QUIRINALOTTO – CONFALONIERI: “MEGLIO UN POLITICO CHE UN TECNICO, MONTI FACCIA IL CONSULENTE” - E DICE CHE CI VUOLE “UN BRAV’UOMO”, UNO CHE “FACCIA IL SUO”, OVVERO QUASI NIENTE, “DICIAMO ZERO” – POTREBBE ANDAR BENE BERSANI? “È SIMPATICO”

Salvatore Merlo per "il Foglio"

 

fedele confalonieri.2fedele confalonieri.2

“Meglio un politico che un tecnico, i tecnici come Monti facciano i consulenti”, e dunque ha ragione Matteo Renzi che cerca un uomo dei partiti, “alla fine anche quella è vita pratica”. Ma se proprio dev’essere del Pd, come pare voglia il presidente del Consiglio, allora che almeno questo nuovo presidente della Repubblica non abbia “il timbro del comunista”, ché di comunisti “ce n’è già stato uno al Quirinale in questi anni e direi che c’è bastato e avanzato”. E dunque niente gatto Veltroni e niente volpe D’Alema (“eh, D’Alema…”, quanti ricordi).

 

romano prodiromano prodi

Nemmeno Bersani? “A me non dispiace, ma spesso prende delle sbandate, come gli è successo con Grillo”. E che dire di Romano Prodi, l’arcinemico, tornato come per contrappasso dal pleistocene a sigillare la sconfitta storica del Cavaliere? “Per carità, ci vuole una persona perbene e un po’ sbiadita”, malgrado anche con gli sbiaditi non si sa mai, nemmeno loro sono infatti perfetti, “cominci con uno che credi un minore, uno sbiadito appunto, e invece alla fine ti ritrovi un Sandro Pertini in mezzo alle scatole”. Al Quirinale, si sa, tra gli arazzi e i velluti, “si può andare facilmente via di testa”, il potere è talvolta licenza di narcisismo. “Ma l’ideale è quello: l’aurea mediocritas, come diceva Orazio”.

 

mario monti intervistato da alan friedman 3mario monti intervistato da alan friedman 3

E insomma Fedele Confalonieri esprime le occhiute cautele della vita, sa che in Italia l’elezione del presidente della Repubblica è opera buffa e scherzevole con un risvolto di tenebra, un labirinto cosparso di specchi deformanti e trabocchetti nei quali si rischia di cadere a ogni passo. Eppure in questo sentiero oscurato, il presidente di Mediaset, l’amico fraterno di Berlusconi, una strada la vede e un profilo nell’aria lo disegna: con tutto il rispetto per chi ci andrà, senza voler offendere nessuno, anzi, è bene chiarire subito che al Quirinale non va eletto alcun candidato o autocandidato che conta, ma un marginale che non faccia più progetti, “un brav’uomo”, ma un po’ in ombra, uno che “faccia il suo”, in pratica quasi niente, “diciamo zero”.

 

E dunque con Confalonieri si insiste: in Parlamento c’è il buon uomo Bersani, gli si dice, un po’ sconfitto e un po’ in ombra, perbene e marginale, uomo politico e del Pd, come piace pure a Renzi, il che in tempi di patto del Nazareno ovviamente non guasta. E allora lui sorride, “Bersani è simpatico”, ammette Confalonieri, “anche se a me piacciono come modelli Einaudi, Leone e il primo Cossiga”.

 

Pierluigi Bersani Pierluigi Bersani

Ma poiché le cose della politica, e l’elezione del presidente della Repubblica in particolare, non sono mai un cerchio, cioè non sono mai “un destino logico e perfetto”, ma più spesso una linea dai tratti irregolari, che si perde nello spazio, “o ancora un punto interrogativo”, allora Confalonieri fa anche capire che malgrado “il timbro comunista”, cioè il marchio che tanti lutti addusse ai berlusconidi, malgrado tutto, il vecchio Bersani “è forse in realtà il meno comunista tra i comunisti”, il meno rosso tra i rossi, il più umano tra i mostri.

 

E insomma Bersani ha forse il difetto “di non tener talvolta la barra dritta”, “si fece umiliare da Grillo per eccesso d’umana fantasia”, ma certo non è Prodi e non è D’Alema, non brama e non trama, non aspira e non traffica, è anzi uomo che può scambiare se stesso per un “significato”, per un inno, per un insieme di “valori”, non ha il gusto per i drammi e le nevrosi di sistema, non soffre d’una passione incontenibile per i condizionamenti, può insomma confondere la sua vita con la densità e lo spessore del protocollo, in definitiva farsi, “solo tra i comunisti”, un buon presidente della Repubblica.

 

SANDRO PERTINI SANDRO PERTINI

“Ma chissà. Quello del Quirinale è un gioco crudele e imprevedibile. Ci vuole un brav’uomo, un politico, anche del Pd, ma che sia umile, con i piedi per terra. Vedremo”, dice Confalonieri. Manca poco. Giorgio Napolitano si dimette oggi. E si ricomincia. 

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...