NEL LAZIO STRAZIO GODE SOLA LA FAMIGLIA - TRA GLI STAFFISTI DELLA REGIONE LAZIO LA DINASTY DELLA FAMIGLIA FORTE, TARGATA UDC - IL PATRIARCA MICHELE, SINDACO DI FORMIA, IL FIGLIO ALDO ASSESSORE, IL NIPOTE NEL SUO STAFF - LA FIGLIA E’ STAFFISTA DI CIOCCHETTI (ASSESSORE ALL’URBANISTICA UDC) - SDERENATA TAGLIA MA NON RICUCE: IL CAPOGRUPPO PDL BATTISTONI NON MOLLA E ASPETTA DI INCONTRARE ALFANO….

Ernesto Menicucci per il Corriere della Sera - Roma

Un esercito di quasi duecento persone, qualche nome celebre, alcuni parenti di politici. Nelle segreterie della giunta, tra via Cristoforo Colombo e gli uffici distaccati, c'è un gran via vai di gente: portaborse, addetti stampa, segretari. E, in alcuni casi, delle vere e proprie dinasty. Come quella di Aldo Forte, assessore alle Politiche sociali. Uomo Udc, nativo di Formia dove, da come raccontano in città «si chiamano tutti così».

Forte l'assessore è il figlio di Forte il sindaco, che si chiama Michele, il quale a sua volta ha un nipote, Vincenzo. E dove lavora quest'ultimo? Nell'assessorato di Aldo, alle Politiche sociali. Basta? Non basta. L'assessore ha pure una sorella, che collabora alla segreteria di Luciano Ciocchetti, anche lui Udc, vicepresidente e assessore all'Urbanistica. Doppia funzione, doppio staff: avrebbe diritto a venti contratti, ne usa «solo» (tra part time e full time) 15.

«Ma Montino, col suo stesso ruolo, ne aveva 21», dicono all'Udc. Patrizia Sentinelli (Istruzione) batte tutti: 17 collaboratori, con contratti diversi (uno esterno a tempo pieno, due interni della Regione, 14 part time esterni). Il sistema è semplice. Ogni assessore avrebbe diritto a dieci persone, con un massimo di otto esterni all'amministrazione. Ma, se si dividono i contratti, il numero può aumentare.

Così Pino Cangemi (Sicurezza) si tiene 12 persone, Marco Mattei (Ambiente) 13, Pietro Di Paolo (Rifiuti) 14, Francesco Lollobrigida (Trasporti) 15. La Polverini, tra presidenza e assessorato (ad interim) alla Sanità, arriva a 19 persone: una in più dei 18 collaboratori di Mario Abbruzzese, al consiglio regionale. Qua è là spuntano dei nomi noti. Come Carolina Morace, ex calciatrice, che lavora con Fabiana Santini (Sport). Nello stesso ufficio (8 persone) c'è anche Valeria Bordoni, sorella di Davide, assessore al Commercio del Campidoglio.

Con la Sentinelli, invece, c'è Genevieve Dafne Mbanga Bauna, figlia di Fidel, volto noto per anni del TgLazio, entrata in Regione nel 2005 con Lazio Service. Con Luca Malcotti c'è Paolo Pollak, ex presidente del XII Municipio dove è ancora consigliere, con Teodoro Buontempo l'ex leader della formazione di estrema destra «Avanguardia nazionale» Adriano Tilgher.

Nell'ufficio di Giovanni Zoroddu, capo di gabinetto della Polverini, ecco un'altra politica: si tratta di Beatrice De Bono, compagna dell'ex sottosegretario al Mibac Francesco Giro. La De Bono è insegnante delle elementari, ed è in «comando» alla Regione. È consigliere municipale in XVI, eletta tre volte di seguito: nel 2008, perse la sfida da minisindaco contro Bellini (Pd).

Ma la giornata di ieri è stata anche quella dell'avvio dei tagli. La giunta ha approvato la delibera che blocca l'erogazione dei fondi al consiglio regionale, ottenendo un risparmio di «22 milioni - spiega Polverini - per il 2012, 26 milioni per il 2013 e altrettanti per il 2014». Quel denaro verrà diviso tra politiche sociali e lavoro. Mentre i 6 milioni destinati a una nuova palazzina per la Pisana saranno usati invece «per l'edilizia sanitaria». Il centrosinistra presenta le sue controproposte, Esterino Montino (Pd) e Stefano Cetica (Bilancio) litigano sui conti. «Montino impari a fare di conto», dice uno. «Cetica si tolga i privilegi che si è dato», risponde l'altro.

Anche il consiglio non sta a guardare. E oltre al pacchetto-Polverini, il presidente Abbruzzese, dopo gli articoli del Corriere sulle sue consulenze di Cassino, ha eliminato tutti i contratti dell'ufficio di presidenza, per 450 mila euro di ulteriori risparmi. E la trasparenza? Polverini annuncia: «Lunedì metteremo on line i conti della Lista Polverini. Non sapevo che i consiglieri avessero così tanti soldi». Resta il tema del capogruppo Pdl: Battistoni ieri ha incontrato Alfredo Pallone, ora sentirà Alfano. Entro venerdì potrebbe lasciare. Polverini è d'accordo: «Anche se Battistoni non ha le responsabilità di Fiorito, deve lasciare il partito fuori dall'inchiesta».

 

 

 

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