QUELL’IDIOTA DI TRUMP E’ COSI' FUORI CONTROLLO CHE PERSINO I SUOI STESSI COLLABORATORI LO ESTROMETTONO DA ALCUNI BRIEFING – LO RIVELA IL “WALL STREET JOURNAL”, QUOTIDIANO DI PROPRIETÀ DI RUPERT MURDOCH, AMICO DEL TYCOON – QUANDO TRUMP VENNE A SAPERE CHE DUE AVIATORI AMERICANI RISULTAVANO DISPERSI IN IRAN, DOPO CHE IL LORO F-15E ERA STATO ABBATTUTO, ERA ENTRATO IN UNO “STATO DI AGITAZIONE” DURATO ORE: TEMEVA DI FARE LA FINE DI JIMMY CARTER, CHE PAGÒ POLITICAMENTE LA STORIA DEGLI OSTAGGI AMERICANI A TEHERAN NEL ’79 - PER ORE AVEVA IMPRECATO CON TUTTI, URLANDO IN UNA ALA "SEMIVUOTA” DELLA CASA BIANCA, LAMENTANDOSI AD ALTA VOCE DELL’AUMENTO DEL COSTO DEL CARBURANTE E DEL MANCATO AIUTO DEGLI ALLEATI DELLA NATO - LA SUA AGITAZIONE AVEVA SPINTO I CONSIGLIERI AD ALLONTANARLO DAI BRIEFING PER NON COMPROMETTERE L’OPERAZIONE DI SALVATAGGIO DEI MILITARI. TEMEVANO CHE LA SUA IMPAZIENZA AVREBBE VANIFICATO GLI SFORZI…
Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”
DONALD TRUMP - GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO
Un presidente spaventato dalle conseguenze politiche della guerra. Un uomo anziano dal comportamento imprevedibile e irascibile. Questi atteggiamenti hanno spinto i suoi stessi consiglieri a estrometterlo da alcuni briefing per evitare che facesse saltare l’operazione di salvataggio dell’aviatore americano scomparso in Iran.
Secondo il Wall Street Journal, quotidiano di proprietà di Rupert Murdoch, amico del presidente, Trump venne informato della liberazione del colonnello disperso solo a operazione conclusa.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
La rivelazione è emersa nelle stesse ore in cui il presidente è parso essere stato scavalcato durante la gestione della crisi con l’Iran: domenica mattina Trump ha dichiarato in un’intervista televisiva che a Islamabad sarebbero andati per riprendere i negoziati il genero, Jared Kushner, e l’inviato speciale Steve Witkoff, ma non il vicepresidente JD Vance. Ma nel pomeriggio la Casa Bianca ha annunciato la partenza del vicepresidente per il Pakistan.
La correzione di rotta, secondo alcuni osservatori, rappresenta un’umiliazione per un uomo che vuole sempre dare l’impressione di essere il Commander-in-Chief. Dietro le quinte, la situazione appare molto diversa. Il ritratto che il Wsj ne ha fatto è tra i più duri che siano mai stati realizzati sul presidente.
Secondo alti funzionari dell’amministrazione, che hanno parlato con il giornale in forma anonima, quando Trump ha saputo che due aviatori americani risultavano dispersi dopo che il loro F-15E era stato abbattuto sopra l’Iran, era entrato in uno “stato di agitazione” durato ore. Trump era spaventato dall’idea di fare la fine di Jimmy Carter, che pagò politicamente la storia degli ostaggi americani a Teheran nel ’79.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
Per ore aveva imprecato con tutti, urlando in una ala "semivuota” della Casa Bianca. Si era lamentato ad alta voce dell’aumento del costo del carburante e del mancato aiuto degli alleati della Nato. Poi aveva chiesto di mandare subito gli aerei per evitare che i due aviatori finissero nelle mani degli iraniani. La sua agitazione aveva spinto i consiglieri ad allontanarlo silenziosamente dai briefing chiave per non compromettere l’operazione di salvataggio dei militari. Temevano che la sua impazienza avrebbe vanificato gli sforzi.
E se avesse scritto un post a riguardo? Così avevano deciso di aggiornarlo a intervalli, ma non di tenerlo al corrente minuto per minuto. Il primo aviatore è stato recuperato rapidamente, mentre solo nella tarda serata di sabato Trump ha ricevuto la notizia che anche il secondo era stato salvato.
DONALD TRUMP ANNUNCIA L ATTACCO ALL IRAN
Dei due militari non sono mai stati forniti i nomi, e non si sa in quali condizioni siano stati trovati. Ma quello che conta è che per Trump il rischio di un insuccesso politico si era trasformato in un trionfo. Il presidente era andato a dormire felice alle 2 di notte. Sei ore dopo, però, aveva pubblicato sul social Truth un delirante messaggio rivolto agli iraniani: “Aprite quel fottuto Stretto di Hormuz, pazzi bastardi, o vi ritroverete all'inferno”. Una mossa che aveva messo in imbarazzo lo staff e suscitato dubbi in alcuni leader nel mondo. Ma soprattutto aveva confermato a chi gli stava vicino i timori sull’affidabilità del Commander-in-Chief: Trump appare sempre di più fuori controllo. Sui social potrebbe scrivere di tutto.
Inoltre i suoi collaboratori hanno raccontato al Wsj che il presidente è apparso spesso più interessato ai lavori per la nuova sala da ballo o a raccogliere i fondi per la sua campagna, piuttosto che deciso a seguire i dettagli della crisi internazionale. […]

