RACCOLTA DIFFERENZIATA - I “CONTENITORI” DELLE LISTE-MONTI SI DIVIDONO I CANDIDATI - L’UDC MANTERRA’ SIMBOLO E USCENTI - PIERFURBINO CORTEGGIA PASSERA E LA MARCEGAGLIA - IN CORSA ANCHE CATANIA, MARINO, GUERRINI E PETRUCCI - LA LISTA-MONTEZEMOLO ACCOGLIERA’ OLIVERO, ROMANO, AINIS, TINAGLI - ANCHE I FINIANI IN CAMPO? - SENZA MONTI IN CAMPO STIMATO UN MISERO 6% E 44 PARLAMENTARI IN MENO…

Goffredo De Marchis per "la Repubblica"

Persino i candidati possono essere interscambiabili, soprattutto i nuovi. Anche se la galassia del Centro sarà spacchettata in quattro liste, l'intenzione è marciare come una lista unica, quella che sarà necessaria al Senato per aspirare al premio di maggioranza in alcune regioni. La squadra dell'Udc, per esempio. Il partito vuole mantenere il simbolo, le sue radici e una serie di nomi che non sono rottamabili secondo Casini. Ma sulla base del parterre della festa di Chianciano (settembre scorso) può mettere in campo molti volti nuovi. Volti che sono a cavallo delle varie sigle pronte a usare il nome di Mario Monti.

Nell'appuntamento toscano, a celebrare la festa dell'Udc, c'erano Emma Marcegaglia, Corrado Passera, il ministro dell'Agricoltura Mario Catania, candidati molto probabili ma non si sa in quale delle tre o quattro liste del Centro. Con loro, in quei giorni, si sono affacciati nella cittadina termale il presidente della Concooperative Luigi Marino, quello della Confartigianato Giorgio Guerrini e il presidente del Coni Gianni Petrucci.

Hanno tutti il curriculum giusto per una candidatura praticamente certa. Petrucci potrebbe puntare al Senato. Gli altri alla Camera. L'Udc non rinuncia a coinvolgere anche Fermare il declino, la forza creata da Oscar Giannino che ieri ha presentato il suo simbolo.

Il conto dei parlamentari probabili è molto legato all'impegno del premier. «Non ci sono dubbi: il nome di Monti dà molto più valore al raggruppamento di centro», spiega Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos. L'istituto di sondaggi ha calcolato più che la percentuale, il margine di differenza in seggi con Monti in pista o con Monti in tribuna: 30 deputati e 14 senatori in più. Numeri che mettono in serio pericolo la vittoria di Pier Luigi Bersani a Palazzo Madama.

«Comunque quello che si muove in questi giorni produce tre effetti sicuri: la riduzione dell'astensionismo, la crescita del Pdl, il calo netto di Grillo», aggiunge Pagnoncelli. Tutti i sondaggi collocano l'area di centro tra il 12 e il 15 per cento. Ma la
palla è ancora ferma perché Monti non ha sciolto ufficialmente la riserva. Quando pronuncerà il suo discorso, le previsioni saranno calibrate sulla novità.

La lista montiana per eccellenza sarà quella Verso la terza repubblica, mix di Italia futura e cattolici di Todi. Sarà in campo Andrea Olivero, che ieri si è dimesso dalla presidenza delle Acli annunciando la sua corsa al Parlamento. L'intera squadra di Italia futura ha chance per un posto in lista: l'"ideologo" Andrea Romano, l'uomo macchina Carlo Calenda, il professore Michele Ainis, il rettore Stefania Giannini, Irene Tinagli, Alberto Stancanelli. il generale Camporini, il critico Francesco Bonami, il senatore Nicola Rossi. Edoardo Nesi, lo scrittore pratese vincitore dello Strega, sarà un sicuro candidato. Resta qualche incertezza sulla candidatura di Luca di Montezemolo. Il ministro Andrea Riccardi, motore della "trattativa" con Monti, invece rimarrà fuori. Per ora.

La lista dei fuoriusciti del Pdl scalda i motori. I nomi sicuri sono di peso: Beppe Pisanu, Franco Frattini, Alfredo Mantovano e Mario Mauro, capogruppo all'Europarlamento. Pisanu può contare da tempo su una pattuglia di fedelissimi che attendono
solo un segnale. I montiani pidiellini sono molti. Lo si è visto nella kermesse di Italia popolare domenica scorsa a Roma. Bisogna capire quanti di loro sono disposti a fare il grande salto. Ma il discorso pubblico di Monti si avvicina, la presentazione del suo documento programmatico pure: cambieranno gli equilibri della politica.

Il premier non ha dimenticato Gianfranco Fini, dopo il vertice con i leader centristi a Palazzo Chigi. Lo ha chiamato al telefono appena concluso l'incontro. Il presidente della Camera sostiene il bis di Monti e prepara, come detto più volte, la sua ricandidatura al Parlamento.

Con lui, Italo Bocchino, Fabio Granata, Carmelo Briguglio, Benedetto Della Vedova, Flavia Perina e altri. L'intero gruppo di Fli dovrebbe formare un'altra lista nel nome del Professore. Non verrà dimenticato, per usare le parole di Fini, che senza lo strappo di Futuro e libertà, Berlusconi avrebbe concluso la legislatura e Monti non ci sarebbe mai stato.

 

MARCEGAGLIA CASINI Corrado Passera MONTEZEMOLO-CASINIMARIO CATANIA GIANNI PETRUCCI andrea romano CARLO CALENDA

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)