meloni foti fitto

CON QUESTI CHIARI DI LUNA, UN RIMPASTO E' INDIGERIBILE – DAGO DIXIT E MASSIMO FRANCO CONFERMA: "GIORGIA MELONI HA OPTATO PER LA SOSTITUZIONE LAMPO DI FITTO CON FOTI PER EVITARE UN PASSAGGIO PARLAMENTARE SCIVOLOSO PER LA MAGGIORANZA" - CON SANTANCHÈ A PROCESSO, SALVINI FUORI CONTROLLO E FORZA ITALIA INCAZZATA PER LA SUA IRRILEVANZA, UN RIMPASTO POTREBBE FAR ESPLODERE PLATEALMENTE TUTTI CONTRASTI ALL'INTERNO DEL GOVERNO, ANCORA ALLE PRESE CON IL REBUS DELLA FINANZIARIA - DAGOREPORT

https://m.dagospia.com/a-meta-novembre-si-conoscera-il-destino-dell-armata-brancameloni-rimpasto-si-rimpasto-no-411460

 

Massimo Franco per il Corriere della Sera - Estratti

RAFFAELE FITTO - GIORGIA MELONI

 

Cambiare i membri del governo, senza che se ne debba modificare il profilo. La promozione alla Commissione europea di Raffaele Fitto ha permesso a Giorgia Meloni una sostituzione lampo con Tommaso Foti; e senza evocare un rimpasto che nessuno vuole, perché avrebbe comportato un passaggio parlamentare scivoloso per l’intera maggioranza.

 

L’impressione è che non sia una scelta isolata, ma un metodo. A Palazzo Chigi puntano a compiere aggiustamenti che siano il più possibile indolori e fisiologici, anche pensando a possibili scenari futuri.

 

giorgia meloni tommaso foti

Così, in raccordo con il Quirinale, la premier si limita a sostituire una pedina alla volta. E se qualcuno azzarda la parola «rimpasto» viene subito smentito. Non perché l’esecutivo vada particolarmente bene, anzi.

 

I segnali di insoddisfazione e di frustrazione per l’operato di alcuni ministri sono palpabili. Il tema è piuttosto quello dell’«unità nella diversità» che Meloni ha appena teorizzato di fronte alla conflittualità continua tra i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini: un modo per svelenirli e farli apparire innocui. Se invece di selezionare un ministro al posto di un altro si dovesse configurare un cambiamento complessivo per rilanciare il governo, lo scontro diventerebbe plateale.

raffaele fitto giorgia meloni - foto lapresse

 

E tutte le tensioni che oggi riguardano singoli temi, dalla politica estera alla Rai, si scaricherebbero sugli equilibri e i rapporti di forza nella destra.

 

E nessuno vuole né ha interesse a vedere la coalizione implodere per i contrasti interni. L’unico vero pericolo, al momento, sarebbe questo, vista la situazione di opposizioni che non fanno nulla per nascondere le proprie differenze. Non solo.

 

Rispetto a un’Europa nella quale traballano i governi di Francia e Germania, l’Italia può rivendicare una stabilità inedita e sorprendente: nonostante il fardello del debito pubblico e i malumori per le misure che riguardano sanità e pensioni. I dati sull’occupazione appaiono incoraggianti, e questo basta al governo per bilanciare scenari preoccupanti non solo per il nostro Paese.

GIORGIA MELONI TOMMASO FOTI

 

«Accogliamo positivamente i dati di ottobre diffusi dall’Istat», ha detto Meloni insieme con Tajani, «con l’occupazione in salita e il tasso di disoccupazione che scende».

 

 

raffaele fitto giorgia meloni - foto lapresseLuca Ciriani Giorgia Meloni e Tommaso Foti di Fratelli d'Italia al quirinale

(…)

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)