RIALZO, E INFINE LO SCAMBIO NELLA NOTTE - IL RAPIMENTO ERA STATO PIANIFICATO A EASTLEIGH, IL QUARTIERE SOMALO DI NAIROBI, CHIAMATO ANCHE «LA PICCOLA MOGADISCIO». ALL' APPARENZA UN IMMENSO BAZAAR, MA SOPRATTUTTO SEDE DELLA MOSCHEA DELLA SESTA STRADA, CONOSCIUTA COME LA PIÙ OLTRANZISTA, COVO DI MILIZIANI DI AL SHAABAB E DI LORO SIMPATIZZANTI

 

Luigi Guelpa per ''il Giornale''

 

«Mi sento bene e non vedo l' ora di tornare in Italia. Sono stata forte e ho resistito». Silvia Romano l' ha fatto per 536 interminabili giorni di prigionia, nonostante il movimento vorticoso di voci, di smentite, e, purtroppo, di notizie poco attendibili confezionate dai media subsahariani. L' annuncio del suo rilascio è arrivato ieri pomeriggio dal premier Giuseppe Conte, che in un tweet ha rivelato la notizia, ringraziando «le donne e gli uomini dei servizi di intelligence esterna. Silvia, ti aspettiamo in Italia!».

 

 La volontaria della onlus Africa Milele era stata rapita il 20 novembre del 2018 in Kenya, nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Roma e dai carabinieri del Ros, era tenuta prigioniera in Somalia da uomini vicini al gruppo jihadista Al Shabaab, l' organizzazione somala affiliata ad Al Qaida e considerata ostaggio politico.

silvia costanza romano 4

 

Silvia è stata portata ieri pomeriggio in un compound a Mogadiscio, dopo essere stata liberata venerdì notte a 30 chilometri dalla capitale nel corso di un' operazione a cui hanno preso parte agenti somali, turchi e italiani. In Somalia, infatti, Ankara gestisce una grande base militare dove soldati turchi addestrano militari locali. L' aereo dei servizi segreti che la riporterà in Italia oggi alle 14 a Roma era decollato ieri mattina da Ciampino.

La trattativa del rilascio è stata condotta dall' Aise diretta dal generale Luciano Carta e si sarebbe sbloccata a metà aprile.

 

Una volta che i nostri 007 hanno avuto la prova che fosse in vita, sono partite le trattative per stabilire il prezzo del rilascio. Il governo italiano ha negato almeno per il momento che sia stata versata una cifra per la liberazione, anche se funzionari vicini al ministro degli Esteri somalo Ahmed Isse Awad sostengono che l' Italia abbia pagato ai rapitori una cifra vicina ai 4 milioni di euro.

 

silvia romano 9

Dopo la liberazione la volontaria ha parlato al telefono con la mamma Francesca e con il premier Conte. «È provata ovviamente dallo stato di prigionia, ma le sue condizioni di salute si possono considerare buone», ha riferito il presidente del Copasir, Raffaele Volpi. Il rapimento di Silvia Romano era stato pianificato a Eastleigh il quartiere somalo di Nairobi, chiamato anche «la piccola Mogadiscio».

silvia romano 8

 

All' apparenza un immenso bazaar, ma soprattutto sede della Moschea della Sesta Strada, conosciuta come la più oltranzista, covo di miliziani di Al Shaabab e di loro simpatizzanti. Da Eastleigh proveniva Said Abdi Adan, l' uomo che arrivò a Chakama assieme a due complici per affittare una casa a pochi passi dalla sede dell' Ong Africa Milele, dove viveva e lavorava Silvia. Il loro incarico era quello di tenere sotto controllo la situazione, tentando di valutare il momento propizio per rapire la giovane.

 

I sospetti che Silvia fosse stata «venduta» a più bande fino a raggiungere una roccaforte qaidista hanno trovato con il trascorrere dei mesi decisivi riscontri. Qualcosa del genere era accaduto in un recente passato con i rapimenti della turista britannica Judith Tebbutt, di quella francese Marie Didieu e delle cooperanti spagnole Montserrat Serra Ridao e Blanca Thiebaut, tutte sequestrate in Kenya da predoni locali, affidate ad Al Shaabab e trasferite nel Sud della Somalia (in una logica di controllo del territorio) in attesa del pagamento del riscatto.

 

Il mondo delle istituzioni ha gioito alla notizia della liberazione della ragazza. Su tutti il presidente Mattarella, che in una nota del Quirinale ha fatto sapere che «la notizia della liberazione di Silvia Romano è motivo di grande entusiasmo per tutti gli italiani. Invio un saluto di affettuosa solidarietà a Silvia e ai suoi familiari, che hanno patito tanti mesi di attesa angosciosa».

attentato al shabaab all universita di garissa in kenya 6attentato al shabaab all universita di garissa in kenya 5Shabaab pb sy al shabab photoblog Somalia Al Shabaab shabaab Ciidamo ka tirsan Al Shabaab oo kusugan xuduudka Kenya iyo Soomaaliya IL PADRE ENZO E SILVIA ROMANO

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…